A cavallo per essere parte del mondo

Scritto da , 2 aprile 2017

Oggi dalle 10 alle 14 il Centro Ippico Arabite di Pontecagnano Faiano ospiterà l’Open-Day Equiblu in occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo

 

Di OLGA CHIEFFI

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Questa ricorrenza simbolica è stata istituita dall’ONU per promuovere la conoscenza e l’impegno in riferimento alla tematica dell’autismo. Durante questa giornata saranno messi in atto in tutto il mondo eventi ed iniziative mirati a creare informazione e interesse intorno a questo argomento. L’autismo è un disturbo di natura neuro-psichiatrica che impedisce a chi ne è affetto di interagire in maniera adeguata con l’ambiente che lo circonda. Equitabile, movimento che promuove attività di riabilitazione tramite l’ippoterapia secondo l’esclusivo aspetto educativo, ludico-motorio, relazionale e del pre-sport, intende contribuire in maniera importante alla sensibilizzazione sul tema proponendo un circuito di iniziative equestri da realizzare sul territorio nazionale, attraverso l’ hashtag Equi-Blu. L’Associazione Aiscre Sagittario aderisce al prestigioso cartellone di eventi “Equi-Blu”, un circuito di attività equestri in rete dove si coniugano inclusione sociale, sensibilizzazione alla tematica dell’autismo e divulgazione dell’importanza del cavallo per il benessere e lo sviluppo delle abilità residue dei più deboli. L’ associazione Aiscre Sagittario, presso il centro ippico Arabite in via lago Carezza 5 in Pontecagnano Faiano, organizza l’Open Day Equiblu 2017 dalle ore 10 alle ore 14. Responsabile dell’evento sarà Martina Palumbo unitamente al presidente dell’associazione Dr. Armando Russo, coadiuvati dal tecnico Genziana De Luca, che accoglieranno i partecipanti anche in caso di pioggia, all’interno del campo coperto. Durante la mattinata si svolgeranno diverse attività, tra cui, avvicinamento al cavallo; cura del cavallo (grooming), gimkana con il pony. Ci sarà quindi un momento divulgativo e una tavola rotonda dove verranno spiegati i benefici della riabilitazione equestre e Pet Terapy. La mediazione del cavallo ed il contesto demedicalizzato di maneggio diventano elementi di grande valore per promuovere la comunicazione facilitata nell’autismo. L’ ippoterapia può essere considerata una terapia corporea in cui la comunicazione tra bambino e cavallo avviene attraverso un dialogo tonico dove ad ogni movimento fatto dal cavallo risponde uno fatto dal bambino e viceversa. La bellezza, l’imponenza, la potenza fisica del cavallo, così come la sua socievolezza e curiosità, motivano il ragazzo a scoprire nuovi orizzonti relazionali mettendosi alla prova e stimolando nuove reazioni nell’ “amico destriero”. Il cavallo è protagonista dell’azione terapeutica, dal momento che, l’animale consente una relazione estremamente ricca e complessa e, tramite il contatto corporeo ed il rapporto fisico che instaura con il paziente, permette una serie di opportunità emozionali e affettive attraverso le quali il soggetto acquisisce controllo e fiducia in sé stesso. Questo animale ha delle peculiarità fondamentali di carattere e fisicità: animale da branco, docile e tollerante, facile ad essere addestrato, forte e potente, caldo e morbido allo stesso tempo, tuttavia non accetta gesti e comportamenti strani, inusuali ed incoerenti, e non viene a compromessi con i cavalieri; il cavallo, infatti, non permette al bambino di utilizzare quegli atteggiamenti che condizionano invece il comportamento del “caregiver”, costringendo così il cavaliere ad un comportamento consono alla situazione. Il cavallo, per sua natura e per la sua particolare andatura, fornisce al cavaliere una grande quantità di stimolazioni sensitive e sensoriali: tutte queste afferenze visive, tattili, uditive, olfattive, cinestesiche e propriocettive influiscono favorevolmente sulla maturazione psicomotoria dell’individuo. Le ondulazioni provocate dal movimento tridimensionale durante la marcia del cavallo stimolano la coordinazione motoria, regolano il tono muscolare e determinando continui spostamenti del baricentro del cavaliere, migliorano il senso dell’equilibrio; montare a cavallo consente una correzione degli schemi posturali globali di un soggetto. Il supporto nella ricerca dell’organizzazione del pensiero, l’individuazione di semplici o complesse strategie di elaborazione verbale o non verbale per creare comunicazione con il cavallo e, conseguentemente, con gli operatori direttamente coinvolti nelle attività e la ricerca della più elevata competenza comunicativa sono obiettivi che indirizzano il cavaliere ad essere il più efficace possibile nell’interazione con la realtà e con tutto ciò che lo circonda e a montare per essere nel mondo e mai più un mondo a parte.

 

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