Scritto da , 19 aprile 2017

Sequestrato una ingente fetta di patrimonio personale all’ex rettore del convitto nazionale statale Torquato Tasso di Salerno, Maurizio de Gemmis. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, nell’ambito di accerta- menti per responsabilità amministrativa per danno all’erario, hanno eseguito il sequestro conservativo di somme per oltre 360.000 euro nei confronti degli ex vertici del Con- vitto Nazionale Tasso di Salerno, che hanno amministrato l’Ente dal 2011 al 2013. Il provvedimento è stato autorizzato dalla Sezione Giurisdizionale della Campania della Corte dei Conti, su istanza della Procura regionale della Corte dei Conti Campania – Dott. Marco Catalano. Il sequestro ha interessato il pignoramento dello stipendio e della pensione (per il massimo con- sentito) ad oggi percepiti dall’ex Rettore dell’Istituto, che attualmente assolve l’incarico di preside presso un Istituto di Cava de’ Tirreni e dall’ex Direttore Generale dei Servizi Amministrativi Ciro Cozzolino. Contestualmente è stato notificato l’invito a dedurre, con cui gli interessati potranno fornire eventuali chiarimenti. In sintesi, gli ex vertici sono accusati di essersi appropriati di somme e di averle spese per finalità estranee agli scopi educativi e didattici del convitto.

Nel dettaglio, il danno erariale con- testato riguarda:

• l’emissione di mandati pagamento per acquisti personali di telefoni cel- lulari, televisori, abbonamenti tele- visivi e crociere;

• l’illegittima vendita di terreni e im- mobili di proprietà del convitto, al fine di creare la “liquidità” utilizzata per l’acquisto di beni di vario genere utilizzati per scopi privati;

• l’indebita erogazione di “compensi professionali” per consulenze non spettanti, a soggetti esterni all’ente scolastico.

Nel contesto è stato rilevato, per il

L’ex rettore de Gemmis

periodo dal 2011 al 2013, un qua- dro di sostanziale, diffusa e genera- lizzata illegittimità degli atti adottati dagli ex dirigenti e funzionari del Convitto e una permanente, sinto- matica, anomala, disastrosa situa- zione sia gestionale che funzionale delle attività convittuali e semi-con- vittuali.

La vicenda ha inizio nel 2013 quando Pasquale Cuofano viene nominato dal Ministro dell’istru- zione commissario straordinario del Convitto Nazionale. Dopo l’in- sediamento, Cuofano dopo aver preso visioni di alcune situazione ravvede delle anomalie che pronta- mente segnala al Dicasero di riferi-

mento. Passano pochi mesi e presso il Convitto Nazionale di Salerno ar- rivano gli ispettori inviati da Roma che passano sotto la lente tutta la documentazione. Una sola ispe- zione non basta, così, a distanza di qualche tempo gli “inviati” del mi- nistro ritornano a Salerno presso l’istituto scolastico statale per esa- minare altri documunenti e cercare di dare risposte ad alcuni interoga- tivi. Due visite nel giro di poco tempo da parte di ispettori del mini- stero certamente non fanno ben sperare su quello che era stato l’an- ddamento della gestione fino a quel momento.

A riprova di questo è il successivo interessamento della Guardia di Finanza ai conti del Convitto. L’attenzione delle Fiamme gialle sfocia poi nel sequestro di beni che è stato operato nella giornata di ieri. E, mentre gli ispettori del Ministero e poi la guardia di Finanza erano al lavoro per fare chiarezza su quelle presunte anomalie segnalate, il neo commissario si mette al lavoro per cercare di ridare alla struttura gli al- lori di un tempo. Passano i mesi e viene avviata un’intensa opera di risanamento da parte di Pasquale Cuofano il quale lavora alacremente per rimettere in ordine i conti, risanarli ma anche per apportare i cambiamenti necessari al rilancio dell’istituto scolastico.

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