Finti matrimoni con stranieri irregolari. Arrestate due donne di Battipaglia

Pina Ferro

Sborsavano dai cinque ai diecimila euro per una moglie “a tempo” in italiana. Un escamotage che serviva solamente per ottenere il permesso di soggiorno nel nostro Paese. Contratto il matrimonio civile, dopo poco arrivava la separazione. A mettere la parola fine alle unioni truffaldine sono stati i carabinieri della compagnia di Battipaglia diretti dal capitano Erich Fasolino. Ieri mattina i militari dell’Arma, su disposizione della Procura di Salerno hanno arrestato due persone, zia e nipote ed hanno notificato nei confronti di altre cinque persone il provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza. Le porte del carcere di Fuorni si sono aperte per Laura Iadanza 56 anni di Battipaglia, mentre la nipote Carmela Ielpi 36 anni di Battipaglia è stata ristretta agli arresti domiciliari. Laura Iadanza era promotrice dell’attività che vedeva coinvolti anche altri membri della famiglia. Hanno invece l’obbligo di dimora nel territorio di residenza e di permanenza notturna presso la propria abitazione: Antonella Raso 35 anni di Battipaglia; Francesca Donatella Raso 23 anni di Battipaglia, Anna Geraldina Raso 29 anni di Battipaglia, Daniela Maresca 27 anni di Napoli e Donatina Iadanza di Battipaglia. Sono settanta i soggetti indagati e accusati di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, induzione alla falsità ideologica ed alterazione di stato. Le indagini affidate al sostituto procuratore Elena Guarini sono nate per case. E’ stato il comandante della stazione di Olevano sul Tusciamo ad insospettirsi per alcune unioni civili tra soggetti anche con un grossi divario di età. Quasi tutti i matrimoni erano tra donne adulte e giovani immigrati del Marocco. Da questo sospetto è nata l’attività investigativa e di accertamento. In tutto sono state 21 le unioni individuate dal 2013 ad oggi. L’associazione procacciava agli extracomunitari irregolari i coniugi ed i testimoni necessari per celebrare il matrimonio. Le unioni sono avvenute nei comuni di Battipaglia ed Eboli, nel comune di Olevano sul Tusciano, di Montecorvino Pugliano e Marchirolo (Varese). Dopo che gli extracomunitari avevano ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, i finti coniugi avanzavano istanza di divorzio al comune competente. La spesa per ogni matrimonio era una somma che poteva variare da 5 ai 10mila euro. Tutto dipendeva se era previsto o meno un breve periodo di convivenza. C’è stato anche un caso di falsa attestazione di paternità di una bambina, concepita da una delle indagate, per far ottenere la carta di soggiorno al falso padre in cambio di 4mila euro. Per il sostituto procuratore Luca Masini: “Si è trattata di un’analisi capillare fatta da un’intelligente comandante di stazione, quella di Olevano sul Tusciano, che ha rilevato una serie di incongruenze, cioè un numero elevatissimo di matrimoni celebrati nello stesso comune che avevano come minimo comune denominatore delle anomalie: la recente introduzione nel territorio nazionale da parte del coniuge uomo, la provenienza da un medesimo Stato; il fatto che, in costanza, subito dopo l’unione – continua Masini – ottenuto il titolo di soggiorno, in realtà si verificava quasi sempre la separazione. “Questa operazione testimonia proprio che è fondamentale avere la presenza sul territorio. – ha sottolineato il comandante provinciale dei Carabinieri Antonino Neosi – L’indagine è partita dalla Stazione dei Carabinieri e poi si è sviluppata squarciando un velo su questa attività illegale che ha fatto emergere come dietro gli extracomunitari che arrivano ci sono spesso persone locali che si approfittano di una situazione già abbastanza complessa. E’ evidente che il contatto che l’Arma dei Carabinieri ha sul territorio ci consente di comprendere maggiormente questi fenomeni”.L’indagine è tutt’altro che conclusa. Ad illustrare nel dettaglio l’attività investigativa è stato il sostituto procuratore Elena Guarino. Le donne coinvolte nell’intera vicenda erano di volta in volta spose, testimone, amica. Al momento non si hanno notizie di donne che abbiano contratto più volte matrimonio per poi separarsi. Ma non è da escludere che le successive indagini possano portare alla luce ulteriori sfaccettature dell’intera vicenda.

