A Scafati l’officina dei falsi incidenti: 13 arresti

Scritto da , 11 ottobre 2018
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Se ti rompevi un braccio cadendo nella vasca da bagno, oppure se avevi graffiato la vettura parcheggiandola nel box, potevi avvalerti dei servigi di un gruppo di raffinati truffatori che con la loro capillare rete di competenze ti faceva avere un rimborso dalla compagnia assicurativa simulando un falso incidente. Lo ha scoperto la guardia di finanza di Torre Annunziata che ha notificato 14 misure cautelari ad altrettante persone tra cui figurano anche due finanzieri e un avvocato.112 gli indagati. I finanzieri, nel corso delle indagini, hanno individuato una quarantina di truffe, e quantificato rimborsi illeciti per diverse centinaia di migliaia di euro. Il gruppo di truffatori che organizzava i falsi incidenti era capeggiato da Salvatore Verde, gia’ finito in carcere con l’accusa di avere corrotto un giudice di pace. Si era organizzato con diversi ”agenti” sparsi sul territorio che avevano il compito di procacciare gli ”affari”. Erano loro che seguivano l’istruttoria per ottenere illecitamente i risarcimenti dalle assicurazioni e a reperire la clientela interessata a compiere la truffa, che metteva a disposizione le loro vetture, perfettamente integre, che venivano portate in tre carrozzerie, a Boscoreale e Scafati dove parafanghi, paraurti, fari e componenti vari ma integri venivano sostituiti con altri danneggiati. A Scafati si trovava il centro ope
rativo, o coinvolti almeno due scafatesi, oltre al titolare dell’officina di vicinale De Riso.La sostituzione veniva eseguita poco prima della perizia. Una vettura e’ stata trovata gia’ pronta per la sostituzione dei pezzi anche ieri, durante le perquisizioni in una delle autocarrozzerie. Nel frattempo la compagnia assicurativa veniva informata della localita’ dove la vettura ”incidentata” era in sosta. Le localita’ venivano scelte con un particolare criterio: il luogo piu’ vicino possibile alla zona di competenza di un perito compiacente a cui la compagnia assegnava l’incarico. Dopo la perizia la vettura tornava nella carrozzeria, dove venivano rimontati i componenti non danneggiati. Il criterio di ripartizione e risarcimento prevedeva una divisione fifty-fifty tra cliente e organizzazione. Al carrozziere venivano corrisposti circa 150-200 euro ogni volta. Se sulla vettura l’assicurazione aveva montato un localizzatore gps, la cosiddetta ”scatola nera”, subentravano i falsi testimoni dell’incidente mai avvenuto. In questo caso, infatti, in presenza di un testimone, le compagnie assicurative possono anche evitare di controllare la ”scatola nera”. La banda di truffatori inoltre riusciva anche a farsi rimborsare danni fisici che i ”clienti” si erano procurati accidentalmente oppure danni alle vetture provocati per imperizia nella guida.
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