Ruggi, una donna di 2 quintali è riuscita a far nascere suo figlio: il racconto del parto

Parto “singolare” a Salerno dove una donna di 183 chili ha dato alla luce un maschietto del peso di 4,400 grammi a 34 settimane di gestazione, nel Reparto di Gravidanza a rischio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. I medici che l’hanno operata lo hanno definito un parto “davvero eccezionale”. In sala operatoria erano presenti dieci medici tra ginecologi, anestesisti, cardiologi, rianimatori e neonatologi.

La signora, una trentottenne salernitana che vuole mantenere l’anonimato, è stata assistita dai medici Raffaele Petta, Mario Polichetti, Antonio Iannelli e dalla ostetrica Sonia Pagano. Il piccolo è stato affidato alle cure della neonatologa Graziella Corbo. “Il parto di una signora di tale peso con una imponente elefantiasi agli arti inferiori – spiega Raffaele Petta, direttore del Reparto di Gravidanza a rischio – rappresenta sicuramente un evento raro. Avevo già operato con la équipe della Gravidanza a rischio con i medici Mario Polichetti e Joseph Allegro, nel 2012, una paziente del peso di 176 chili, ma con questa paziente ci siamo spinti ben oltre”.

“E’ stato necessario ricorrere a una postazione particolare – ha aggiunto Petta – in grado di adattarsi alle caratteristiche fisiche della signora; inoltre, essendovi un alto rischio di embolia polmonare per il sovrappeso della paziente e per i precedenti tromboembolici, si è ricorso al sistema di compressione sequenziale per la prevenzione della trombosi profonda utilizzando particolari gambali pressurizzanti, procurati dal responsabile della Sala Operatoria Luigi Giorgio”.

Estremamente complesso si è rivelato il taglio che abitualmente si esegue nei cesarei. “Avrebbe comportato una necrosi della ferita con infezioni gravissime, a volte anche letali – ha specificato il medico – abbiamo quindi optato per un taglio inusuale, trasversale sempre, ma tre centimetri sopra l’ombelico. Ci ha consentito di minimizzare i rischi e le complicazioni legati all’intervento”.




