De Luca, attacco ai funzionari pubblici

Scritto da , 11 gennaio 2014

di Andrea Pellegrino

De Luca contro tutti. Ormai, seguendo un noto detto, l’attacco è diventato la sua miglior difesa. E ieri non ha risparmiato nessuno. Partendo naturalmente dai comitati e delle associazioni che si battono contro la realizzazione del Crescent, verso i quali ha annunciato di aver «presentato un esposto in Procura», per aver «avviato una campagna di aggressione ed intimidazione nei confronti di funzionari pubblici». «Nei mesi scorsi – dice infatti il sindaco – si sono registrati casi di funzionari pubblici che hanno parlato come se fossero esponenti di comitati di lotta: i funzionari pubblici hanno doveri di terzietà, di obiettività; chi vuole fare il libero pensatore può farlo liberamente, ma non facendo il funzionario pubblico. Chiederemo che ognuno risponda dei propri atti, in relazione ai propri doveri e obblighi contrattuale». Ma archiviato il Crescent, De Luca, vestendo i panni di viceministro senza deleghe è passato poi all’attacco verso il suo ministro Lupi. «Considero la sua attività – dice – disastrosa ed indecente». «Ad oggi – spiega De Luca parlando dell’attività del Governo di cui ne fa ancora parte – nessuno è in grado di dire con certezza quante tasse si pagano sulle case: già questo fatto è vergognoso e indegno di un governo civile. Tutta questa vicenda è non solo una truffa ai danni dei cittadini, ma anche una scorrettezza nei confronti dei Comuni. L’ultima novità è consentire ai Comuni di aumentare le aliquote della Tasi: è qualcosa di demenziale – aggiunge – Si è detto che non abbiamo toccato le famiglie, poi scopriamo che le tariffe autostradali sono aumentate fino al 7% – sottolinea – vorrei fare i miei complimenti al ministro Lupi per questo ennesimo successo, un regalo di centinaia di milioni alle concessionarie autostradali. E gli aumenti maggiori si registrano nell’area lombarda». Ancora è la volta dei partiti. «Continuiamo a vivere in una situazione di blocco politico – spiega il sindaco viceministro – Io resto dell’idea che, una volta approvata la riforma elettorale, si debba tornare a votare ed avere un governo stabile. Io continuo a non capire niente nel dibattito sulla legge elettorale. L’obiettivo, che il sistema sia proporzionale o maggioritario, è dare la possibilità ad una forza politica di avere una maggioranza solida e dunque di governare – spiega – Renzi ha messo in campo tre ipotesi: tutte sono ispirate da questo obiettivo primario. Mi auguro che questa riforma vada in Parlamento già a gennaio e che ognuno si presenti con la sua faccia ai cittadini italiani».

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