Tentano di attribuire anche una paternità

Quattromila euro per ottenere la paternità di una neonata. Questa la somma pattuita con un cittadino marocchino che aveva necessità di ottenere la carta di soggiorno in Italia. Ad organizzare il tutto è stata Laura Iadanza insieme alla sorella ed alla nipote Carmela Ielpi. Era il 29 marzo del 2016 quando la neonata, figlia di Carmela Ielpi fu dichiarata all’ufficiale dell’anagrafe del comune di Eboli figlia del cittadino straniero. Il pubblico ufficiale sulla base della dichiarazione resa dalle donne rilasciò un falso certificato di nascita, quindi un atto pubblico ideologicamente falso. La falsa attestazione avvenne con il consenso del padre naturale di origini marocchine. A causa di questa tentata vendita di neonato le due sorelle e la nipote arrivano anche a litigare in maniera aspra a causa dei soldi. E tra le tre non mancano accuse e rimproveri. Dunque a muovere i fili di tutto era Laura Iadanza che veniva contattata direttamente dagli extracomunitari i quali si presentavano alla stessa riferendo di essere amici di loro connazionali che la Iadanza già conosceva. Nel corso delle conversazioni, gli stranieri non facevano mai esplicito riferimento al matrimonio ma solo al fatto che avevavo bisogno dei documenti per il soggiorno “ho bisogno di fare quel fatto la, mi servono i documenti per la residenza”. Il primo contatto era telefonico, poi successivamente c’era l’incontro presso l’abitazione della donna dove veniva stabilito il prezzo. Tra la donna e gli stanieri si instaurare un rapporto quasi “filiale” in quando la stessa si poneva quasi come una madre putativa che li seguiva passo passo. Ciò è confermato dal fatto che nelle conversazioni gli stranieri si rivolgono a lei chiamandola “mamma”. Ovviamente non si faceva caso al divario di età che in un caso era addirittura di ben 34 anni più dello sposo. Individuata la futura moglie, l’organizzazione preparava i documenti e poi la coppia partiva per l’Ambasciata Marocchina a Roma, per ottenere il Nulla Osta per la celebrazione del rito civile sul territorio italiano; successivamente la falsa sposa di origine italiana si presentava presso il Comune di residenza, dove formalizzava la richiesta di matrimonio conseguendo tutti i documenti raccolti e fissando la data del matrimonio. L’organizzazione individuava, quindi, i falsi testimoni, che nella gran parte dei casi erano soggetti interni all’organizzazione o qualcuno legato a loro da vincoli di amicizia o parentela. Si celebravano le nozze e l’italiana richiedeva il nulla osta al comune per consentire allo straniero di recarsi la Questura competente.Ottenuto il permesso di soggiorno dalla Questura competente e decorso un determinato lasso di tempo si presentava l’istanza di divorzio. Il servizio reso dall’organizzazione era completo in quanto l’extracomunitario veniva seguito dal primo contatto alla celebrazione del matrimonio: la promotrice, infatti, spiegava, passo dopo passo, sia agli stranieri che agli italiani, cosa dovevano fare, quali parole adottare nei vari uffici, il tutto al fine di destare il minor sospetto possibile.




La Vedova Allegra: è Riccardo Canessa Show

Grande successo all’ Arena del mare per il regista napoletano che insieme a Nunzia De Falco, Daniele Lettieri e Maurizio Iaccarino ha divertito il pubblico

