«Abbiamo paura, nessuno ci ascolta»

Scritto da , 20 febbraio 2018
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Erika Noschese

I condomini di una palazzina popolare di via Gelso costretti a vivere nella paura. Da circa 7 mesi, infatti, una delle abitazioni è stata affittata – si presume legalmente ma, al momento, di ciò non vi è certezza – ad un gruppo di extracomunitari provenienti dall’Africa. Di questi, due sarebbero agli arresti domiciliari ma, nonostante ciò, continua ad esserci un viavai di persone che, fermi nell’androne del palazzo ed incuranti degli altri residenti, fumano, chiacchierano ad alta voce e – non di rado – sono stati notati sotto effetto di sostanze stupefacenti e di alcol. La prima querela risale allo scorso 23 ottobre 2017 quando, i residenti di via Gelso hanno denunciato gli extracomunitari per minacce, schiamazzi notturni, uso di sostanze stupefacenti sui pianerottoli e uso smodato di sostanze alcoliche all’interno dell’androne condominiale e delle scale oltre alle cattive condizioni igieniche in cui versa l’apparta- mento. Ad oggi, la situazione non accenna a cambiare e, nonostante le continue lamentele, non sono state prese misure a tutela dei condomini che, lo scorso 15 febbraio, hanno assistito all’ennesima rissa tra africani, culminata con un accoltellamento tra gli stessi che, tutt’ora, sono agli arresti domiciliari. Nonostante l’intervento delle forze dell’ordine e l’insistenza nel chiedere il trasferimento presso la struttura carceraria per tutelare la sicurezza dei minori residenti nello stabile, non è stato preso alcun provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria per una situazione che sta diventato sempre più allarmante per i cittadini del quartiere. Secondo i residenti, inoltre, il proprietario dell’appartamento non sarebbe nuovo a questo genere di “affari” in quanto non di rado la struttura sarebbe stata affittata ad altre persone extracomunitarie o donne, presumibilmente provenienti dall’est Europa. «Quasi tutti i giorni abbiamo difficoltà sia ad entrare che ad uscire dalle nostre abitazioni e dallo stabile in quanto queste persone stazionano sia sui pianerottoli che nell’androne dello stabile impedendoci fisica- mente di entrare e di uscire dalle nostre case, in quanto nonostante cerchiamo di far comprendere di spostarsi per farci entrare, questi con toni minacciosi e violenti quasi sempre in preda ai fumi dell’alcol e dell’assunzione di sostanze stupefacenti permangono fuori alle nostre porte di casa o al portone d’ingresso dello stabile senza spostarsi, tanto da farci rinunciare ad entrare o ad uscire dalle nostre case. Inoltre queste persone, soventemente, molestano i nostri familiari presentandosi fuori alla porta di casa a tutte le ore sia del giorno che della notte avanzando la richiesta di cibo e quant’altro», denunciano i residenti di via Gelso, lamentando anche le cattive condizioni igienico-sanitarie in cui versa l’appartamento. L’ultima denuncia risale a pochi giorni fa, il 15 febbraio, quando i cittadini della zona – stanchi degli schiamazzi notturni, le forti urla dovute ai continui litigi fra gli abitanti dell’apparta- mento, rumori e trambusti di oggetti fracassati e vetri rotti, tanto spesso da provocare spavento durante le ore notturne agli altri condomini, impedendo loro di dormire tranquillamente. «A causa del comportamento molesto di queste persone siamo co- stretti a modificare le nostre quoti- diane abitudini di vita personale e dei nostri familiari in particolare minori, che vengono sempre scortati fino all’ingresso dell’appartamento e alcuni nipoti ancora minorenni, a cui viene impedito di recarsi a trovare i propri nonni che abitano nel palazzo, essendosi creato all’interno del condominio un forte clima di tensione che siamo costretti a subire. Inoltre, a causa del bivaccare di queste persone nelle parti comuni del condominio, scale androne e piane- rottoli creano disagi anche sotto il profilo igienico sanitario in quanto oltre all’odore nauseabondo prove- niente dal loro appartamento, la- sciano sporcizia e cattivi odori di fumo anche nel palazzo», denunciano ancora i residenti via Gelso, secondo cui ad uno dei residenti diversamente abile sarebbe più volte stato impedito il passaggio, a causa dell’atteggiamento spavaldo e minaccioso degli stranieri che, in di- verse occasioni, avrebbero anche imprecato fuori dalla finestra, importunando i passanti sui marciapiedi che spaventati si sono allontanati cambiando lato della strada. Dalla denuncia si evince, inoltre, che i residenti hanno reso noto di volersi costituire parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali.

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