Lettera del dottor Petta: lascio il Ruggi

«Care amiche e cari amici, il 17 dicembre del 2008 l’illuminato Direttore Generale di allora, dr. Attilio Bianchi ed il Direttore Sanitario dr.ssa Virginia Scafarto, mi affidavano l’incarico di Direttore del Reparto di “Gravidanza a rischio” dandomi la possibilità di coronare un mio sogno professionale e di offrire alla città ed alla Provincia di Salerno, una Struttura al servizio delle Gestanti con patologie.

Nasceva così, con me, il Reparto di “Gravidanza a rischio” a Salerno; sono passati quasi undici anni; la “Gravidanza a Rischio” è cresciuta! Anche se non spetta a me dare un giudizio, va comunque detto che sotto il profilo assistenziale sono stati risolti migliaia di casi patologici evitando alle Gestanti Salernitane, tanti viaggi della speranza; sotto il profilo scientifico sono stati organizzati Corsi, Convegni, Masters di rilievo nazionale.

Mediaticamente l’Ospedale ed il Reparto hanno avuto una grande visibilità positiva su tutti i media regionali e nazionali ed internazionali  (Reti Rai, Mediaset, giornali on-line e cartacei anche nazionali, CNN, BBC World) ed ho avuto la grandissima soddisfazione di essere inserito da un importante Giornale Nazionale, il Quotidiano “Libero” tra i migliori sedici Medici italiani ed il Reparto da me diretto, tra le Eccellenze Italiane.

Questo è stato possibile sia grazie ai miei collaboratori, che ai Colleghi Medici, le Ostetriche, le Infermiere ed il Personale tutto della Maternità che hanno fatto sempre prevalere sentimenti di stima e di amicizia nei miei confronti piuttosto che quelli più facili di becera invidia, denigrazione e maldicenza.

Tanto ha collaborato anche tutto il Personale della Terapia Intensiva Neonatale guidato dalla dottoressa Graziella Corbo anche se a volte, troppe volte, siamo stati costretti a trasferire le gravide a rischio o ancor peggio allontanare dolorosamente i bimbi dalle mamme per portarli in altri Ospedali per mancanza di Posti Letto nella Terapia Intensiva Neonatale.

Tanto mi hanno supportato e sopportato i Colleghi Anestesisti nell’eseguire interventi estremamente complessi a volte mai eseguiti da altri prima. Considero questa mia esperienza conclusa; la “Gravidanza a rischio” oggi ha le spalle larghe e le gambe forti per camminare da sola; l’augurio più sincero è che senza di me la Gar continui al meglio la sua attività e che, chi mi seguirà alla sua guida, possa e sappia fare meglio di me.

Ho avuto la possibilità di collaborare con uno dei più seri ed accreditati Gruppi di Sanità privata nazionale, il Gruppo Neuromed, in particolare  con la Clinica “Malzoni” di Avellino, dotata di una efficientissima ed attrezzatissima Terapia Intensiva Neonatale e di un modernissimo Reparto di “Gravidanza a rischio”.

Da domani, Primo Agosto inizio la mia attività presso la Clinica “Malzoni” . Si tratta di rimettersi nuovamente in gioco pur con l’esperienza e le competenze derivate da tanti anni passati sul campo; a questa nuova sfida non ho saputo sottrarmi!

Offrire alla Città di Salerno, alla Provincia ed alla Regione un altro riferimento per la “Gravidanza a rischio” gioverà sicuramente non solo al settore pubblico ed a quello privato convenzionato ma soprattutto alla utenza che potrà disporre di una maggiore e qualificata offerta.

Mi accingo a questa nuova avventura con spirito di servizio, con umiltà e con tanto amore per questa professione che è la più entusiasmante del mondo; non c’è niente di più bello del vedere una gravida con problemi entrare disperata nel Reparto di “Gravidanza a rischio” ed essere dimessa con il sorriso sulle labbra ed il suo cucciolo tra le braccia!!

Un grazie ed un abbraccio a Tutte Voi, Pazienti ed Amiche che siete transitate nel Reparto di “Gravidanza a rischio”, nella mitica “Stanza 2”  e …… si riparte !!!»

