Morì precipitando da un costone, chiesti 4 anni e 8 mesi

Scritto da , 15 Dicembre 2016
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di Pina Ferro

Costiera   Perse la vita precipitando da un costone roccioso. Per la morte del 41enne Nicola Acampora di Agerola, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 2 anni per Giuseppe Greco, caposquadra della ditta per la quale il 41enne lavorava; 1 anno e 4 mesi per il datore di lavoro Gerardo Gaeta, della cooperativa Larip, e per il tecnico della regione Antonio Sansone. La richiesta di pena è arrivata nella giornata di ieri al termine della requisitoria del Pubblico Ministero e, la sentenza è prevista per il prossimo mese di gennaio. Era il 28 ottobre del 2010 quando l’operaio 41enne, padre di tre bambini, perse l’equilibrio mentre stava lavorando precipitando da un costone roccioso dei Monti Lattari.Un volo di circa 40 metri che non diede scampo all’uomo. L’incidente avvenne tra a Ravello, in una zona al confine con Atrani. L’operaio, stava lavorando alla messa in sicurezza di un costone sottostante la località Civita, nel comune di Ravello, in una zona denominata valle del Dragone, dal nome del ruscello. Nicola Acampora, insieme a tre colleghi, lavorava per una ditta di Cava de’ Tirreni, incaricata dal Genio Civile proprio per la messa in sicurezza dell’area.
Stando ad alcune testimonianze dell’epoca l’uomo è volato giù dal costone impattando prima su un cumulo di pietre, e poi scivolando sotto alla tettoia utilizzata dai proprietari dell’abitazione per stendere i panni. A quanto pare, però, nonostante il volo e l’impatto, il 41enne non è morto sul colpo, ma è deceduto nel giardino privato dopo alcuni minuti di agonia. La tragedia si è verificata poco dopo le 11.30, quando è stato dato l’allarme. Ad allertare i soccorsi fuonono i proprietari dell’abitazione sottostante che, dopo aver udito un forte rumore e aver rinvenuto il corpo dell’uomo adagiato a terra agonizzante.

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