«Darò il massimo impegno alla comunità»

Marcello D’Ambrosio

Si è svolta nella serata di ieri, su un palco montato per l’occasione davanti l’ingresso del municipio, la proclamazione del neo sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara. Il piazzale antistante il municipio è riempito ai lati del palco da tantissimi cittadini. In prima fila erano seduti i neoconsiglieri. Tra il pubblico l’ex senatore Alfonso Andria, l’ex direttore generale della provincia Bruno Di Nesta, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il presidente della provincia Giuseppe Canfora, il sindaco uscente Ernesto Sica, il segretario provinciale del PD Vincenzo Luciano, il consigliere regionale Luca Cascone, l’ex segretario del PD di Giffoni Valle Piana Salvatore Mancino, l’ex consulente politico del governatore Vincenzo De Luca, Nello Mastursi. Dopo due mandati di opposizione Lanzara è riuscito ad espugnare quello che per più di venti anni è stato il regno di Ernesto Sica, di recente passato da Forza Italia alla Lega. Lanzara ha sconfitto al ballottaggio Francesco Pastore, vicesindaco uscente, dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno. “E’ una grande emozione, che resta nella vita, ricoprire la fascia del tricolore è una grande responsabilità e di impegno per una comunità nella quale sono nato e alla quale darò il massimo dell’impegno – le parole a caldo del nuovo primo cittadino – Da lunedì ci sediamo e in tempi rapidissimi decideremo i criteri per la composizione della giunta, la scelta del vicesindaco e tutto il resto. Al momento – conclude Lanzara – siamo concentrati su questa iniziativa e su questo evento”. “Sono molto emozionato – esordisce Roberto Brusa, segretario cittadino del Pd di Pontecagnano – oggi è un giorno speciale per noi, qui a Pontecagnano. Dopo dieci anni di dura opposizione, di lavoro sul territorio siamo riusciti a far voltare finalmente pagina alla nostra comunità. Come Partito Democratico sono ancora più soddisfatto alla luce dei risultati scadenti del partito a livello nazionale. Vuol dire che davvero qui a Pontecagnano Faiano abbiamo fatto la differenza. Pontecagnano, insieme a Brindisi, è l’unico comune in cui il Pd è riuscito a vincere in questa tornata amministrativa. Di questo sono fiero, continueremo a lavorare per il territorio, io personalmente continuerò a lavorare nel Pd, e Giuseppe Lanzara da domani sarà il sindaco di tutti. Per ora sono il segretario cittadino del Partito Democratico, non ricoprirò ruoli in giunta e nell’amministrazione perché il mio è un ruolo politico, e vedremo, nel partito proverò a dare un contributo a tutti i livelli”. Sono sedici i consiglieri comunali che affiancheranno Lanzara alla maggioranza: per il Pd Francesco Fusco, Gerarda Sica, Beniamino Castelluccio, Carmine Spina; per la lista Città Attiva Gianfranco Ferro; per la lista Stringi Energie Gaetano Nappo e Antonio Avallone; per la lista Campania Libera Roberto Michele Di Muro e Adolfo Citro; per la lista Sveglia Pontecagnano Faiano, Dario Vaccaro. per la lista Pontecagnano Faiano insieme con Lanzara Sindaco Raffaele Silvestre. Per l’opposizione guidata da Francesco Pastore i consiglieri: per la lista Forza Italia Berlusconi per Pastore, Arturo Giglio; per la lista Lega Salvini Campania, Mario Vivone; per la lista Fratelli d’Italia Isabella Mangino; per la lista Movimento Libero Mazza Sindaco, Angelo Mazza.




