Polla, scompare il sindaco Giuliano, il cordoglio di Salerno

Polla è in lutto per la morte del sindaco Rocco Giuliano. Amministratore comunale dal 1974, 75 anni nello scorso aprile, figura storica del mondo politico salernitano, da sempre socialista, è deceduto in seguito alle complicazioni dovute a una operazione chirurgica. Consigliere provinciale, sindaco per oltre venti anni e sempre al centro del mondo politico salernitano. Amministratore di lungo corso Rocco Giuliano era stato rieletto sindaco nel 2018. Tanti i messaggi di cordoglio, da parte di amici, politici, colleghi. A reggere le sorti del comune come facente funzioni sarà il vicesindaco Massimo Loviso. Tra questi anche quello del sindaco Napoli: “Esprimo il cordoglio mio personale e della Civica Amministrazione per la morte di Rocco Giuliano, Sindaco di Polla. – scrive il primo cittadino di Salerno – Ai familiari ed amici giunga l’umana solidarietà per la perdita di un uomo buono e generoso che tanto si è impegnato, nell’ attività privata e nei numerosi incarichi pubblici, per il progresso della sua terra”.




Cori ultras contro Salerno, e intanto Festa si arrampica sugli specchi

Quasi incurante di quanto stia accadendo, il primo cittadino di Avellino sembra fa spallucce. Mentre Salerno e anche la Campania chiede scuse ufficiali ed una istanza sarà depositata domani mattina in Parlamento, con richiesta di scioglimento del Consiglio comunale, Gianluca Festa cerca di gettare sabbia sul fuoco. “C’è chi i giovani li attacca e demonizza. – scrive sulla sua pagina social – E non mi sembra abbia ottenuto risultati. Io con i giovani sono a mio agio, da sempre. Per questo ieri sera ho deciso di fare un sopralluogo nell’isola pedonale, per assicurarmi che anche la ripresa della movida fosse nel pieno rispetto delle regole. Devo dire che ho trovato un clima tranquillo e allegro. Mi sono soffermato a salutare molti giovani che ho incontrato lungo il mio percorso, entusiasti per la ritrovata libertà. Ho colto questa bella occasione di incontro per stimolarli alla responsabilità e per spiegare loro che è bene essere ancora attenti, la libertà arriverà ma adesso bisogna continuare a seguire le regole in sicurezza. Mi sono trattenuto qualche minuto con loro, con fare scherzoso e goliardico: sono profondamente convinto che il dialogo sia sempre la strada maestra, che per comunicare con i giovani occorrano empatia ed ascolto, mai contrapposizione e rigidità. A qualcuno dà fastidio che io sia a contatto con la mia gente? Qualcuno mi preferirebbe dietro a una scrivania a firmare norme restrittive? Io sono il sindaco degli avellinesi. E dove c’è la vita di Avellino ci sono io. Guardate altrove, qui ci sono io a tenere tutto sotto controllo”.




Cori ultras di Festa, Casciello (FI): “Sciogliete il Consiglio comunale”

Il caso della notte brava del primo cittadino di Avellino finisce in Parlamento. “Domani depositerò un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere lo scioglimento del Consiglio comunale di Avellino per il grave comportamento del sindaco. – avverte Gigi Casciello, parlamentare di Forza Italia – Il motivo è previsto dal dlgs 2000: lo scioglimento del Consiglio comunale è previsto per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico”.