Mariconda: giovani riuniti nel segno del Papa

Il muro della Misericordia con i post dei messaggi dei giovani per il 2016 e le mani colorate dirimpetto al palco montato nella piazza della Parrocchia Maria SS. del Rosario di Pompei. L’hashtag “ Scatti di gioia in diretta”, ci segue la pagina ufficiale della Giornata della Gioventù, scambio diretto tra Salerno e Cracovia, contagiamo il mondo con la pagina web. Le foto vengono scattate e Alessandra Grimaldi ricorda Elena Casalmaggiore che ha dato vita al gruppo al gruppo RepGesucristico. Tanti giovani provenienti da tante parrocchie di Salerno e provincia hanno aderito alla manifestazione organizzata nella parrocchia della Madonna del Rosario, a Mariconda per seguire la Giornata mondiale della Gioventù ed essere collegati con il Papa. Alessandra Grimaldi sul palco della parrocchia ha una voce calda e coinvolgente per accogliere tutti i gruppi emergenti. In diretta con la GMG di Cracovia Papa Francesco: “ Parliamo di social media per condividere la nostra gioia ed i nostri limiti. State scattando i selfie. Gli haschtag riprendono: Salerno in diretta con la GMG di Cracovia. La giornata mondiale della gioventù. Uno scambio sul web tra Salerno e Cracovia tra web e pagina facebook.” Un’evento musicale di RapGesù Cristico, un gruppo salernitano con Luca Maffin che ringrazia e frequenta discoteche, un artista con un accento bresciano. Il rap è un genere che nasce alla metà degli anni up a Newyork è una musica di protesta, nero come i congolesi presenti all’evento. Le parole gioiose di Papa Francesco rivolte ai giovani: “Beati giovani che traggono misericordia” dalle parole di Scarpetta come referente. Da Cadalmaggiore rep Gesùcristico. “ Chi non salta non ci crede eh” . Keep kalm non i pokemon vogliamo è la scritta sulla maglia del rapper “Il giorno di Pentecoste fui vivo per miracolo, fui vittima di una violenza sessuale in una chiesa e lo ricordo nelle mie canzoni”. Un rapper che con grinta grida la sua storia insieme allo staff che porta i suo sito, la sua identità. Non smarriamo il coraggio di gridare. Tutti i giovani su un palco hanno bisogno di parlare della loro storia. Le canzoni, la musica sono la nostra vita, il modo in cui ci esprimiamo, le emozioni della folla di gente accorsa all’evento, congolesi guardano l’evento come i salernitani. Stand per latte accolgono i giovani e gli sponsor dell’evento sono Iacovazzi e latte Berna. L’arcivescovo Luigi Moretti fa visita ai tanti giovani e sale sul palco per salutarli e in diretta con Telediocesi dice che dobbiamo sentirci parte delle giornate mondiali della gioventù, bisogna dire che entriamo dentro l’impegno per fare costruire ai giovani una vita nuova e mondo nuovo, c’è la paura l’indifferenza la violenza”, vivono l’esperienza della maternità e provengono da paesi in lotta tra loro come sentinelle del mattino. “ fraternità” è la parola chiave di Luigi Moretti. S. Giovanni Paolo II si rammarica che i giovani devono costruire “pace”, giustizia”, “fraternità”. Gesù è la sorgente. Noi siamo figli dello stesso padre. I cristiani si trovano insieme per gridare il padre nostro. Un gruppo “ Settanta volte Sette” lancia un’appello alla speranza.” Un altro gruppo parla dei bagagli dei peccati. Bisogna essere assolti dal peccato, bisogna essere assolti dal peccato di misericordia, il prete ti assolve sempre. La nostra speranza non morirà cantano i Generolls. I biglietti della lotteria e le pizze sono la trance finale dell’evento. Papa Francesco in diretta da Cracovia dice che i giovani devono alzarsi dal divano. Bisogna che i giovani siano liberi a trent’anni, non devono dormire su divano o stare davanti i videogiochi e computer. Ambra De Clemente




Montaggio e smontaggio delle Luci, bando da 176mila euro

di Andrea Pellegrino

Montaggio e smontaggio delle opere luminose di proprietà comunale, bando da 176.912,20 nell’ambito dell’evento “Luci d’Artista”. Il Comune si prepara anche quest’anno all’iniziativa e alla spesa sostanziale che dovrà impegnare per questa nuova edizione. Dopo l’affidamento dell’incarico alla Iren di Torino, ora i dirigenti di Palazzo di Città si preoccupano del montaggio, manutenzione e smontaggio delle proprie opere artistiche che vengono esposte durante il lungo periodo natalizio salernitano.
L’appalto è suddiviso il due lotti. Il primo (il cui impegno di spesa è di 45mila euro) riguarda la manutenzione delle opere: il Mosaico di Enrica Borghi; il Mito di Nello Ferrigno; Circus di Pannoli; La madonna con il bambino di Giannattasio; la Natività dell’artista Giannattasio, così come l’annunciazione. Il secondo lotto, più sostanzioso a livello economico (131mila euro) riguarda il rifacimento ed adeguamento dell’impianto elettrico di circa 375 figure luminose. Anche quest’anno, a Salerno, insomma, “a Natale puoi”.