Di OLGA CHIEFFI

 Era pessimista il nostro Riccardo Canessa poco prima di andare in scena con il suo racconto, erudito e divertente sulla Vedova Allegra, la più celebre e amata delle operette. Il pubblico risponderà alla chiamata un po’ particolare di questa serata o penserà ad una lezione di storia della musica, sotto cui aggobbire? Il pubblico salernitano ha invece partecipato con piacere al talk show “inscenato” da Riccardo Canessa, il quale unitamente al soprano Nunzia De Falco, al tenore Daniele Lettieri, con al pianoforte Maurizio Iaccarino e il coinvolgimento totale della platea, con un insuperabile Conte Z in bermuda, ci ha fatto trascorrere una divertente serata d’estate. Si è partiti veramente dalla storia del genere, con l’operetta, forma teatrale un po’ cantata, un po’ recitata, ha avuto fortuna ai primi del Novecento in Europa e in Italia, alla quale vi si dedicarono musicisti del calibro di Ranzato e Petri, che avevano saputo interpretare, sia pure in una dimensione minore, la piacevolezza della musica e del canto italiani. Ma l’operetta ha visto nascere i suoi capolavori sulle rive del Danubio, come uno dei momenti della Belle époque. Il suo padrino è stato il valzer, la sua madrina l’eleganza e la sofisticata avventura sentimentale. E’ stata una forma di spettacolo compiutamente borghese, con le sue evasioni nel bel mondo, con i suoi principi fasulli e le sue belle dame oneste e avventurose. Il valzer, col suo girare in tondo, con le sue ebbrezze veloci, con il suo magico distendersi nella felicità più immediata, rappresentava lo scintillio di un momento di magia, di abiti svolazzanti e di divise che non avevano più nulla di marziale. Nelle feste mascherate dell’Impero in decadenza, i violini evocavano i bei caffè di Vienna e Budapest, i saloni dei nobili, e perfino i sogni delle sartine. In mancanza di un turismo organizzato ecco le puntate nell’esotico, fra paesi fantastici di ipotetiche Balcanie e crociere mentali in Orienti da cartolina. Un po’ di tenerezza e un po’ d’amore, da contrapporre agli eroi wagneriani con lance e scudi e al Risorgimento verdiano. Non più Nabucchi e Sigfridi, ma vedove allegre e dall’ago al milione, simbolo dello spirito borghese ispirato al dio danaro, anche in amore. Il valzer viennese, che tanto ha condizionato l’operetta, aveva avuto come profeta Johann Strauss junior. Un romanticismo un po’ edulcorato, senza problemi, senza traumi, da vivere alla giornata, abbracciati nei ritmi un-due-tre della musica più appassionata e divertente. Ma l’operetta era stata anche dissacrazione, ai tempi di Offenbach, quando metteva in berlina gli ebrei e le mitologie e puntava sui sentimenti della gente comune. Lì c’era anche il sacro fuoco dell’arte, acceso in una Parigi che poteva ridere ai couplets della “Bella Elena” e sorridere della sua “Vita” brillante. Strauss non aveva poi, creato un capolavoro come il “Pipistrello”, nella sua Vienna popolata di donne, vino e canto? L’aria di Parigi, coi suoi sapori un po’ vietati, col suo Chez Maxim’s, era come un profumo sopraffino, e l’operetta viennese non poteva farne a meno. Quando, lasciato alle spalle l’Ottocento, il genere scivolò nella più modesta piccolo borghese, fu soprattutto Franz Lehar a prenderne su di sé l’eredità. Le melodie divennero più facili, più bonarie, i dialoghi meno “letterati”: alla brillantezza si sostituì un pizzico di malinconia, con qualche dose di folklore tzigano. Ed ecco la nostra “Vedova Allegra”, capolavoro del genere, ancora sulla scia del valzer. Esempio di una piccola cultura danubiana, la “vedova” suggerisce una delle ultime avventure mondane, in un mondo di ambasciatori, contesse, gigolò, viveurs squattrinati e alcove proibite. Un mondo dove la pochade si unisce alla commedia di sentimenti e dove ci si può ancora commuovere, che verrà fatto saltare in aria dai cannoni della Prima guerra mondiale. Grande successo per le voci a cui sono stati affidati i ruoli principali, ovvero Nunzia De Falco, perfetta Hanna Glavari, straripante ricchezza di personalità, riserbo, compostezza e grande tecnica, unita a doti di grandi intensità che hanno esaltato l’aria “Io di Parigi ancor” e “Vilija, o Vilija, ninfa del bosco”, unitamente al tenore Daniele Lettieri, il conte Danilo, interprete di “Vo’ da Maxim allor” e, naturalmente di “Tace il labbro”. Chi sposa il teatro, lo sposa per intero, grazie anche alle sue radici. Riccardo Canessa voce narrante, Njegus, ha organizzato la marcetta “E’ scabroso le donne studiar” con i maschi del pubblico, coro a bocca chiuso per il valzer della vedova e finale con la parodia del gioiello di Lehàr del teatro umoristico dei De Filippo col duetto delle sedie “Hop là, hop là”.

 




Hotel Raito: “Profilassi contro il morbillo”