Cava de’ Tirreni. Armi e droga in casa, arrestati tre fratelli

Personale del Commissariato Ps di Cava de’ Tirreni, procedeva ad un controllo effettuato presso l’abitazione di tre fratelli, M.S. di 42 anni, C.S. di 45 anni e C.S. di 31 anni, incensurati, residenti in una frazione alta della cittadina, in quanto nei giorni precedenti si era notato, un sospetto andirivieni di veicoli dalla citata abitazione. In particolare, alle 18 di ieri, i poliziotti notavano due giovani a bordo di un motociclo piaggio beverly, con targa parziale, nelle adiacenze del cancello di ingresso dello stabile, allontanarsi velocemente in direzione del centro di cava facendo perdere le loro tracce. Nella perquisizione personale e locale effettuata dai poliziotti venivano rinvenuti: 4 bossoli esplosi per pistola calibro 44 magnum, una scatola contenente denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio per un ammontare complessivo di 7.845,00 euro, 135 cartucce per fucile calibro 12 a pallini e pallettoni di vari calibri e marche, 89 inneschi per cartucce da fucile, 1 carabina ad aria compressa. All’interno di una serra artigianale di circa 60 mq, bene occultata dalla fitta vegetazione, venivano rinvenute 20 piante di marijuana dell’altezza di circa 1,50 mt, 30 piante di marijuana dell’altezza di 50 cm e 10 piante in stato di germoglio, 1 apparecchio digitale per la misurazione della temperatura e dell’umidita’, stimolanti per aumentare la potenzialita’ della sostanza stupefacente coltivata nonché materiale occorrente per la coltivazione ed irrigazione. In un rudere di proprieta’ dei tre fratelli, adiacente alla serra, venivano, altresi’ rinvenuti: 1 fucile marca franchi calibro 12 sovrapposto risultato provento di furto in abitazione, 1 zaino contenente 2 cartuccere in cuoio e 95 cartucce per fucile calibro 12 a pallini e pallettoni. I tre fratelli venivano tratti in arresto per coltivazione e detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso,  detenzione abusiva di armi, ricettazione, omessa denuncia di materie esplodenti, resistenza e lesioni a p.u., omessa custodia e malgoverno di animali.




Stop droga nella movida, arrestato 49enne spacciatore di crack

Nel tardo pomeriggio di ieri poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Salerno, hanno bloccato, nelle adiacenze di Piazza Gloriosi a Torrione, abituale luogo di ritrovo della movida dei giovani salernitani, Giuseppe Ceruso Corrado di anni 49, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti e di delitti contro il patrimonio. Lo spacciatore che a bordo di uno scooter già sottoposto a fermo, si aggirava con fare sospetto in zona, veniva fermato e arrestato perché trovato in possesso di 110 grammi di sostanza stupefacente  del tipo  Crack  e di euro  425 provento dell’attività delittuosa.




De Luca duro su Festa: “Comportamento grave, si prendano provvedimenti”

“Il Sindaco di Avellino Gianluca Festa ha assunto comportamenti irresponsabili ed estremamente pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica, giocando con i sacrifici di un intero Paese”. Lo afferma il parlamentare dem Piero De Luca. “L’emergenza sanitaria in Campania è stata gestita in maniera ineccepibile grazie al lavoro straordinario della Regione, all’impegno competente ed infaticabile dei medici e del personale sanitario, ma soprattutto al senso di responsabilità della stragrande maggioranza dei nostri cittadini. È anche merito loro se i numeri del contagio si sono ridotti in maniera sostanziale facendo registrare dati positivi in tutte le province. Tuttavia la battaglia non è ancora conclusa, non siamo ancora nelle condizioni di riprendere in pieno la nostra vita così come era prima e dobbiamo mantenere alta la soglia di attenzione. C’è un Sindaco che però ritiene di dover assumere comportamenti diversi, di ribellione o provocazione. Invece di dare l’esempio ed essere in prima linea per assicurare il rispetto delle regole in un momento così delicato per tutte le nostre Comunità, come hanno fatto in modo eccellente tantissimi Primi cittadini dal Nord al Sud dell’Italia, Festa ha preferito alimentare assembramenti e violare in modo provocatorio e consapevole le vigenti regole di carattere sanitario, mettendo a rischio la salute e la vita di tutti i nostri cittadini! È l’esempio di tutto ciò che non può e non dev’essere un amministratore locale e un uomo delle istituzioni. Chieda scusa immediatamente alla sua città, fatta di tante donne e uomini che lavorano, fanno sacrifici, rispettano le regole, e rischiano di essere travolti da un’immagine generalizzata degradante. Chieda scusa alla comunità salernitana offesa immotivatamente dalle sue urla. Chieda scusa a tutti i Campani, che hanno dato dimostrazione di compostezza, serietà e responsabilità in questi mesi. Chieda scusa agli operatori sanitari che hanno rischiato la vita in Italia per difendere la salute dei tanti pazienti colpiti dal Coronavirus. Chieda scusa alle famiglie delle migliaia di vittime registrate nel nostro Paese. Quanto accaduto è di una gravità estrema. Mi auguro che le autorità competenti adottino i provvedimenti necessari per sanzionare e censurare questo comportamento inaccettabile”.