Le autostrade meridionali: “Interferenze da Porta Ovest”

di Andrea Pellegrino

Le autostrade diffidano l’Autorità Portuale e vogliono vederci chiaro su Porta Ovest. C’è un nuovo contenzioso tra l’Authority guidata da Andrea Annunziata e la Sam spa. L’ultima diffida risale al 27 giugno scorso, pochi giorni dopo il dissequestro del “fronte di scavo” delle gallerie relative al cantiere di Porta Ovest, disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno. Nello specifico, la società autostrade aveva “diffidato l’Autorità Portuale di Salerno dal riprendere i lavori, censuranti l’assenza di apposita convenzione preliminare in forza all’articolo 25 del codice della strada”. Ma non è tutto. Nel contempo la Società Autostrade ha fornito anche una perizia arrivata anche l’attenzione della Procura della Repubblica di Salerno che su Porta Ovest ha diversi fascicoli aperti. Nella comunicazione della Sam a firma dell’architetto Iannaccone, in merito alla “presunta interferenza fari lavori in oggetto ed il viadotto Olivieri” si raccomandava “per prevenire nuove future instabilità sulle opere dell’A3, l’attivazione di monitoraggio preventivo e di adeguati interventi esecutivi per minimizzare eventuali interferenze con l’esercizio delle opere autostradali”. Ora l’Autorità Portuale dovrà presentare le proprie controdeduzioni. Ed in tal senso, nell’ambito del procedimento penale che pende in Procura, Andrea Annunziata ha prorogato l’incarico di consulente tecnico all’ingegnere Angelo Spizuoco e quello legale al professore Andrea Castaldo. Il primo, in particolare, (al costo di 10mila euro) sarà chiamato a produrre valutazioni tecnico – amministrativa circa la relazione tecnica della Sam, nonché valutazione in merito all’approvazione dell’adeguamento progettuale alle prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sulla “cosiddetta variante” all’opera pubblica, il cui intervento è stato aggiudicato dalla Tecnis, azienda finita al centro di diverse inchieste giudiziarie e colpita anche da interdittiva antimafia.
Ma l’aspetto più preoccupante riguarderebbe quanto segnalato dalla società Autostrade che fin dal primo momento aveva mostrato le sue perplessità tecniche in merito alla variante al progetto originario delle gallerie di Porta Ovest. Preoccupazioni che con il tempo avrebbero portato la Sam ad evidenziare eventuali interferenze fra lo scavo e la tratta autostradale. Ora la nuova diffida e la richiesta di un monitoraggio costante e una attenta valutazione tecnica.




Scrivere per il web: cosa devi sapere

L’evolversi dei mezzi di comunicazione ha portato una differenza anche nel campo della scrittura, con il giornalismo 2.0 così come viene chiamato.

Oggi con la nascita di numerosi siti e l’importanza che i contenuti testuali hanno assunto per l’indicizzazione, la scrittura per il web è diventata una vera e propria arte.

 

La scrittura per il web o web writing, come da termine inglese, presenta una serie di caratteristiche peculiari e di accortezze da tenere a mente quando ci si appresta a scrivere un testo.

È indispensabile avere conoscenze base di internet, del funzionamento e delle dinamiche dei motori di ricerca, altrimenti il nostro testo verrà superato e sepolto dalle continue notizie messe on line.

Queste regole valgono per qualsiasi tipo di testo venga scritto, dal comunicato stampa al testo del proprio sito, al post del proprio blog.

 

Chi è abituato a scrivere in altri campi, come l’editoria cartacea, è avvantaggiato ma dovrà rivisitare il proprio stile tenendo conto delle regole di rete.

Uno dei primi consigli che viene dato quando si parla di scrittura per il web è quello di mettersi nei panni dell’utente: sembra strano ma è partendo da questo piccolo suggerimento che anche i motori di ricerca valutano i contenuti testuali.

Un articolo per il web deve essere scritto per gli utenti, immedesimarsi in loro e capire se quello che stiamo scrivendo sarà effettivamente di utilità per il lettore.
Il testo deve essere accattivante, originale e scritto in modo semplice.

Questo perché l’attenzione dell’utente davanti allo schermo è minore rispetto al cartaceo, la sua lettura è molto veloce e coglie solo alcuni punti.