Amadeus, l’invidia che si tramuta in odio

Pasquale Petrosino

Amadeus è lo spettacolo di fine anno dei laboratori triennali di propedeutica teatrale della scuola di teatro laaav una commedia in due atti che sviscera la storia di Salieri, compositore, che nonostante il successo di cui godeva alla corte di Vienna era perfettamente consapevole della propria mediocrità nei confronti di un grandissimo genio come mozart, così la sua invidia si mutò ben presto in odio fino ad ordire una guerra, una persecuzione mentale. E’ la storia di sempre, la storia di chi vuole prevalere, di chi vuole primeggiare, di chi vuole farsi spazio nonostante tutto e tutti calpestando i valori più nobili dell’umanità. Con questa commedia i laboratori teatrali della laaav concludono il corso di studio domenica 1 luglio alle ore 21 presso il teatro nuovo, in via Valerio Laspro a Salerno. Lo spettacolo è ad ingresso libero. La regia è di Antonella Valitutti, guerriera e sognatrice di quel teatro che si produce da sé, che semina nel cuore dei ragazzi un germe vivo di passione ed amore verso un arte che trasferisce cultura vera e pratica. Una Valitutti coerente e nobile, che non si piega alle tante avversità che attraversano il mondo teatrale in questo particolare momento storico. In scena Valerio Elia, Andrea Salomone, Innocenzo Mulieri, Vincenzo Ruoppolo, Valerio Lorito, Michele Petrosino, Gianluca Amodio, Roberta Greco, Gaia Renis, Pasquale Lorito, Alice Maggioletti, Francesca Celenta, Ludovica Coscia, Adrian Durante, Marianna Napoli, Carmen Leone, Annachiara Castorino, Chiara De Silva,Chiara Frallicciardi, Chiara Giovannone, Benedetta Di Giacomo, Martina Pepe,Alessandra De Concilio, Francesca Rotolo,Erica De Lisio,Carmen Leone. Dare fiducia ai giovani rappresenta sempre la possibilità di vivere in un futuro migliore. Senza semina non ci sarà raccolto.




«Tutti ti definiscono un eroe, ma per noi sei il nostro angelo custode che ci guarda»- FOTO

Marcello D’Ambrosio

“Con questa nuova opera pubblica, manifestiamo il nostro operato e la nostra operatività nell’inaugurare una nuova piazza intitolata a Fortunato Arena e il monumento in memoria del carabiniere che io ritengo sia un eroe che ha dato la propria vita per il nostro territorio. Nonostante tutto vi ricordo che Fortunato Arena era di un paesino vicino Messina e questo sta a significare ancora forte il senso di appartenenza alla divisa. Noi abbiamo dato il riconoscimento, il giusto valore a questo eroe”. E’ quanto affermato ieri dal sindaco di Montecorvino Pugliano Alessandro Chiola a margine dell’inaugurazione del nuovo piazzale e del monumento intitolati al carabiniere Fortunato Arena, medaglia d’oro al valor militare ucciso nel 1992 da pericolosi criminali. Presenti tra gli altri il deputato Edmondo Cirielli, il maggiore Erich Fasolino, comandante della compagnia di Battipaglia, consiglieri e assessori comunali di diversi comuni del Picentino, esponenti politici. “Per noi è sempre molto importante ricordiamo i nostri caduti – sostiene il colonnello Neosi, – è importante perché per noi carabinieri il sacrificio è il massimo che può essere richiesto ad un appartenente alle forze armate e alle forze dell’ordine. E’ molto importante però – conclude Neosi – il legame che si crea con la cittadinanza, questi momenti sono fondamentali per ricordare a tutti il sacrificio e l’impegno che deve esserci da parte di tutti, delle forze dell’ordine e allo stesso tempo dei cittadini per garantire maggiore sicurezza alla collettività”. Presente con la nipotina la moglie di Arena, Angela Lampasona: ”Diciamo grazie a tutti perché tutto questo è stato fortemente voluto dalla nuova amministrazione comunale. Per me è sempre emozionante ricordare Fortunato, questo è un giorno ancora più particolare perché 27 anni fa, oggi, ci siamo sposati. Siamo venuti a vivere proprio qui, affianco a questa piazzetta, e accanto alla strada anch’essa a lui intitolata. Ricordare Fortunato è una cosa bellissima oggi. Mi fa sentire tutti voi vicino”. Dopo il taglio del nastro ad inaugurare la nuova piazza, la cerimonia è proseguita con l’impartizione della benedizione da parte di don Roberto Faccenda Sul monumento di Arena è stato poggiato un biglietto con una frase scritta da una delle sue nipotine.




