A Pontecagnano c’è un quartiere abusivo. A Salerno ci sono 10mila pratiche di condono: anche sopraelevazioni sul Corso

Scritto da , 29 agosto 2017
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Andrea Pellegrino

Lo scontro a distanza tra De Luca ed il governo è partito. Sull’abusivismo, sulla legge regionale (impugnata) e sul post terremoto di Ischia, il dibattito è acceso ed è quasi tutto interno al partito di Renzi. De Luca, nella giravolta di dichiarazioni degli ultimi giorni, rivendica, dalla sua, «un’attenzione massima all’ambiente», arrivando perfino a definire la Campania «la regione più ambientalista d’Italia». Ma a smentirlo sono i dati e, naturalmente, le costruzioni realizzate in ogni angolo della Campania e quindi della provincia di Salerno. Ieri Le Cronache ha pubblicato una prima mappa degli abusi, partendo da Cava de’ Tirreni – dove sono 5000 gli immobili attenzionati -, per arrivare a Pontecagnano, in particolare nel tratto che collega il centro alla frazione Faiano, dove sorgono ville, anche con piscina, in area agricola. Ma non è tutto. Sempre da Pontecagnano arriva una nuova segnalazione. Questa volta siamo a Picciola, zona quasi marina del comune picentino. Qui, in via Lago Lucrino, sarebbe stato costruito un vero e proprio quartiere abusivo. Tra l’altro, confinante con il fiume Tusciano. Dunque in zona protetta e vincolata paesaggisticamente dalla Soprintendenza. Si stima che si tratti di un lotto 20.000 metri quadrati circa che sfugge ai controlli del Comune ed anche delle forze dell’ordine. Tra l’altro, la zona è anche invasa di rifiuti di ogni genere che spesso vengono abbandonati per settimane intere, creando disagi anche alle aziende della zona. Anche Salerno città non sarebbe immune dalla cementificazione selvaggia. Basti pensare che a Palazzo di Città giacciono 10mila pratiche di condono. Alcune riguardano sicuramente verande ma in altri casi non man ano sopraelevazioni anche in pieno Corso Vittorio Emanuele. I dati allarmati arrivano anche da Legambiente Campania che in un dossier scrive: «La Campania è in testa della classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento costiero, con 764 infrazioni accertate dalle Capitanerie di porto e dalle altre forze dell’ordine, detiene sul suo territorio il 20,3% del totale dei reati. Primato che riguarda anche il numero delle persone denunciate, 855, e dei sequestri, 234. Ma a sfregiare la costa è soprattutto il “vecchio abusivismo”, quello che da decenni sopravvive alle demolizioni, quello delle seconde case in riva al mare che godono delle particolari attenzioni dei politici, locali e nazionali, sempre attenti a impedire che arrivino le ruspe. In Campania negli ultimi dieci anni la realizzazione di circa 60 mila case abusive per un totale di circa nove milioni di mq di superficie abusiva. Le domande di condono per abusi edilizi nei soli 13 comuni che hanno un pezzo del territorio dentro il Parco nazionale del Vesuvio, sommando la sanatoria del 1985 e quella del 1994, sono 49.087. Tra il 2000 e il 2011 nei cinque comuni capo- luogo di provincia della Campania sono state emesse 18.111 ordinanze di demolizione ma eseguite solo 828 (appena il 4,5%)».

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