È consigliabile anche citare sempre le fonti e, quando possibile, linkarle così da avvalorare la nostra tesi e dare ulteriori informazioni.

 

di Letizia Giugliano




Alle radici del cabaret italiano con Serena Autieri

L’artista napoletana farà rivivere, questa sera, sul palcoscenico dell’Arena del mare, alle ore 21,15, la Sciantosa Elvira Donnarumma e i tempi del Cafè Chantant

 Di OLGA CHIEFFI

 

La nascita del “Cabaret” è legato al Café-Chantant e le origini del Café-Chantant si perdono nella notte dei tempi, poiché fatti, misfatti e tradizioni provengono da una serie di aneddoti e notizie che danno la giusta misura della storia, a volte misteriosa e leggendaria, che avvolge questa parte dello spettacolo. Il termine “caffè” si udì per la prima volta a Marsiglia nel 1650, per indicare una bevanda importata dall’Oriente e che ben presto entrò in uso nelle abitudini dell’alta società. Il cartellone del Premio Charlot avrà un suo geniale epilogo, il 30 luglio, alle ore 21, 15 in cui ci condurrà alle radici della nascita del cabaret italiano, raccontateci da Serena Autieri, protagonista dello spettacolo “La Sciantosa”. La brava artista napoletana, vestirà i panni di una delle più celebri sciantose, Elvira Donnarumma, “la capinera napoletana”, colei che sovvertì le regole dell’apparire. Bassina e tarchiata, aveva però una voce che ammaliava, protagonista assoluta dello spettacolo scritto da Vincenzo Incenzo e diretto da Gino Landi. Quali furono le principali attrazioni del Cafè Chantant? E in quale modo hanno potuto monopolizzare l’attenzione di persone appartenenti ai più vari ceti sociali? Le figure tipiche rimasero le “sciantose” e i ” macchiettisti” che, col passare del tempo, si raffinavano e miglioravano la qualità di questa forma di spettacolo. Quello della vita della sciantosa è un quadro tutto ombre e luci, una creatura giunta dai bassifondi, decisa a crearsi un proprio spazio nel mondo, attraverso lo spettacolo, gettandosi alle spalle tradizioni, luoghi comuni e tabù. Serena Autieri, nella sua evocazione di Elvira Donnarumma, avrà al fianco un ensemble d’eccezione, capitanato da Enzo Campagnoli al pianoforte, con Claudio Romano alla chitarra e al mandolino, Antonello Buonocore al basso elettrico e double-bass, Antonio Muto alla batteria e Gianni Minale al sassofono, flauto e clarinetto. Lo spettacolo è dedicato ai tempi, agli spazi all’universo sonoro partenopeo, in un confronto plurilinguista, in cui la canzone è stata liberata da ogni manierismo esecutivo, per ridonarla all’ascoltatore filologicamente pura, ma con lo sguardo rivolto ad un futuro aperto ad ogni influenza diretta o indiretta, che la naturale evoluzione del linguaggio musicale ha esercitato su questa struttura compositiva. Crediamo di sposare le intenzioni di Serena Autieri, affermando che si possa definire canzone napoletana quel componimento musicale, i cui versi siano in dialetto napoletano e la cui melodia sia riconoscibile come napoletana, appartenente, cioè, ad una precisa etnia, così come avviene per il fado, il flamenco e per altri generi musicali di tradizione popolare. Tuttavia, risulta non facile fissare la specifica identità della canzone napoletana, perché essa è come una mare che ha ricevuto acqua da tanti fiumi. E’ figlia della poesia, come quasi tutti i canti di antica tradizione, e ha espresso, come le è universalmente riconosciuto i sentimenti, la storia e i costumi di un popolo. Il fatto singolare è che la canzone, “porosa” come la città – per dirla con la definizione che Benjamin coniò per Napoli -, ha assorbito tutto, riuscendo a rimanere in fondo se stessa. Malgrado sia stata contaminata, nel tempo, da sonorità appartenenti ad altre culture e ad altri generi musicali, la melodia napoletana è riuscita a conservare un suo codice di riconoscimento. Profumi e melodie partenopee, arabe, spagnole ed americane incanteranno per due ore la platea, coinvolgendola nelle performance recitative e canore della bellissima Serena Autieri, la quale ricreerà l’atmosfera primo novecento dei Café Chantant, da dove ci invierà diverse cartoline con le melodie più belle del repertorio partenopeo, da “I’ te vurrìa vasà”, a “Guapparia”, passando per “Come t’ha fatt(e) mammeta”, “Santa Lucia”, “ ‘O surdato ‘nammurato“, “’A tazz’e cafè”, “Ninì Tirabusciò”, “Reginella, “Malafemmena”. Musiche e versi che con i loro contenuti hanno raccontato semplicità ed erotismo, essoterismo e magia, rituali sacri e profani, feste popolari. Ed è proprio qui che trova origine questo incredibile canzoniere, dove le suggestioni, le intonazioni, le evocazioni del nostro vernacolo si trasformano in un canto ora dolente, ora euforico, capace di esprimere l’eterno incanto dei sensi di questa magica sirena Partenope. Dal mare nascono e al mare ritornano, infatti, le note di questo concerto, che abbracciano la tradizione popolare, la “poesia cantata” del repertorio d’autore, completata dalla memoria sonora collettiva con il vigore ritmico e l’aggressività espressiva che sa trasformarsi in danza e nella eterna sfida del popolo partenopeo alla vita.