Raffaele Petta




Salerno in lutto: è morto Francesco Colucci

Salerno piange la prematura scomparsa di Francesco Colucci 49 anni punto di riferimento dell’Università di Salerno nel settore della comunicazione. Colucci dal 1999 ha guidato l’Ufficio rapporti con la stampa e promozione d’Ateneo dell’Università degli Studi di Salerno. Nel corso degli anni aveva ampliato la qualifica di funzionario amministrativo-comunicatore. Successivamente ha diretto le Testate giornalistica Unis@und webradio d’ateneo. Nel  2009 vice presidente dell’associazione Unis@und  – oltre i confini del web.

Dal 2010 Responsabile dei contenuti informativi e referente d’Ateneo per la verifica ed il controllo del palinsesto della Clever Tv Unisa (tv interna dei campus di Fisciano e Baronissi).

Recentemente si occupava della comunicazione e dei rapporti con i media dell’ A.DI.S.U. di Salerno – Azienda per il Diritto allo Studio Universitario

L’improvvisa morte di Colucci, padre di due bambine lascia sgomenti quanti lo conoscevano. In lutto non solo il mondo del giornalismo salernitano ma anche quello accademico.




Montera presidente emerito dell’Ordine degli avvocati

di Pina Ferro

Silverio Sica è ufficialmente il neo presidente dell’Ordine degli avvocati di Salerno. La designazione è avvenuta ieri mattina nel corso del primo consiglio dell’ordine eletto meno di due settimane fa. Durante l’assise sono state assegnate le c a ri che :pre s idente: Silverio Sica, segretario: Valerio Iorio, vicepresidente: Cecchino Cacciatore, tesoriera: Brunella De Maio. Nel corso dell consiglio di ieri mattina, su proposta del presidente Sica, il presidente uscente Americo Montera è stato designato presidente emerito (con voto favorevole di 18 consiglieri su 20 presenti). Il presidente uscente si è detto pienamente soddisfatto della nomina che ha ricevuto in maniera inaspettata. Ora comincia il lavoro per il consiglio dell’ordine. Questo mese di agosto sarà utilizzato dal presdente e dai consiglieri per affrontare le prime questioni e per prendere “confidenza” con il nuovo incarico che sono chiamati a svolgere. Si tratterà di un periodo di transizione in attesa della ripresa post estiva quando,l’intero consiglio dovrà affrontare il trasferimento degli altri uffici del Tribunale di Salerno con l’apertura delle altre strutture in fase di completamento. Sono al vaglio anche numerose iniziative e proposte giunte ai neo consiglieri. Iniziative che dovrebbero essere approntate nei prossimi mesi. Contestualmente si stanno esaminamdo anche alcuni disagi vissuti dagli avvocati nell’espletamento quotidiano della p r o f e s s i o n e presso il palazzo di Giustizia salernitano. Tante le cose dafare e da affrontare a cominciare dal prossimo autunno.