Dalla reception dell’Hotel Raito si ha poca voglia di parlare. Ma alla fine c’è la conferma “che i dipendenti sono stati sottoposti a vaccino per morbillo come da profilassi”. E’ il culmine di una giornata che improvvisamente ha catapultato nel primo pomeriggio Vdi ieri ietri alla ribalta nazionale. Tre donne, dipendenti di due Hotel, contagiate dal morbillo e 700 ospiti ‘a rischio’. Delle tre donne colpite, nessuna era stata vaccinata. I casi confermati riguardano due addette alla reception e una cameriera di sala mentre i contatti sospetti coinvolti, ovvero gli ospiti presenti nei due hotel, sono circa 700. Le tre donne hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, mai sottoposte a vaccinazione, e per una di loro nei giorni scorsi si è reso necessario il ricovero in ospedale. Attualmente, le donne stanno bene e sono in via di guarigione. Sono italiane e originarie di Vietri e di Cava. Quanto agli ospiti delle strutture alberghiere interessate, è stato possibile risalire ad una buona parte di loro contattando direttamente le Asl di residenza e proseguono le azioni per rintracciare gli altri ospiti al momento ancora non contattati. La notizia è filtrata direttamente dal Ministero, non solo per un’operazione di marketing sulla necessità del vaccino obbligatorio, ma soprattutto perchè bisognava raggiungere tutti gli ospiti presenti nei due alberghi. Da parte sua, la Asl di Salerno tranquillizza: “La situazione è sotto controllo e non è il caso di fare allarmismi”, afferma il direttore del servizio epidemiologico e prevenzione dell’Asl Annalisa Caiazzo, che ha tenuto a sottolineare che “l’Asl fornisce ottime coperture vaccinali”. I tre episodi di morbillo si sono registrati una settimana fa e le autorità sanitarie hanno provveduto ad avviare tutte le procedure da attuare in questi casi. Si è appreso, inoltre, che nell’ultimo mese si sono registrati altri due casi nel salernitano: a Scafati (un bambino di un anno) e a Sarno. “Salerno gode di percentuali alte per le vaccinazioni -sottolinea la dottoressa Caiazzo- il 95% per il morbillo e il 98% per le vaccinazioni in generale. Il morbillo è una malattia contagiosa, quindi è possibile che le persone siano venute in contatto con altre che avevano il morbillo. Comunque la situazione è sotto controllo”. Intanto, secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, sono stati 401 a giugno 2017 i casi di morbillo registrati in Italia a fronte degli 85 registrati a giugno 2016 (+370%). Salgono così complessivamente a 3.500, da inizio anno, i contagi segnalati: nel 35% dei casi è stata registrata almeno una complicanza e 2 sono stati i decessi. L’89% dei contagiati non era vaccinato. Inoltre, il 56% dei casi è stato registrato tra 15 e 39 anni, il 6% invece, ovvero ben 210 casi, ha riguardato bimbi sotto l’anno di vita, i più a rischio e quelli che ancora non possono essere vaccinati. Registrati, infine, 255 casi tra operatori sanitari. Il problema riguarda però, avverte l’Oms, tutto il continente, con il virus che è attivo in Austria, Bulgaria, Germania, Italia, Romania e Spagna, mentre il Portogallo ha dichiarato lo scorso 5 luglio la fine della propria epidemia. In tutto i morti in Europa sono stati 35 nell’ultimo anno. In Italia, dall’inizio del 2017, due sono i decessi confermati: una bambina di nove anni morta a Roma a fine aprile per polmonite e insufficienza respiratoria causate dal morbillo e un bambino malato di leucemia deceduto a Monza sempre lo scorso giugno. A questi potrebbe aggiungersi, se sarà confermato, un terzo caso: una bimba di 16 mesi deceduta a Roma nei giorni scorsi e risultata positiva alla malattia.




Renzi-De Luca, nuovo amore. Spunta anche Gianni Lettieri

Vincenzo De Luca e Matteo Renzi amici come e più di prima. Abbracci ed elogi si sono sprecati, ieri, nel corso della visita del segretario nazionale del Pd a Napoli per la presentazione del suo libro “Avanti”. Stretta di mano anche tra Renzi e l’imprenditore Gianni Lettieri, che per il centrodestra ha sfidato due volte Luigi de Magistris per la carica di sindaco di Napoli. “Con il governatore ho firmato molti accordi e vedo che stanno andando avanti nella giusta direzione”. ha detto Renzi durante un’intervista rilasciata ai microfoni di CAnale 21. “Con De Luca – ha detto l’ex premier – abbiamo messo nero su bianco protocolli sulla terra dei fuochi, sull’Eav, sulle questioni culturali, sul rilancio delle infrastrutture, ma anche su burocrazia e il futuro dei porti. Ciascuno ha le sue due idee, ma penso che ogni campano faccia il tifo perché funzionino le cose. Un altro esempio: quando De Luca è stato tato eletto la spesa dei fondi europei era messa malissimo. Oggi i fondi 2007-2013 sono stati stanziati per il 104%, perché la Campania è stata amministrata così bene da prendersi anche una fetta di risorse non spese da un’altra Regione. Farei così anche in Europa, togliendo risorse a quegli Stati che non accolgono i migranti”. Replica a Renzi, l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro: “Caro Matteo Renzi e’ bene documentarsi, altrimenti si rischia di dire falsità. Sui fondi europei, alla fine del mio mandato i target europei erano pienamente raggiunti”. “Chi ha conoscenza della gestione dei fondi, – incalza Caldoro- che a maggio 2015 era tutto concluso e quello che si è dovuto fare dopo, con la nuova Giunta, era solo una burocratica certificazione della spesa gia’ fatta. Il lavoro che la Commissione Europea ha chiesto a tutte le Regioni italiane era, quindi, solo sistemare contabilmente le carte” Caldoro conclude: “Ecco la tabella dei promossi e bocciati, dati pubblicati febbraio/marzo 2015. La Campania promossa, a conclusione della mia amministrazione raggiunti i target (obiettivi di spesa) richiesti dall’Europa”. Anche Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale commenta la visita di Renzi in Campania: ”Dopo la visita alle rovine di Pompei, Vincenzo De Luca mostri a Matteo Renzi il suo capolavoro: le rovine della Campania! Vesuvio e roghi”.