Il sindaco Napoli replica al collega Festa: “Ora dimettiti”

Dura replica Vincenzo Napoli, sulla notte da ultras del collega di Avellino, Gianluca Festa. Tanto che al termine del suo commento cita l’articolo 54 della Costituzione Italiana. “Stento a credere che il Sindaco di Avellino possa esporre a pericoli cosi gravi i suoi concittadini. – afferma il primo cittadino di Salerno – Stento a credere che inciti all’odio territoriale due popolazioni amiche. Stento a credere che, smaltiti gli effetti della notte brava, non abbia ancora chiesto scusa e rassegnato le dimissioni. “Le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina ed onore” (art. 54 Costituzione Repubblica Italiana)




Il sindaco di Avellino lancia cori contro Salerno, è bufera

In strada per fare controlli sulla movida, che aveva autorizzato, e si è ritrovato a lanciare cori contro Salerno. Scivolone del sindaco di Avellino, Gianluca Festa che si è fatto trascinare dai festeggiamenti per la riapertura delle attività. Il primo cittadino ha festeggiato insieme ad alcuni ragazzi ritrovandosi a fare il direttore d’orchestra di cori da stadio come: “Noi non siamo salernitani”.




Pietro Loffredo, anatomia del corno

L’ artista si mette a nudo in questo catalogo edito dalla Paparo, raccontando per immagini il suo lungo periodo creativo dedicato al cornetto

Di Olga Chieffi

Salerno ha conosciuto i cornetti di Pietro Loffredo più di un lustro fa, tra le pietre del Castello d’Arechi, un viaggio sulle tracce fortuna, impreziosito da corvi, e angeli neri, pesci, ai quali in seguito si sono aggiunti i tori, che  hanno attraversato l’intera Europa, dalla Spagna a Berlino, da Bastia a La Valletta, da Tunisi a Parigi. Da qualche giorno, è disponibile in tutte le librerie online, un catalogo pubblicato dalla casa editrice d’arte  Paparo di Napoli, che si propone di offrire un’antologia dell’opera dell’artista Pietro Loffredo, il quale si mette  “a nudo” attraverso i lavori realizzati tra il 1998 e il 2015, anche attraverso l’immagine di copertina, firmata da Corradino Pellecchia, che lo ritrae ricoperto solo da un corno, sua icona da oltre vent’anni, un indizio che è Pietro l’amuleto di se stesso. Aprendosi a nuove ricerche espressive e tematiche, l’artista ha attuato in questi anni una svolta radicale rispetto al percorso artistico precedente, durante il quale erano le “figure angeliche”, tormentate e respinte dalla società, a essere raffigurate in acrilico su tavola. Dal 1998, il cornetto è divenuto protagonista assoluto, iconica espressione di un ideale e, al contempo, capace di raffrontarsi con altri talismani, con realtà altre, spazianti dal Mediterraneo alla Mitteleuropa. E’ il corno, effigiato da Pietro Loffredo, quello in corallo rosso, le cui origini e leggende si perdono nella notte dei tempi, che entra a far  parte del mistero che avvolge da sempre gli abissi del nostro animo, simbolo di mistero esso stesso. Il rosso del corallo, quel “corno” in nuce strappato all’ignoto, il colore demoniaco, la sua origine mitologica contribuirono a formare il culto del corallo, che era prezioso quanto l’oro, ma più importante di questo, perché al valore venale aggiungeva il potere apotropaico. Per più di dieci secoli il corallo fu panacea in tutti i mali e sinonimo di ricchezza:  in medicina, nell’edilizia, nell’oreficeria e nell’arte, sia per ricavarne oggetti sacri che per trasformarlo in simboli scaramantici e fallici, appunto il corno.
Ne furono dotati i bambini, guarnite le chiese e le gallerie private, fu dato ai morti perché li accompagnasse nell’aldilà, usato per ornamento femminile, come afrodisiaco, o mezzo propiziatorio nei riti induisti. Il corallo, quindi, racchiude in sé tutte le magie ed è amuleto degli amuleti, talismano dei talismani, esso è un toccasana generale. Un cornetto di corallo è stato trovato nel corredo funebre di una tomba (scoperta alle pendici del monte Erice) che si fa risalire al primo millennio a.C. e custodito nel museo comunale della vetta. Furono i Romani che, assorbendo antiche tradizioni di provenienza orientale, diedero il maggiore impulso all’impiego del corallo come scongiuro ed esorcismo contro il fascinum. Questa credenza si materializzò nel fallo che portavano appeso al collo i bambini a difesa dal malocchio e dal genio del male, e le donne come emblema della forza generativa e della fecondità. Pietro Loffredo ha offerto con le sue creazioni, dignità artistica al celebrato corno rosso, ispirandosi ai colori, agli oggetti e alle credenze dei vari paesi europei: accoppiandolo al toro, per la Spagna, ai pesci per i paesi africani del mare nostrum, ai corvi per quelli mitteleuropei; d’altra parte l’arte opera necessariamente per simboli e metafore; vive di irrealtà visibili, che Pietro Loffredo rende con tratto di una purezza estetica che trae il proprio senso profondo proprio dall’unico processo oggi consentito all’arte: quello della mescolanza critico-fantastica contro gli spurghi dell’immane fabbrica di sporcizia di orrore e di idiozia, di sopruso e di inganno del mondo che viviamo e che consegniamo alle future generazioni.