“Gaetano, salutem a figliet” Poi il colpo di pistola

di Pina Ferro

Vendetta di fuoco, nel tardo pomeriggio di ieri, ai danni della famiglia Siniscalchi di San Mango Piemonte. A meno di 24 ore dalla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Eugenio Siniscalchi,28 anni, accusati di essere, unitamente alfratello minore, il killer di Ciro D’Onofrio, i familiari dello stesso sono stati intimoriti da colpi di arma da fuoco che solo per un caso fortuito non hanno fatto registrare vittima. La “lezione” è stata posta in atto nel pomeriggio di ieri lungo la strada che da Matierno, frazione collinare di Salerno, conduce a Fratte, all’altezza del ponte dove si trova anche la sede dell’Anas. Bersaglio sono stati il padre di Eugenio Siniscalchi, Gaetano, la madre e la compagna del 28enne rinchiuso nel carcere di Fuorni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti fornita dai tre agli uomini della Squadra Mobile di Salerno, dove è stata presentata denuncia ad entrare in azione sarebberostate due persone a bordo di un ciclomotore. I tre erano in auto e stavano percorrendo l’arteria in direzione Salerno quando avrebbero incrociato a bordo di un motorino che proveniva in direzione opposta due congiunti di Ciro D’Onofrio. La persona alla guida non appena si sarebbe accorto di aver incrociato la famiglia Siniscalchi ha immediatamente effettuato inversione di marcia per poi affiancare l’autovettura e sorpassarla. A questo punto uno dei due ha estratto una pistola ed ha esploso un colpo gridando “gaetano salutam a figliet”. Subito dopo si sarebbero allontanati. Gaetano,riprsosi dallo shock iniziale ha immediatamente allertato le forze dell’ordine presso le quali si è recato poco dopo. Agli uomini della Squadra Mobile, i tre hanno ricostruto l’esatta dinamica di quanto accaduto. Sul posto sono intervenuti anche alcuni agenti che hanno effettuato i rilievi del caso e cercato il bossolo. Al momento sull’intera vicenda vice ilmassimo riserbo. Nessun fermo è stato effettuato anche se, fino a tarda sera sono state poste in essere alcune perquisizioni domiciliari a carico dei congiunti di Ciro D’Onofrio ucciso la sera del 30 luglio del 2017 a Pastena. I tre componenti la famiglia Siniscalchi pare abbiano riconosciuti gli autori dell’agguato e riferito i loro nomi agli investigatori.

Quando la sorella di Ciro inveì contro Eugenio in un centro diagnostico

Che ad uccidere Ciro D’Onofrio fosse stato Eugenio Siniscalchi era una notizia trapelata fin dalle settimane successive all’agguato.Ma si trattava solo di ipotesi e fino all’altro ieri non vi era nessuna certezza. I familiari di D’Onofrio, mossi dalla rabbia e dal dolore avevano fin da subito preannunciato la vendetta non appena avessero appreso chi aveva premuto il grilletto contro il familiare. “Quando hanno alzato il corpo di mio fratello da terra il primo nome è stato quello di tuo figlio”. E’ la frase pronunciata dalla sorella di Ciro D’Onofrio nei confronti della madre di Eugenio Siniscalchi. Tra le due famiglie i contrasti erano molti forti e non perdevano occasione per aggredirsi anche verbalmente. In un’altra occasione, presso un laboratorio di analisi del centro cittadino, la sorella di Ciro D’Onofrio incontra nuovamente il 28enne insieme alla moglie ed al figloletto. Questa non appena vede Eugenio Siniscalchi comincia ad inveirgli contro al punto che Eugenio in evidente imbarazzo lascia il centro diagnostico.

Il figlio di Ciro voleva vendicare la morte del padre Siniscalchi nel mirino

Il livore dei familiari di Ciro D’Onofrio dovuto alla loro sicurezza circa la riconducibilità a Siniscalchi della morte dle congiuto emerge anche da un episodio captato in alcune intercettazioni quando il figlo di Ciro manifestava chiaramente la volontà di intraprendere una azione di rivalsa.




«Gli investigatori sono stati stupidi, mi hanno fatto lo stub dopo 5 giorni»