Dalla Regione 130mila euro per la Madonna delle Galline

di Andrea Pellegrino

Arrivano i primi 7 milioni di euro per gli eventi culturali e turistici della Regione Campania. Le prime tre graduatorie sono state pubblicate ieri sul sito dell’ente. Entrano 16 comuni che hanno presentato proposte di eventi di rilevanza nazionale ed internazionale. Per loro sono stati stanziati 2 milioni di euro. I comuni salernitani che beneficiano dei fondi regionali, sono: Sapri (110mila euro); Contursi Terme (150mila euro); Pagani (130mila euro per la festa della Madonna delle Galline); Furore (150mila euro); Minori (100mila euro). Nulla da fare per Scala Incontra New York, il premio danza di Positano, ed il premio Sele d’Oro di Oliveto Citra. Sono proposte che per ora sono state ritenute ammissibili ma senza copertura finanziaria. Stessa sorte per le serate del pesce azzurro di Cetara e per l’Irno Etno Folk Festival di Fisciano. Scivola in fondo alla classica la proposta di Vietri sul Mare. Esclusa, invece, la proposta di Cava de’ Tirreni “I concerti di Villa Guariglia – Festival in tour”. Ottanta, invece, sono le proposte finanziate per iniziative promozionali sul territorio regionale. Tre milioni e 400mila euro la somma stanziata dalla giunta De Luca. Fondi andranno ad Atrani, Amalfi, Giffoni Valle Piana, Roccadaspide, Salvitelle, Bellizzi, a San Cipriano Picentino, Maiori, Pisciotta, Eboli, Praiano, Conca dei Marini e Bracigliano. Nulla da fare, invece, per Montecorvino Rovella, Montecorice, Castel San Lorenzo e Olevano sul Tusciano. Sette, infine, sono le proposte finanziate nell’ambito del bando “Itinerari turistico – culturali sul territorio regionale”. Tra queste ci sono Ascea e Sessa Cilento. Giuseppe Canfora (presidente della provincia di Salerno e sindaco di Sarno) intanto espirme soddisfazione per il finanziamento concesso alla festa della Madonna delle Galline. Il progetto, infatti, è stato presentato da diversi comuni dell’Agro, tra cui proprio Sarno. «E’ questa la miglior risposta – ha commentato il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora – a coloro i quali, con argomentazioni strumentali e fuorvianti, avevano messo in dubbio la serietà della nostra proposta». Non risparmia accuse agli avversari, il sindaco di Pagani Salvatore Bottone, politicamente sempre più vicino a Vincenzo De Luca: «Da adesso si può fare sul serio, si può avviare davvero quel discorso di turismo religioso che non si ferma al nostro territorio ma che proietta l’intero Agro nel più ampio panorama nazionale ed internazionale. Abbiamo ottenuto un placet importante dalla Regione Campania, nonostante gli attacchi del tutto strumentali di alcuni gruppi politici di minoranza (e mi riferisco a Fratelli d’Italia) che hanno provato, con i loro esposti e le loro denunce, ad infangare un progetto importante mirato alla valorizzazione delle tradizioni delle nostre terre. La Regione Campania ha, fortunatamente, compreso l’idea che ha portato alla formulazione di questo ambizioso progetto, lo ha ritenuto valido e ha dato un punteggio altissimo, 88 punti. Siamo sesti in tutta la Regione. Per noi è un traguardo importante, che sancisce la serietà e l’impegno profuso per far conoscere le nostre tradizioni anche al di fuori della Campania. Questo risultato evidenzia ancora di più, ove ve ne fosse bisogno, la pochezza e la falsità di contenuto degli attacchi di FdI, visto che il progetto è stato approvato ed apprezzato. A noi non interessa, però, la miopia di chi continua a guardare con occhi pieni di rancore. A noi interessa esclusivamente la città e per essa lavoriamo. E questo importantissimo risultato lo dimostra. Adesso davvero si potrà avviare quel discorso di Turismo Religioso tanto decantato nei tempi passati ma ridotto solo a sterili chiacchiere e promesse senza prosieguo».




118: Società di pompe funebri ammessa al trasporto di infermi anche se la legge regionale lo vieta

Altra giornata bollente all’Asl per l’apertura delle buste per il bando del 118. Una giornata da segnare con la matita rossa perchè le contestazioni sono stante tante. La contestazione più clamorosa si è avuta con il lotto 5 che riguarda una parte di Salerno città. Il punto sembrava chiaro: La società First aid one non ha nell’oggetto sociale il servizio 118, quello relativo al trasporto degli infermi. Ma nell’oggetto sociale, come è stato fatto notare alla Commissione, la società è dedita all’esercizio delle pompe funebri, un’abbinata vietata da una legge regionale che all’epoca fu voluta da Valiante. Con sorpresa, pur recependo l’ennesimo ricorso dei presenti, la commissione ha dato via libera alla società che ha presentato anche un’offerta per il lotto 13 e che riguarda Teggiano. Anche in questo caso sarà materia per gli avvocati. Per il lotto 10 è stata esclusa l’Ats Formia soccorso e a S angelo a Cuocolo. Qui è presente la Croce azzurra di Agropoli. Altra curiosità è che molte società hanno ottenuto dal sindaco di Fragneto Monforte in provincia di Benevento, lo stesso dove duse società hanno lo stesso indirizzo della loro sede secondaria, ha rilasciato diverse autorizzazioni di noleggio con conducente. Infine sono continuate ad arrivare alla commissione documentazione di veicoli presenti all’Ares del Lazio che non possono essere inclusi nella gara, violando il principio di esclusività dei mezzi di soccorso. Non si comprende bene perchè davanti a dati oggettivi la Commissione continua a dare il via libera