Amministratore si appropria di 12mila euro dei condomini

Pina Ferro

E’ stato chiesto il giudizio immediato per l’amministratore di condominio S.V. 52 anni di Salerno accusato di essersi appropriato di diverse somme di denaro dai conti dei condomini di cui si occupava per un totale di 12mila euro. La richiesta è stata presentata dal sostituto procuratore Roberto Penna della Procura di Salerno. Secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, il 52enne, forte della fiducia dei condomini, periodicamente si sarebbe impossessato di varie cifre che andavano dai 41 euro fino ai 3800 euro. “Prelievi” periodici dai vari fondi cassa o fondi dei condomini di cui si occupava. In tutto l’uomo avrebbe intascato la somma di 12mila euro. Scoperto, è stata presentata una denuncia alla magistratura che ha aperto un fascicolo. Le indagini, effettuate dal nucleo operativo della guardia di finanza di Salerno, hanno ricostruito i vari movimenti finanziari effettuati dall’amministratore. Nel vagliare le entrate e le uscite che l’amministratore ha effettuato per conto dei condomini dei vari stabili sono emersi i periodici ammanchi che andavano dalle piccole somme fino a ingenti cifre. Ricostruiti tutti i movimenti finanziari, le fiamme gialle hanno sottoposto i risultati delle indagini al magistrato titolare dell’inchiesta che ha provveduto a formulare la richiesta di giudizio immediato. L’amministrazione, durante il processo potrà discolparsi dalle accuse formulate a suo carico. Non è la prima volta che ci si ritrova di fronte a notizie come queste. In passato, altri amministratori di condominio sono finiti nei guai per delle appropriazioni indebite.




Aperta un’indagine sul decesso di antonietta Corinto

E’ stata aperta un’indagine sul decesso della neo mamma Antonietta Corinto. La donna si è suicidata lanciandosi dalla finestra del sesto piano del reparto di neonatologia dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Il fascicolo aperto dal magistrato Roberto Penna è teso ad accertare se vi sia stata una omessa vigilanze da parte del personale. Nessun indagato figura al momento. Si tratta solo di un’indagine su notizia di reato. Solo nelle prossime ore sarà possibile avere ulteriori sviluppi in merito. Antonietta Coriento, residente a Sapri, dopo aver allattato il suo piccolo ha lasciato il nido, si è diretta verso la finestra e si è lasciata cadere nel vuoto. La tragedia si è consumata lo stesso giorno in cui sarebbe dovuta essere dimessa. Pare che la donna soffrisse di una forte crisi depressiva.




A luglio Cronache non in edicola il lunedì

Per i cinque lunedì di luglio, il 6 e il 13 agosto Cronache non sarà in edicola. Un lunedì di riposo che terminerà con l’edizione del 20 agosto. Diamo appuntamento ai nostri lettori regolarmente martedì 3 luglio




Operato, gli recidono una vena

Pina Ferro

Gli viene recisa la vena cava a seguito di un intervento chirurgico alla ghiandola surrenale. Antonio Mucciolo (noto come Tonino), 52 anni spira nel reparto di Rianimazione del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona a distanza di alcuni giorni dall’intervento chirurgico. I familiari hanno presentato una denuncia chiedendo di conoscere la verità sul decesso. La Procura di Salerno ha aperto un fascicolo affidato al sostituto procuratore Roberto Penna. Al momento non vi sono iscritti sul registro degli indagati. I primi avvisi di garanzia potrebbero arrivare nelle prossime ore. Al momento la Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e della salma. Il 12 giugno scorso Antonio Mucciolo è stato sottoposto ad intervento chirurgico dai camici bianchi della chirurgia generale. Durante l’intervento viene recisa la vena cava, un grosso vaso che si trova vicino alla ghiandola surrenale (ghiandola posizionata sopra il rene). Immediatamente è scattato l’allarme, nella sala operatoria sono stati fatti intervenire i colleghi della chirurgia vascolare che hanno provveduto a suturare il grosso vaso interessato da una copiosa emorragia. terminato l’intervento, il paziente che aveva perso molto sangue viene trasferito nel reparto di rianimazione dove è morto lo scorso 25 giugno. L’indagine della magistratura mira ad accertare eventuali responsabilità nel decesso del 52enne. Sulla salma disposta l’autopsia. Sono in corso accertamenti tesi ad identificare i camici bianchi che hanno assistito il paziente fin dall’ingresso in sala operatoria.




«Invalido al 100% ma l’Asl non mi rinnova il permesso sosta invalidi»