di Pina Ferro

“Riguardo all’omicidio di Ciro D’Onofrio, confermo che per quanto è a mia conoscenza, il responsabile si identifica in Siniscalchi Eugenio. Ho appreso tale circostanza direttamente da Luigi Iannone, che è il soggetto al quale avrei dovuto consegnare l’arma per cui sono stato arrestato, il quale un paio di settimane dopo l’omicidio mi parlò della responsabilità del Siniscalchi, inoltre, il giorno del ventottesimo compleanno di Luigi Iannone (n.d.r. Braccio destro di Ciro Persico), festeggiato, al Sea Garden in un tavolo con 11 invitati, nel corso della serata, Eugenio Siniscalchi che io non conoscevo, presente alla serata insieme alla moglie, in stato di parziale alterazione, dovuta verosimilmente alle birre bevute, mi disse: “Ho l’adrenalina addosso e ho voglia di fare un altro morto come quello che ho già fatto”. Poi aggiunse di essere preoccupato per eventuali reazioni dei familiari del D’Onofrio, nonché che sapeva di essere indagato in quanto tutti sapevano della sua responsabilità ma si sentiva sicuro perché, a suo parere non c’erano prove. A tal proposito aggiunse che gli nvestigatori erano stati stupidi perchè avevano fatto lo stub cinque giorni dopo i delitto senza risultato, mentre, se lo avessero fatto subito lo avrebbero incastrato”. E’ la dichiarazione resa agli investigatori da Matteo Calonico arrestato circa 40 giorni dopo l’omicidio di Ciro D’Onofrio. Calonico fu ammanettato con l’accusa di detenzione di un fucile che doveva essere a Luigi Iannone come regalo a Ciro Persico. A seguito dell’omicidio di Ciro d’Onofrio, Eugenio Siniscalchi viene preso sotto l’ala protettrice di Ciro Persico a cui era legato anche da un rapporto di parentela e se lo era preso con se perchè “aveva fatto il fatto”. Dunque, Eugenio Siniscalchi era sicuro che non sarebbero mai arrivati a lui. Ma a tradirlo, tra le altre cose, come riportato nell’ordinanza del Gip sono state le celle telefoniche che hanno agganciato i due telefonini nella disponibilità del giovane di San Mango Piemonte, il traffico telefonico intercorso tra Siniscalchi e Ciro D’Onofrio, compreso nei minuti prima del’agguato mortale. Siniscalchi ha contattato la vittima attraverso una sim intestata alla zia. Sim che poi è stata staccata subito dopo l’omicidio. Infatti, numerosi sono stati gli acquirenti di sostanze stupefacenti che invano hanno provato a contattare Eugenio Siniscalchi. Questi dopo l’omicidio sarebbe prima rientrato a San Mango Piemonte dove risiede e successivamente si è recato a Giffoni Valle Piana dove è rimasto fino alla sera del 31 luglio (giorno dopo il delitto avvenuto intorno alle 21.45 del 30 luglio del 2017). Mentre la sera dell’omicidio sia il cellulare di D’Onofrio chequello di Siniscalchi hanno agganciato le stesse celle telefoniche. Eugenio Siniscalchi ha agito insieme al fratello G.S., all’epoca minore, e per il quale si sta procedendo presso il tribunale per i minori di Salerno. Sul luogo dell’omicidio, in viale Kennedy a Pastena i due sono giunti a bordo di una moto. Quando sul luogo dell’esecuzione giunsero le forze dell’ordine, Ciro D’Onofrio indossava ancora il casco, ma era già privo di vita. A pochi metri dal corpo fu ritrovata una ogiva calibro 9 dal peso di 7,3 grammi. Successivamente fu appurato che tale ogiva, unitamente a quella estratta dal corpo di Ciro D’Onofrio nel corso dell’autopsia appartenevano alla stessa arma. La terza ogiva ed i tre bossoli non sono mai stati ritrovati. Questa mattina Eugenio Siniscalchi, sarà sentito dal giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. L’interrogatorio di garanzia avverrà alla presenza del difensore Silverio Sica, presso la casa circondariale di Salerno dove Eugenio Siniscalchi è detenuto anche per altro. All’interrogatorio sarà presente anche il sostituto procuratore titolare del fascicolo investigativo. Al 28enne di San Mango Piemonte oltre all’omicidio è contaestato anche di aver commesso il fatto con un minore e avvalendosi delle condizioni dell’articolo 416 bis.

Dai messaggi scoperto che D’Onofrio era a caccia di soldi

Alla base dell’omicidio oltre a vecchi rancori che si trascivano da tempo tra Ciro D’Onofrio ed Eugenio Siniscalchi, vi era anche una grave situazione debitoria che la vittima aveva. A seguito del decesso di D’Onofrio, gli investigatori, nell’analizzare il cellulare della vittima hanno rinvenuto una serie di messaggi dal cui tenore si evinceva senza alcun ombra di dubbio che D’Onofrio stesse attraversando un periodo di gravi difficoltà, derivategli da na serie di situazioni debitorie verso i suoi fornitori di sostanze stupefacenti. Addirittura in alcuni messaggi recuperati, D’Onofrio appare alla disperata ricerca di denaro per far fronte al debito derivante da pregresse forniture di stupefacenti delle quali evidentemente gli autori chiedevano il saldo immediato. Sia Ciro D’Onofrio che Eugenio Siniscalchi entrambi erano dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Siniscalchi al padre: “Niente botte si deve uccidere”

