A lezione di Romanticismo

Scritto da , 28 ottobre 2017

 

Ultimo appuntamento con i Concerti / Master proposti per la Stagione Concertistica 2017 dal teatro Verdi di Salerno che ha salutato sul palcoscenico il duo composto dalla violinista Mi-Kyung e dal pianista Ronan O’Hora

Di LUCA GAETA

Archiviata la Norma, che ha visto trionfare una giovanissima Gilda Fiume nei panni della protagonista, il massimo cittadino si “riorganizza”, con atmosfere più intime e meno “roboanti”, per accogliere il quarto appuntamento concertistico presso il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno. Ad esibirsi il duo formato da Mi-Kyung Lee al violino e Ronan O’hora al pianoforte. Il programma della serata è un viaggio a ritroso nel romanticismo musicale d’oltralpe. Ad aprire il concerto lo Scherzo di Johannes Brahms dalla Sonata F.A.E. (acronimo di Frei Aber Finsam, cioè Libero ma solo), che i compositori Brahms, Dietrich e Schumann scrissero a sei mani nel 1853 dedicandola al violinista Joseph Joachim, a seguire la Sonatina il La minore Op. 137 n. 2 di Franz Schubert e la monumentale Sonata in La maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Ludwig van Beethoven. Le sonorità del duo risultano brillanti e luminose, anche se troppo declinate a favore del violino. La pronuncia musicale è chiara, soprattutto negli staccati ed il suono è morbido. Monòcromo risulta il vibrato nel violino, eccessivamente stretto e poco congeniale alle frasi di puro lirismo. L’escursione sonora che abbisogna un tale repertorio non è del tutto convincente, come l’intonazione di alcuni passaggi. Eccessivo l’uso di “messa di voce” dal sapore baroccheggiante. Giusti gli andamenti. Come per i precedenti appuntamenti concertistici, anche quello di ieri ha visto i protagonisti ed in particolare la violinista Mi-Kyung Lee, in veste di docente, oltre che in quella di concertista. Infatti una delle novità per la Stagione Concertistica 2017 presso il Teatro Verdi di Salerno, sono state le Masterclass Prestige, tre incontri dedicati al Pianoforte, alla Tromba ed al Violino, a cui hanno partecipato 8 allievi effettivi per strumento scelti dalla Direzione artistica del Teatro. Platea gremita perlopiù da studenti provenienti dai Licei Musicali limitrofi di Salerno, Cava e Nocera, che hanno, a torto, sdoganato la prassi consolidata che prevede l’applauso solo al termine della composizione e non fra i vari movimenti. Défaillance presto redarguita dagli habitué. Infine, il duo si è congedato dal pubblico salernitano con due bis, il salottiero Schön Rosmarin del compositore e violinista austriaco Fritz Kreisler ed una inaspettata Ave Maria di Bach – Gounod, che ha lasciato a “bocca asciutta” tutti coloro che si sarebbero aspettati un finale dai toni più fiammeggianti, di puro virtuosismo violinistico. Prossimo appuntamento concertistico presso il Teatro Verdi di Salerno è previsto per il 14 novembre, con il Quartetto d’archi provenite dalla Philharmonia Orchestra of London Chamber Musicians.

 

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