Un nuovo blitz dei Nas al “Ruggi”

I carabinieri del Nucleo antisofisticazione di nuovo in “visita” all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Ieri mattina, gli uomini del maggiore Ferrara hanno effettuato un accesso alle cucine del Ruggi acquisendo tutta la documentazione. Si è trattata di una ispezione a 360 gradi: struttura, condizioni, preparazione pasti e forniture. Nulla è stato tralasciato dagli uomini di Ferrara. Dunque questa volte pare che nel mirino dei carabinieri vi siano anche alcune ditte, prevalentemente dell’area nord della provincia di Salerno, fornitrici di prodotti al nosocomio salernitano. Dopo aver ispezionato i luoghi e acquisito la documentazione relativa alle Cucine in tutto il suo insieme, i militari hanno lasciato la struttura ospedaliera. Una indagine, quella in corso, coperta dal più stretto riserbo. I militari non fanno trapelare nulla sui motivi alla base dell’indagine. Non è da escludere che nei prossimi giorni la vicenda possa avere dei contorni più chiari. Quello di ieri è il secondo ‘accesso’ che si esegue. Era il 24 maggio quando il Nas, varca, per la prima volta, la soglia della mensa del ‘Ruggi’. In quella occasione sequestra parte del locale della cucina. Diverse le criticità emerse durante il blitz che portò, nello stesso pomeriggio, ad un primo provvedimento della Direzione Generale. Il manager, in una nota ufficiale, spiegò il sequestro con il rinvenimento sul soffitto di uno dei locali della cucina di una macchia di umidità in prossimità delle catene di confezionamento pasti. La situazione era un tantino più delicata. Qualche altra anomalia era nell’aria.




Franco Dilillo non cerca vendetta per la morte della sorella mentre le amiche così ricordano Ilaria

Solo se c’è giustizia ci può essere speranza”. E` questo il messaggio lanciato da Franco Dilillo, fratello di Ilaria, la donna tragicamente uccisa nella notte del 22 giugno dall’attore Domenico Diele. Sono parole di profondo dolore, quelle di Franco Dilillo ma, allo stesso tempo, non sono parole che chiedono vendetta bensì soltanto giustizia. “Sebbene nulla riuscirà mai a placare la nostra rabbia – dice –, il dolore che ora proviamo per la perdita della nostra amatissima Ilaria non va assolutamente confuso con il desiderio di vendetta. Crediamo ancora in una giustizia “giusta” e non in quella intesa come una forma di vendetta”. “Forte è il nostro desiderio di giustizia – sottolinea ancora Franco Dilillo –: vista la gravità di quanto accaduto, ci aspettiamo che Diele paghi per ciò che ha fatto e riceva una condanna esemplare. Per noi – conclude il fratello di Ilaria – e per tutte le altre vittime della strada, ci auguriamo che questo non sia l’ennesimo caso a finire nel dimenticatoio non appena la situazione rientrerà in un’apparente normalità”. Il trigesimo in ricordo di Ilaria Dilillo è stato fissato al prossimo 22 luglio, alle 19.30, presso la chiesa del Volto Santo di Pastena, quartiere nel quale la donna viveva insieme al padre. Ma chi era Ilaria Dilillo? A parlarne è una delle sue amiche di sempre, Monica Corradino: “La sua essenza rispecchiava i veri valori della vita di una persona, quelli che ognuno di noi vorrebbe vivere. Il suo rigenerarsi – ha detto ancora – consisteva in un vero e proprio donarsi agli altri. Donava la sua energia positiva ai disabili e a tutte le persone che ne avevano bisogno. Da queste esperienze di scambio, fuoriusciva la sua voglia di vivere, un continuo scambio d’amore: in più di una occasione, infatti, ha ringraziato pubblicamente quanti mostravano la propria gratitudine per le sue azioni, ritenute dei veri e propri doni”. Una persona, Ilaria, che con il suo modo di essere e di fare era diventata un punto di riferimento per tutti coloro che la conoscevano: “In una società in forte declino culturale e sociale come la nostra – prosegue Monica Corradino – c’è necessità di persone come Ilaria e non di personaggi che mostrano il totale spregio per undono prezioso come la vita stessa. Credo che Diele, in quanto personaggio pubblico, dovrebbe essere un esempio per le nuove generazioni, invece il suo modo di essere ha contribuito a destabilizzare quelli che sono i veri valori di una società, ovvero il rispetto per la vita altrui”. “Abbiamo fiducia – dice Valentina Marino, nella piena applicazione della legge, per poter continuare a credere nella loro esistenza e nel loro rispetto e affinché la breve vita di Ilaria possa dare un valore aggiunto a tutti noi”. “Siamo esseri umani e si può sbagliare – dice Tina Cerchia, altra cara amica della vittima – ma fino a che punto possiamo essere tolleranti? La distrazione per l’utilizzo del cellulare; la sospensione della patente che ci mette di fronte alla “ragione” di chi ha infranto la legge mettendo in pericolo gli altri; i risultati dei prelievi che “parlano” chiaramente, in quanto Diele è risultato positivo all’uso di sostanze stupefacenti; un tragitto Roma- Matera da percorrere nella stessa giornata e che avrebbe avuto la sua conclusione a Roma. Ebbene costui avrebbe dovuto guidare per altre 3 ore, chi lo avrebbe fermato? La tragica morte di Ilaria, viste le circostanze, potrebbe aver salvato la vita di altre persone, perché Diele avrebbe potuto colpire chiunque”. “E’ inutile appellarsi – prosegue Tina Cerchia – a delle contingenze esterne, come il buio della strada o gli abiti scuri di Ilaria. Sarebbe bastato evitare anche uno solo degli errori commessi da Diele e Ilaria sarebbe ancore qui con noi. Abbiamo apprezzato anche il senso di colpa dell`attore che a un giorno dall`accaduto ha chiesto di concludere il film dal titolo “Una vita spericolata”. Inoltre, vorrei sottolineare la circostanza per la quale alcune personalità politiche si sono preoccupate di far visita all`attore in carcere, piuttosto che mostrare dolore per la famiglia. A questo punto, ci chiediamo quale strumento verrà utilizzato in futuro per evitare che una comunione, un battesimo, un matrimonio o un qualsiasi altro evento al quale prenderà parte lo faccia rimettere in auto”. Mariangela Molinari