Non a caso viene scelto anche il luogo dell’agguato. Nei pressi del chioschetto di Pastena gestito da soggetti vicini a Siniscalchi, suoi lontani parenti e da egli stesso frequentato abitualmente. E per questo confidava nel’omertà dell’ambiente circostante. Dai colloqui intercettati appare che Eugenio Siniscalchi volesse dare una lezione a Ciro D’Onofrio reo ( a detto di alcune persone che avevano riferito a Siniscalchi) di aver parlati male del 28enne di SanMango Piemonte. Nell’ordinanza di custodia cautelare gli investigatori parlano anche della personalità di Siniscalchi, la quale viene definita violenta e senza scrupoli. Una personalità violenta che viene evidenziata anche in un altro procedimento a suo carico dove Siniscalchi non esita a minacciare di morte Gianluca De Filippis e la sua famiglia al fine di ottenere i denaro provento dello spaccio. A tutto l’impianto investigativo si va poi ad aggiungere l’utilizzo disinvolto, da parte di Eugenio Siniscalchi, delle armi da fuoco come dimostrato dalla conversazione intercettata, il 28enne nel riferire al padre di un dialogo intrattenuto con un altra persona affermava: “…non si deve vatt…si deve sparare… se non capisce di una maniera….”




Fondazione Menna, cambia lo statuto: l’Università fuori dal Cda

di Andrea Pellegrino

Via l’Università degli Studi di Salerno dalla Fondazione “Menna”. E via anche la figura del Rettore dal consiglio d’amministrazione della fondazione. E’ questa una delle modifiche sostanziali del nuovo statuto che sarà al vaglio del Consiglio comunale convocato per domani mattina. La Fondazione Menna cambia, dunque, il suo atto costitutivo, apportando delle modifiche. Tra le novità la figura dell’incarico vita natural durante di presidente onorario alla signora Bianca Pucciarelli Menna che potrà indicare, tra l’altro, con valore vincolante, anche il suo successore alla carica di presidente onorario della fondazione. Scompare dall’articolo 1 dello Statuto anche l’impossibilità di distribuire utile mentre si rimodulano il Consiglio d’amministrazione e il comitato scientifico. Il Cda, sarà, cosi composto: un consigliere designato dal presidente onorario; il presidente onorario stesso; un consigliere designato dal Comune di Salerno e un altro dalla Provincia di Salerno e infine un eventuale partecipante o rappresentante dell’assemblea.




