“A Fuorni condizioni disumane”

Scritto da , 15 agosto 2013

Il celebre Piero Calamandrei disse: “La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. La stessa frase viene oggi ripresa con enfasi dai Radicali che anche quest’anno hanno deciso di organizzare una raccolta firme sui referendum, nel carcere di Fuorni.
Presenti nell’afosa giornata di ieri: Donato Salzano e Carlo Padovano segretario e tesoriere di Radicali Salerno “Maurizio Provenza”, l’onorevole Dario Barbirotti, gli avvocati Fiorinda Mirabile, Massimo ed Emiliano Torre. Tutti uniti per lo stesso obiettivo: informare e coinvolgere i presenti sui dodici referendum radicali. “Continuiamo a batterci per una giustizia giusta che si sposa con le nostre richieste: responsabilità civile dei magistrati, far rientrare i magistrati fuori ruolo, custodia cautelare per limitare il carcere preventivo ai soli reati gravi, separazione delle carriere dei magistrati. Ma anche il divorzio breve per evitare l’attesa dei tre anni di separazione, l’abrogazione del reato di clandestinità, l’eliminazione della pena detentiva per fatti di lieve entità riguardanti le droghe, lasciare allo Stato la quota di 8 per mille di chi non esercita più, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti” spiega la delegazione presente.
“Siamo giunti a 100 firme tra i detenuti per i referendum – continua Donato Salzano – puntiamo comunque ad estendere la raccolta alle carceri di tutta la provincia. Per fine agosto già è previsto un altro incontro per nuovi consensi.” “Le condizioni in cui vivono i reclusi della casa circondariale di Fuorni – spiega il segretario – sono disumane L’affollamento è un problema che resta ancora irrisolto e che si affianca a quello dell’amnistia per i carcerati.” Ma Salzano non è il solo ad esprimere il suo disappunto e malcontento per la situazione attuale. “Anche le prestazioni sanitarie sono altrettanto disastrose” aggiunge l’onorevole Barbirotti. Un punto, inoltre, sembra creare maggiore tensione tra parenti e amici dei detenuti accorsi fuori la casa circondariale per la petizione: l’ergastolo che deve essere abolito. Una situazione delicata e particolare quella descritta che sembra avvalorare ancora di più le parole dei Radicali che mirano alla consegna delle 500 firme entro poco più di un mese.
Annacaterina Scarpetta

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