Autostrada del Mediterraneo. Riconciliarsi con l’idea di Tour

“Per riconciliarsi con la guida e con l’idea di viaggio – affermava mio padre, al volante della sua A112 del 1971– non bisogna scegliere l’autostrada, serve solo ad arrivare il più velocemente possibile al traguardo, dritta come è senza curve, senza pause”. La sua idea di strada si è realizzata nella futurista Autostrada del Mediterraneo. Ieri mattina, a Palazzo di Città, ospiti del Sindaco Vincenzo Napoli, l’Assessore regionale allo Sviluppo e Promozione del Turismo, Corrado Matera ed il Responsabile del Coordinamento Territoriale della Calabria di Anas, Giuseppe Ferrara, il Responsabile Relazioni Esterne e Comunicazione di Anas, Mario Avagliano, la Responsabile del progetto di valorizzazione degli itinerari turistici della A2, Antonella Freno ed il Direttore Generale di Edindustria, Guido Scognamiglio, moderati da Andrea Manzi, hanno evidenziato gli aspetti principali dell’itinerario di questa splendida infrastruttura, che Anas intende valorizzare e far conoscere, anche in vista dell’estate ormai in corso. Il progetto è un invito, infatti, a rivedere l’idea di autostrada. Anas propone una visione della A2 diversa rispetto al passato: non solo un luogo di passaggio, ma anche un’opera attraverso la quale accedere, apprezzare e riscoprire i territori del Sud Italia attraversati dal tracciato. Sarà la prima autostrada ad avere un piano di valorizzazione che promuove l’offerta turistica, declinandola sotto ogni aspetto: culturale, spirituale, artistico ed enogastronomico. L’A2 rappresenta anche la naturale prosecuzione dell’itinerario che collega il Nord e il Sud Italia e che nasce a Milano con la A1. Il nuovo tracciato, che ora si estende per 432 km con 52 svincoli – inizia da Fisciano, sede dell’Università di Salerno, per poi terminare a Villa San Giovanni, porta d’accesso verso la Sicilia e il Mediterraneo. La famigerata A3, che per lunghi anni è stata l’immagine di insuccesso, diventa un’avanguardia a livello mondiale. Questa autostrada non servirà per raggiungere una meta, ma per unire luoghi. Dovrà essere un volano per la crescita turistica del Mezzogiorno e una connessione per lo sviluppo economico della regione. Non è solo costruendo strade che si porta lavoro ma, è soprattutto puntando sulle connessioni che consentono una fruizione dei luoghi differenti, questi gli assunti della nuova opera. I ben 52 svincoli dell’autostrada, di concerto con istituzioni e ed enti locali, apriranno le porte a dieci “Vie” a tema: castelli, archeologia, mito, mare, parchi, storia, fede, caffè, sport e, naturalmente, sulle orme di Bacco e Cerere. In particolare, per esaltare le bellezze del territorio situate lungo il tratto salernitano della A2, tra le Vie dei Castelli sono state evidenziate, ad esempio, tre meravigliose Fortezze: il Castello di Arechi – di epoca medievale, circondato da un parco ricco di percorsi naturalistici – il Castello Colonna Eboli, situato nell’omonima città, ed il Castello di Battipaglia, anche detto la Castelluccia, che domina la Piana del Sele. Attraverso le Vie della Fede è poi possibile scoprire la meravigliosa Certosa di San Lorenzo a Padula, dichiarata Patrimonio Mondiale dall’Unesco nel 1998, mentre Il Museo della Memoria e della Pace Giovanni Palatucci Campagna ed il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale sono visitabili seguendo le Vie della Storia. Tra le Vie dell’Archeologia, ancora, spicca il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, costituito nel 1927, ove è possibile scoprire reperti dell’età preistorica e tardo antica, oppure, tra le Vie dei Parchi, il Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e degli Alburni. La A2 sarà la prima Smart Road italiana, grazie all’implementazione delle tecnologie di ultima generazione applicate alla mobilità e alla sicurezza di chi viaggia. E’ di venerdì scorso, infatti, la notizia che Anas si è aggiudicata i finanziamenti della Commissione Europea per 21 milioni di euro dal “Programma Operativo Nazionale Infrastrutture e Reti per cablare e dotare di hot spot Wi-Fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica, anche rivolta alla sicurezza delle vetuste colonnine dell’S.O.S sia l’ A2 che il Raccordo Autostradale RA02 Salerno Avellino. Attraverso una App, altresì, scaricabile dal sito (www.autostradadelmediterraneo.it) sarà possibile non solo avere informazioni e notizie sulla viabilità, ma anche suggerimenti e suggestioni sui luoghi delle dieci “Vie”, riprendendo la classica idea di tour, quale scelta di libertà, trasgressione, conoscenza, contaminazione. Pasquale Noschese