Eventi estivi, fondi e polemiche Il Salernitano fa il pienone

di Andrea Pellegrino

Arriva l’estate dei finanziamenti degli eventi. Quelli attesi e sperati dalle amministrazioni comunali del territorio campano, alcune delle quali già nel pieno delle loro programmazioni estive. Inesorabili sono arrivate anche le polemiche nei confronti della Regione Campania, soprattutto alla luce del fatto che, quello in corso, è l’ultimo anno di consiliatura prima del rinnovo dei vertici regionali. Di oltre sette milioni, somma già incrementata da una recente delibera di giunta regionale, il bugdet per gli eventi finanziabili fino a 70mila euro che ha accontentato 107 amministrazioni comunali a fronte delle 278 richieste arrivate. Tra i grandi esclusi c’è Amalfi con il suo programma di eventi. Bocciata anche la festa della Madonna delle Galline di Pagani che arriva, però, ad un passo dal finanziamento. Nulla da fare anche per un altro comune della Costiera Amalfitana, Scala, che perde il contributo per l’evento “Scala incontra New York”. Stessa sorte per Cava de’ Tirreni che aveva presentato gli “Stati generali della cultura”. A secco la Chiena di Campagna: niente finanziamento per il comune guidato da Roberto Monaco. Bocciata anche la Strabilandia di Bellizzi, così come i progetti presentati da Pellezzano, Postiglione, Giffoni Sei Casali, Montecorvino Rovella. Non è un buon anno anche per Furore che oltre a perdere il famoso Marmeeting perde anche il finanziamento per il palio nazionale ed internazionali della botti. Naturalmente tutto questo salvo ulteriori implementazioni dei fondi destinati da parte della Regione Campania. Tra i promossi, invece, c’è Positano con il suo premio; segue l’edizione del premio Pisacane di Sapri; poi il Natale ad Eboli ed il premio Sele d’Oro di Oliveto Citra. Sorride – fuori provincia – anche Ciriaco De Mita che si vede finanziare la notte dei Falò di Nusco. Bene Cetara che ottiene 70mila euro per le notte azzurre delle lampare. Via libera a Mercato San Severino, al carnevale di Maiori, al programma di eventi di Vietri sul Mare, alle Stelle Divine di Atrani e alle Luci dell’Irno di Baronissi. Finanziati anche il cammino dei Paputi di Sarno, il festival dell’Aspide di Roccadaspide e il villaggio di Babbo Natale di Fisciano. «Torniamo a denunciarlo: ripartire i fondi pubblici regionali utilizzando come criterio principale il numero dei comuni presenti nelle diverse province è una truffa bella e buona, un trucco vergognoso che De Luca utilizza per favorire Salerno che ha 158 Comuni e penalizzare Napoli che ne ha 92». Così, commentando l’esito delle graduatorie relative al Poc Turismo pubblicate sul Burc, il capogruppo regionale campano di Forza Italia Armando Cesaro, per il quale «quei provvedimenti vanno revocati immediatamente». «Qualcuno – sottolinea – ricordi al governatore campano che Salerno non è la capitale d’Italia e che le risorse vanno assegnate in base al dato demografico, non spudoratamente politico. Scoprirà, ma crediamo che lo sappia fin troppo bene nonostante faccia lo gnorri, che la provincia di Napoli supera abbondantemente i 3 milioni di abitanti mentre quella di Salerno a stento supera il milione». «Siamo ovviamente sbalorditi – conclude Cesaro – dall’assordante silenzio dei consiglieri regionali napoletani e delle altre province ma non resteremo con le mani in mano e li inviteremo tutti, nessuno escluso, a sottoscrivere l’emendamento che presenteremo alla legge regionale di semplificazione col quale scriveremo la parola fine a q




Emergenza sicurezza in città, più pattuglie sul territorio

di Erika Noschese

Garantire la presenza di circa 8 pattuglie dei vigili urbani, dalle 8 alle 24, su tutto il territorio della città capoluogo. E’ la proposta avanzata dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli dopo la rapina verificatasi lunedì, in piazza Portanova quando malviventi si sono introdotti in un tabacchi della centralissima piazza per portare via un bottino pari a mille euro. «E’ una rapina perlomeno anomala, nel senso che è stata compiuta in pieno giorno, in una piazza super centrale, presidiata dalle forze dell’ordine, dalle telecamere del Comune e da quelle dell’esercente – ha dichiarato il primo cittadino – Un gesto assolutamente temerario, sembra spropositato il rischio che corre un ladro» per tale somma. Si torna così a parlare della necessità di installare telecamere di videosorveglianza su tutto il territorio comunale per tentare di fronteggiare quanto più possibile questi episodi che, ormai da tempo, hanno reso Salerno una città poco sicura, a causa non solo delle rapina ma anche dei continui furti che si verificano nelle abitazioni. L’amministrazione comunale però aveva già pronto un piano di intervento generale per i rioni collinari, poi parzialmente sfumato a causa della mancata concessione dei finanziamenti, da parte del ministero degli Interni: «Il ministero dell’interno ha deciso di non darci questo finanziamento, soccorreremo noi con le casse comunali e con una sinergia messa in atto con Camera di Commercio e l’Asi; quest’ultimo aveva subito una battuta d’arresto a causa di un’incomprensione con il ministero degli Interni ma pare che ora la cosa si sia sbloccata. Presidieremo con azione congiunta», ha poi spiegato il sindaco Vincenzo Napoli che continua la stretta collaborazione con prefettura e questura per trovare soluzioni rapide e immediate per mettere un punto definitivo ad un problema che Salerno si trascina ormai da tempo.«Con il comandante dei vigili urbani della locale stazione abbiamo predisposto un piano per garantire 7/8 pattuglie dalle 8-24, o più, facendo però i conti con le difficoltà relative alla presenza fisica degli agenti – ha infatti annunciato il numero uno di Palazzo di Città – Noi abbiamo una carenza di agenti ma cerchiamo di fare il più possibile in concomitanza con le altre forze di polizia».