Erika Noschese

Invalido al 100% ma l’Asl di Salerno gli nega il permesso sosta invalidi. Parte qui, la vicenda del salernitano Paolo Cava che denuncia, attraverso Le Cronache, quanto accaduto prima di poter ottenere il permesso per parcheggiare l’auto nei posti riservati ai disabili. Ma andiamo con ordine. Nel 2010, l’Asl di Salerno certifica le patologie di deambulazione del signor Cava e concede, per tre anni, il permesso per la sosta invalidi. Alla scadenza, nel 2013, gli viene rinnovato il permesso per altri quattro anni. Così, a pochi giorni dalla scadenza, nel 2017, ha avuto inizio una lunga trafila per ottenere il rinnovo del permesso, fatto da visite mediche, richieste, pagamenti dei ticket. «Sono stato dichiarato invalido al 100% con una sentenza ma quando mi sono recato all’Asl di Salerno per ottenere il permesso il dirigente medico, Angela Carbone, mi dice – senza un perché – che io da lei non avrei mai ottenuto il permesso», racconta Paolo Cava, preoccupato perchè a giorni scade nuovamente il permesso e dovrà rinnovarlo nuovamente nonostante i suoi problemi di salute certificati. Il 26 giugno, la dottoressa Carbone, dirigente medico presso la Uoml dell’Asl di Salerno rilascia una dichiarazione al signor Cava spiegando che “dopo aver visionato la docum e n t a z i o n e sanitaria esibita e dopo la visita medica, conclude per la assenza attuale delle condizioni cliniche indispensabili al rinnovo di quanto richiesto”. Ma, sostiene il signor Cava «la documentazione è stata scritta senza alcuna visita medica se non la richiesta di alzarmi in piedi in una stanza molto piccola». Quando il signor Cava avrebbe fatto notare che quella non era una visita medica, la dottoress avrebbe esordito “invitandolo” ad andare presso il suo studio medico per una visita privata al costo di 240 euro, senza tenere in considerazione la sentenza del giudice. Successivamente, dopo il pagamento del ticket di 36 euro per la visita medica (soldi che il signor Paolo avrebbe dovuto sborsare dopo l’accettazione della pratica per il rinnovo e non prima), viene convocata una commissione medica per stabilire se il permesso è rinnovabile o meno. La commissione, ad eccezione del parere contrario del dirigente medico Carbone, esprime parere favorevole. «Più medici e più commissioni hanno stabilito che non servono altre visite mediche ma la dottoressa Carbone sostiene che da lei non otterrò mai il permesso. Allora, mi chiedo: qual è il compito dell’Asl?», si chiede il signor Cava che intende però ringraziare la dirigente che ha consentito di convocare la commissione. «Ora, bisogna vedere cosa accade in questi giorni quando dovrò ritornare all’Asl per rinnovare nuovamente il permesso. Sono preoccupato – dice Paolo Cava – perchè ciò che è accaduto nel 2017 mi ha portato non poco stress e le mie condizioni di salute non lo permettono». Il signor Cava chiede ora il risarcimento danni per lo stress subito a causa dei tanti viaggi in auto che ha dovuto affrontare per sottoporsi a visite mediche che poi non sono avvenute, convocazioni di commission solo per ottenere un permesso che gli spetta di diritto in quanto una sentenza del tribunale ha stabilito la sua invalidità al 100%, ragion per cui il permesso dovrebbe essergli concesso a vita poichè le sue condizioni di salute non possono migliorare con il passare del tempo ma, anzi, forse addirittura peggiorare e questo giro di visite mediche a cui deve sottoporsi per il rinnovo del permesso sosta invalidi può solo aggravare la situazione, anche a causa dello stress a cui viene sottoposto, non solo per i medici ma anche e soprattutto per i tempi di attesa che sono senz’altro molto lunghi.




Dirigenti rimandati a settembre Ipotesi Errico per il dopo Cantarella

Andrea Pellegrino

Esame di riparazione per i dirigenti comunali ed esami anche per Enzo Napoli. Tutto rinviato a settembre, con l’estate che sarà banco di prova per il primo cittadino che, di conseguenza, ha messo sotto esame i suoi dirigenti municipali. Ieri mattina, infatti, Enzo Napoli ha convocato tutti i vertici amministrativi nella sala giunta. All’ordine del giorno la verifica dei dirigenti ma anche l’annuncio di un possibile valzer di deleghe e competenze. Per ora non si tocca nulla ma ogni funzionario di vertice sarà sotto osservazione. Il dito è puntato verso due persone: la comandante Elvira Cantarella ed il superdirigente Luca Caselli. La prima per una viabilità ormai al collasso in ogni ora del giorno e della notte ed il secondo per le difficoltà riscontrate in campo ambientale, a partire dalla raccolta differenziata. La Cantarella quasi sicuramente a settembre sarà destinata ad altro incarico. Tant’è che pare che siano stati già i primi contatti per la sostituzione. Sembra che l’amministrazione comunale voglia puntare sull’ex questore di Salerno Pasquale Errico per il nuovo di comandante dei vigili urbani. Ma pare che sul tavolo ci siano anche altri due nomi. Insomma, il primo cittadino corre ai ripari dopo le tensioni riscontrate in maggioranza ed il vertice di qualche giorno fa con il gruppo consiliare che fa riferimento a Michele Ragosta. Anche loro avrebbero congelato la crisi, e quindi la richiesta di azzeramento di giunta e cda, in attesa di settembre ed in attesa, soprattutto, di risposte da parte del sindaco. A partire proprio dalla macchina burocratica di Palazzo di Città.