La diffusione del gioco in Regione Campania

Quanto è diffuso il gioco in Regione Campania? Indagare sulla vera portata del gioco d’azzardo in Campania, è tutt’altro che facile in quanto comunque, si tratta sempre di un settore decisamente molto particolare che sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto nella sua versione in rete. Nell’anno 2016, ad esempio, la Lombardia è stata la regione in cui il gioco si è diffuso di più, ma di fatto però si tratta di un calcolo che riguarda solo una parte del giro di affari dei giochi e delle scommesse, perché per la difficoltà di attribuire determinate porzioni di territorio al gaming in rete, di fatto non si riesce mai a indagare sul business effettivo di gioco e sulla sua diffusione. Il libro blu dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli aveva sottolineato però, come in Campania la diffusione del gioco d’azzardo permettesse di far ottenere un introito di 1,7 miliardi di euro e proprio insieme al Lazio e alla Lombardia, questa regione è stata una delle principali ed essere influenzata dal boom del gioco d’azzardo nel corso degli ultimi anni.

 

Il mondo del gioco online e non, comunque, cresce sempre in maniera esponenziale e sta diventando un fenomeno molto diffuso. Al di là dei territori dove ci sono dei picchi davvero massimi, in tutta Italia, si può dire che la diffusione del gioco in Campania, non può non essere analizzata prendendo in considerazione i siti di gaming e perciò, non è facile effettivamente capire quanto questi portali influiscono. I soldi investiti degli utenti nell’ambito del gioco d’azzardo, sia fisico che internet, sono sempre di più e la Campania ne è una regione testimone, tanto che il gioco d’azzardo in generale o i giochi online, sono diventati un punto di riferimento per molti giovani e meno giovani che vogliono puntare a questo particolare mondo e di solito, scelgono realtà consolidate e siti che abbiano la licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per iniziare il loro percorso in questo delicato ambito.

 

Solitamente poi c’è, negli ultimi periodi, una tendenza a preferire il gioco virtuale a discapito di quello fisico, innanzitutto per un motivo di comodità, ma anche perché non si ha bisogno di andare fuori casa, ma si può connettere in qualunque posto ci si trovi utilizzando, ad esempio, uno smartphone oppure un tablet. Questo garantisce un gioco senza troppi pensieri e soprattutto, potendo usufruire della privacy. Infine, bisogna sempre capire quanto sia importante nel mondo del gioco online poter anche avere un’offerta davvero vasta di giochi di tipo arcade, oppure quelli legati al casinò che potrebbero tornare utili. Sui siti principali di gaming online si trovano attività come poker, giochi di carte, roulette, blackjack e giochi a premio, o anche molti tipi di slot machine nonché la possibilità di puntare sulle scommesse sportive o quelle legate, ad esempio, a eventi internazionali. Questo fattore è ancora più riscontrabile soprattutto sui siti di gaming che danno la possibilità di poter scegliere un portale, in base alle sue offerte di sconto e a quelle che permetteranno di trovare quello che più si sta cercando, per divertirsi in piena tranquillità, sicurezza e autonomia. La diffusione del gioco quindi, è molto ampia e sicuramente si tratta di un fenomeno in crescita che bisogna tenere sotto controllo e legiferare in maniera corretta.