Vietri in Scena, questa sera lo spettacolo “Cantare alle ossa-Azione poetica”

Questa sera, alle ore 21, alla Villa Comunale di Vietri sul Mare, nell’ambito della rassegna estiva “Vietri in Scena”, diretta dal maestro Luigi Avallone, andrà in scena lo spettacolo gratuito “Cantare alle ossa – Azione poetica” a cura della Compagnia Artneauta Teatro”. “Sono tempi in cui, come persone, stiamo dando il peggio di noi stessi: nei confronti dei nostri simili, degli animali e  della natura. Seminiamo odio, arroganza, ignoranza, violenza, razzismo. Giorno per giorno vediamo sbiadire la poesia, l’amore, la speranza; l’umanità stessa sta spegnendosi a vantaggio di un surrogato incurante dei disastri che va combinando, con un’opera di inquinamento del nostro presente che oramai ha rinunciato a costruirsi il futuro. Abbiamo bisogno di ritrovare l’antica forza luminosa che è dentro di noi. Quello che di noi resisterà, oltre la vita, sono le ossa. Allora è da quella forza indistruttibile che bisogna partire.In un racconto della Pinkola Estés, la Loba vive in un luogo nascosto dell’anima – tutti la conoscono ma pochi l’hanno vista -, che si occupa di chi si è perduto. Suo compito è raccogliere le ossa. La sua specialità sono i lupi. Quando ne ha riunito lo scheletro si leva sulla creatura e inizia a cantare. Allora le ossa si ricoprono di carne e di peli. La Loba canta ed il lupo torna in vita. Cantare alle ossaè un lavoro sul corpo e sulla voce, è tornare alla memoria antica, ritrovare poeti e sognatori, uomini simili a santi e santi, folli e artisti. Un canto poetico, un amore più ampio, non solo verso noi stessi, ma che si proietta sull’altro, sulla natura, sulla necessità di salvarsi dalle parole inutili”. Simona Tortora




Nuova strumentazione al poliambulatorio per la salute dell’orecchio

Il poliambulatorio di Vietri sul Mare avrà il suo impedenziomentro. Nella giornata di oggi, infatti, è prevista la consegna dell’importante strumentazione mediale con la quale si esegue l’esame impedenziometrico, di comune utilizzo nella pratica clinica otorinolaringoiatrica: un accertamento non invasivo e indolore in grado di fornire al medico numerose informazioni riguardo allo stato di salute dell’orecchio. Il poliambulatorio di Vietri sul Mare, già segnalato tra i migliori in termini idoneità dei locali e organizzazione dei servizi offerti, continua il suo programma di ampliamento delle prestazioni sanitarie, anche grazie all’incessante lavoro, all’impegno e alla cortesia dei tutti i medici e gli operatori sanitari della struttura. «Il prossimo obiettivo sarà la dotazione di un ecografo per Ginecologia e Cardiologia», afferma la caposala Filomena Apicella. « Voglio ringraziare, a tal proposito, il dottor Iannone in qualità di responsabile del Poliambulatorio di Vietri e il dottor Anastasio, responsabile della Medicina di Base. Un particolare ringraziamento – continua ancora Apicella – è doveroso nei confronti della direzione del Distretto Sanitario CavaCosta d’Amalfi per l’incondizionata disponibilità e la collaborazione che ci ha offerto nel migliorare questa struttura sanitaria». Un plauso anche al nuovo sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, che – afferma Filomena Apicella – ha mostrato «sensibilità verso i problemi della salute pubblica» e all’amministrazione comunale «per l’impegno nel voler contribuire a migliorare il servizio sanitario sul territorio vietrese».