 




L’allarme: «Rischio frane elevato su A3» «Diversi gli smottamenti sull’ex Ss18»

Andrea Pellegrino

Autostrade, ferrovie e costone roccioso: arriva uno studio sui rischi nel corridoio infrastrutturale strategico “San Liberatore”, che collega Salerno a Cava de’ Tirreni, passando per Vietri sul Mare. L’accordo è tra l’autorità portuale di Salerno, la Regione Campania, la società autostrade meridionali, l’Anas, le Ferrovie e gli enti territoriali interessati. Il tratto è quello che include un pezzo dell’A3, la strada ferrata e le arterie Anas che sovrastano il porto di Salerno. Centocinquantamila euro la somma attualmente stanziata che servirà per i primi studi sull’area con la programmazione degli eventuali interventi da mettere in campo per mitigare il rischio idrogeologico. Il tutto nasce dalla pericolosità del tronco autostradale da Salerno a Cava de’ Tirreni che risulterebbe classificato per diversi tratti «a livello di pericolosità e rischio da frana elevato e molto elevato». Allarme che la Sam (società autostrade meridionali) ha sottoposto alla Regione Campania con l’esigenza di estendere lo studio anche ad altre infrastrutture che insistono nell’area, come il tratto ferroviario, l’ex statale 18, le altre aree urbane (Viadotto) e i costoni rocciosi che sono stati interessati, soprattutto negli ultimi anni, da diverse e preoccupanti frane. Da qui l’avvio di uno studio e monitoraggio a supporto della programmazione e progettazione di interventi ed azioni integrate per la mitigazione del rischio idrogeologico, attraverso una convenzione stipulata dagli enti interessati, sotto il coordinamento e grazie ad un finanziamento della Regione Campania. La restante parte delle attività, invece, sarà a carico dei soggetti gestori delle infrastrutture che insistono intorno all’area del monte San Liberatore. Tecnicamente le attività saranno coordinate istituzionalmente e scientificamente dal professore Domenico Guida che si potrà avvalere di specialisti di altri settori o di funzionari delle società private interessate o di tecnici delle strutture regionali, provinciali e comunali.