La festa dei 100 anni della Cavese

Scritto da , 25 Maggio 2019
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CAVA DE’ TIRRENI. C’erano davvero tutti, anche chi “guarda da lassù”. La Cavese compie i suoi primi cento anni e ad omaggiarla è scesa per il borgo porticato, nelle piazze delle frazioni, per le vie del centro, tutta la cittadinanza nel ricordo di Catello Mari, di Santin e nel disegno di un futuro più roseo che mai come lo stesso presidente Massimiliano Santoriello imbeccato dal sindaco Enzo Servalli: “Il regalo più grande per questo centenario è quello di dare stabilità alla società e continuità ai nostri progetti per amore della squadra della nostra città”.
Nel lungo corteo che dallo stadio comunale Simonetta Lamberti dove si è tenuto un incontro tra circa 200 vecchie glorie e la tifoseria c’era anche la mitica “signora Francesca”, storica tifosa della Cavese con oltre trentacinque anni di curva sud alle spalle, che per l’evento ha comporto anche una poesia “Cavese tu ci hai rubato l’anima” ed omaggiata dai tifosi da un enorme striscione nei pressi di Palazzo di Città: “E’ un giorno speciale, un’emozione unica. Cento anni di storia, di amore che ti ruba l’anima, il regalo più grande per il centunesimo compleanno sarebbe la promozione in serie B”. La festa però non si è conclusa ieri sera, infatti come la signora Francesca tiene a sottolineare: “La festa non finisce qui, si protrarrà fino al 31 dicembre, la festa di ieri è stata offerta dalla società, ma presto ci sarà quella organizzata dai tifosi probabilmente al Simonetta Lamberti e forse ci sarà anche l’amichevole con il Napoli”. Dallo stadio fino a palazzo Guida su corso Umberto I la carovana biancoblu si è mossa per scoprire la targa in onore di tanti amici che il 25 maggio 1919 nello studio del ragioniere Pietro Punzi hanno dato vita all’Unione Sportiva Cavese, dove insieme al presidente Santoriello c’era il sindaco Enzo Servalli ed il mitico, una dei volti più amati dalla tifoseria Cavese, l’uomo che allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, contribuì nel campionato di serie B 1982/1983, contribuì ad affondare il Milan di Jordan per 2 a 1, Costantino Tivelli, sommerso come prevedibile dall’abbraccio della città degli appassionati e dei tanti giovani soprattutto, troppo giovani per ricordare le sue gesta sportive ma che tramite il racconto di padri e nonni hanno imparato a conoscerlo. “Benvenuti a casa mitici eroi”, lo striscione che campeggiava al Lamberti all’inizio dell’incontro con le vecchie glorie mentre “E’ un onore essere il presidente del centenario – chiosa Santoriello – siamo tutti emozionati, festeggiare i 100 anni delle squadra è un evento unico”, e chissà se la sua ambizione tramite i suoi sacrifici riuscirà nell’intento di riportare la valle metelliana tra le fila della serie cadetta. AR.
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