«Nel contratto di Governo non c’è il Sud, ma a giugno presento il piano del lavoro»

Scritto da , 18 maggio 2018
image_pdfimage_print

Brigida Vicinanza

Un confronto che non lascia vie di fuga a Vincenzo De Luca, quello avvenuto ieri pomeriggio tra il governatore e il giornalista Oscar Giannino, durante l’evento di premiazione delle imprese storiche salernitane organizzato dalla Camera di Commercio di Salerno. Dal Governo tra Lega e 5 stelle, all’occupazione per il Mezzogiorno, ad un’attenta analisi del Partito democratico fino al tema della sicurezza sul territorio campano. “Punzecchiato” da Giannino sui temi, il governatore non le manda a dire come suo solito e risponde con battute e frecciatine alle domande. «A metà giugno presenteremo il piano per il lavoro per la Campania quando si sveglieranno ne prenderemo atto – ha dichiarato De Luca sul tema della disoccupazione in Campania – Partiamo con i primi 10mila perché abbiamo calcolato i vuoti all’interno delle amministrazioni per i prossimi 3 anni». Non mancano intanto l’analisi sul voto del 4 marzo che ha portato alla sconfitta del Partito Democratico, “incapace” secondo De Luca, di ascoltare la gente ma soprattutto di toccare quei temi cari ai cittadini, come quello della sicurezza. «La riforma della scuola ad esempio è un capolavoro di masochismo politico: tre miliardi di euro investiti, per la prima volta, nella scuola italiana per mettersi contro tutti pure quelli stabilizzati. La riforma della scuola veramente un capolavoro. Dal mio punto di vista il codice degli appalti è un disastro perchè ha paralizzato l’Italia, ha complicato la vita. Pubblica amministrazione non ne parliamo. Ancora oggi c’è una parola che il Pd non pronuncia: sicurezza. Io non sento mai in un dibattito questa parola – ha sottolineato il governatore – mentre fa parte del governo, non c’era una parola sul lavor fatto da Minniti, Salvini parlava alla pancia perchè la verità è che si regala una domanda elementare vera dei padri di famiglia. Su questo piano non abbiamo detto una parola e messe in fila tutte queste cose hanno prodotto un risultato elettorale che sappiamo. I 5 stelle hanno preso il 32%, Renzi, due anni fa, ha preso il 41% mezza Italia aveva affidato le sue speranze a quella figura ma in tre anni si è perduto la metà di quel consenso». Ma sul “contratto” di Governo è tassativo: «Hanno completamente tagliato il Sud, in questi fogli non c’è una parola sul Mezzogiorno e poi non è un contratto, che io ricordi il contratto è un’operazione commerciale tipo quando vai dall’ortofrutticolo».

L’aeroporto di Salerno decolla assieme a quello di Napoli

L’aeroporto di Salerno sta per decollare al fianco dell’aeroporto Capodichino di Napoli. E’ quanto dichiarato ieri dal presidente della Camera di Commercio Andrea Prete, nell’analizzare tutta l’economia del territorio salernitano. Economia che dipende sicuramente per buona parte dalla sfera turistica. «Siamo prossimi alla fusione con l’aeroporto di Napoli – ha dichiarato Prete – questo rappresenta la chiave di volta per il turismo in questo territorio. Qui succede una cosa paradossale, ci chiedono prima di fare le cose del turismo e poi di progettare i mezzi per poter permettere ai turisti di arrivare, ma questa fusione davvero può essere il decollo definitivo del turismo di tutta l’intera provincia di Salerno e non solo». Ad Andrea Prete è affidata l’analisi sul commercio salernitano, sull’imprenditoria e sull’occupazione e disoccupazione in tutta la provincia di Salerno, accompagnata da una lucida tesi dello stato attuale che, secondo il presidente della Camera di Commercio, ha superato i 10 anni di crisi che hanno colpito non solo il Mezzogiorno ma tutta la penisola. Numeri, grafici, statistiche. Ma ciò che più importa è che sono stati fatti passi in avanti per il lavoro e l’economia locale: «L’unica provincia con il saldo attivo per l’esportazione è la nostra, siamo in una fase di innovazione radicale e anche le nostre imprese stanno crescendo, nonostante il proliferare dei centri commerciali e dell’ecommerce». Una nuova stagione economica, dunque, sta iniziando.

«La polemica tra Napoli e Salerno serve solo a chi non sa amministrare nella città partenopea»

«Sul piano della sicurezza non abbiamo detto una parola. A Salerno non possiamo assistere a chi spaccia la domenica mattina sul Lungomare, ai parcheggiatori abusivi, alle famiglie che non si sentono tranquille. In tre anni abbiamo perso la metà del consenso per queste ragioni, perché Non abbiamo parlato alle famiglie. Questa parola “sicurezza”non è pronunciata dal Pd. Da sindaco di Salerno ricordo di aver fatto un’operazione per l’acquisto di manganelli per la Polizia Municipale, nel periodo degli sbarchi degli albanesi che scendevano dalle navi già con i coltelli pronti. E ho dovuto fare una delibera di giunta per poter dare qualcosa ai vigili che somigliasse ad un manganello. Una cosa anomala. Salvini si è collegato al sentimento dei padri di famiglia che vogliono stare tranquilli, il Pd no». Sulla questione sicurezza è diretto il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che dopo gli arresti ai parcheggiatori abusivi di mercoledì, coglie la palla al balzo per constatare una differenza tra Napoli e Salerno ma soprattutto per sottolineare dove il Pd ha sbagliato durante l’ultima campagna elettorale. «La principale responsabilità – spiega De Luca – su Napoli è del Partito democratico che è riuscito a farsi disprezzare. Quando non si prepara per tempo una proposta credibile è chiaro che sei destinato alla sconfitta. Si stanno determinando a Napoli processi di illegalità di massa che richiederanno anni per essere recuperati. Stiamo combattendo e manteniamo la trincea della legalità fra bande di micro delinquenti, bande che uccidono il vigilante nella stazione di Secondigliano, tra camorra organizzata, tra imbecilli che fanno le stese. Stiamo dando una mano a mettere la videosorveglianza, per salvare da questo punto di vista Napoli. Dalla città dobbiamo cancellare l’identità debole, quella del pulcinellismo, degli spazi pubblici regalati alla nuova clientela, che sono i centri sociali. Una vergogna. Queste cose vanno combattute a viso aperto». Ma l’argomento “Salerno” è sempre più caro all’ex sindaco che ci tiene a precisare di non fare nessun favoritismo da Governatore e soprattutto riesce anche ad ironizzare sui cittadini salernitani e su quelli napoletani, evidenziandone le differenze nelle cose quotidiane. «Se avessimo fatto a Salerno una decima parte di quello fatto a Napoli i miei concittadini mi avrebbero buttato a mare perché sono rigorosi. Hanno fatto una polemica NapoliSalerno che serve a chi a Napoli non sa amministrare e cerca di nascondersi dietro il municipalismo. Quando a Salerno arrivano le risorse per il nuovo ospedale è solo perchè è giusto nel riparto delle risorse regionali. Ma io sono orgoglioso e riconoscente sempre ai miei concittadini che continuano a dimostrarmi la fiducia».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->