Zampino: «Hanno mutilato il Crescent senza neppure informare Bofill»

Brigida Vicinanza

Un processo oramai che sta per volgere al termine. Il caso Crescent potrebbe concludersi dopo l’estate e potrebbe determinare o meno le condanne per gli imputati già richieste dai pm Rocco Alfano e Guglielmo Valenti, tra cui quella di 2 anni e 10 mesi per l’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno all’epoca dei fatti. Ieri mattina un’udienza in cui gli avvocati difensori hanno discusso le arringhe per i propri assistiti. Ma anche un “colpo di scena” con le dichiarazioni spontanee di Zampino, l’ex sovrintendente di Salerno, che ha voluto esporsi in prima persona per dimostrare l’innocenza. A difendersi è stato Giuseppe Zampino, all’epoca dei fatti, a capo della Soprintendenza di Salerno. «In partenza voglio sottolineare che non conosco Rainone, Chechile, Dattilo e De Luca lo conosco solo per motivi professionali – ha sottolineato nelle sue dichiariazioni spontanee Zampino – nessuna previsione di legge inoltre prevede che le Soprintendenze debbano effettuare un controllo sulla titolarità della proprietà, questo spetta all’amministrazione comunale». Poi prosegue, ponendo l’accento sulle a u t o r i z z a z i o n i paesaggistiche: «Non comprendo l’accusa mossa a noi in base alla quale avremmo dovuto annullare l’autorizzazione paesaggistica per motivi di legittimità se il Comune aveva integrato la documentazione con foto, inserimenti esaustivi, visto che consentivano una visione di insieme e non frammentaria di una zona da tutti giudicata molto degradata, di rilevanza paesaggistica praticamente nulla». Poi Zampino ha dichiarato: «Non capisco perchè così tanto rumore per il Crescent e tanto silenzio invece per il progetto realizzato da Fuksas a via Irno su committenza privata, che presenta notevoli analogie con quello di Bofill». E poi una nota importante sulla “mutilazione” dell’opera senza il parere dell’architetto: «Il Consiglio di Stato ha indotto il soprintendente Miccio a formulare pare con la prescrizione di mutilare l’edificio di Bofill per ridurne l’impatto. Uno stravolgimento di un’architettura di cui non è stato nemmeno informato l’autore». Insomma, De Luca, secondo la difesa ha soltanto “provato” a dare un volto nuovo alla città laddove il degrado e la fatiscenza la facevano da padroni. Il dibattito si è aperto però con la difesa proprio di Vincenzo De Luca, rappresentato dall’avvocato Paolo Carbone che in una lunga ricostruzione dei fatti, chiede l’assoluzione a formula per l’attuale governatore della Campania perchè il “fatto non sussiste”. Si parla di rapporti intrecciati, di autorizzazioni paesaggistiche, di modifiche al Pua e di un’opera che da pubblica diventa privata (almeno secondo le accuse e secondo anche le costituzioni di parte civile). «Ci sono troppe aspettative in questa vicenda giudiziaria. Si gioca tutto sull’essere pro o contro De Luca, se è simpatico o meno». Un’arringa durata un’ora e 20 minuti, durante i quali Carbone ha provato a smontare le accuse della Procura che contesta al presidente della giunta regionale i reati di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici. «Ci sono troppi rivoli secchi – ha continuato Carbone, che poi dice di parlare da cittadino – facendo quattro passi, ho guardato il Crescent e Piazza della Libertà. Non sono in grado di esprimere giudizi estetici, ma so che le città progrediscono con queste scelte. Ho guardato queste opere che hanno trasformato la mia città e devo dire che mi sono sentito orgoglioso. Queste opere portano la firma di grandi artisti. Devono rimanere, rimarranno come scelta politica, di coraggio e soprattutto morale». Si attendono ora le dichiarazioni spontanee proprio di De Luca, all’udienza del 20 luglio.