Atmosfere medievali con il duo Olam Ein Sof

Oggi, la XIX edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour firmata da Antonia Willburger, ospiterà nell’Area Archeologica di Fratte il concerto presentazione del progetto di Marcelo Miranda e Fernanda Ferretti

 Di DAVIDE NAIMOLI

Atmosfere medievali questa sera, nell’area archeologica di Fratte, per il cartellone della XIX edizione dei Concerti d’ Estate di Villa Guariglia in tour, firmato da Antonia Willburger. Il festival, ospiterà l’Esperito Mundo che proporrà, alle ore 21, il duo Olam Ein Sof con Marcelo Miranda compositore, Chitarra, Mandolino, Cetra e Charango e Fernanda Ferretti Chitarra, Voce, Percussioni e mandolino. Tra folk, mitologie e musiche medievali, distaccato dalla realtà e interessato all’archeologia di sensazioni e suggestioni vetuste, perdute, tra suoni arcaici, tematiche esoteriche e letterarie, occultismo e pessimismo storico sono le fondamenta contenutistiche del cosiddetto neo-folk. Etnismo, fascinazioni runiche, gnosticismo, atmosfere noir e misticismo fanno dell’apocalyptic folk una specie di poetica crowleyana in bilico tra ambient bucolico e suoni acustici. Seguendo l’estetica di una nuova deriva tradizionale, più dark e sincretica, dal tenore quasi religioso, troviamo gli Olam Ein Sof, nome cabalistico, dal significato complesso, ma traducibile con ‘infiniti mondi’ (come l’arte, senza frontiere e trascendentale). La band suona tra fiere medievali e concerti, tra il Sud America e l’Europa ‘latina’, evidenziando che questo duo interagisce (nelle sue esibizioni) con altri tipi di arte, come danza, letteratura e arti visive. La loro discografia comprende cinque album: “Immram” (2004), “Celtic Mythology” (2005), “Dark Moon” (demo cd 2006), “Ethereal Dimensions” (2010) ed infine l’ultimo progetto “Reino de Cramfer” , che verrà presentato a Salerno. “Reino de Cramfer” è un luogo cosmico, profondo e con infinite possibilità; i brani ci trasportano tra galassie e altre dimensioni, tra miti e antiche storie; è anche il primo disco con testi in lingua portoghese e per esso sono stati utilizzati strumenti classici, come chitarre acustiche, mandolino, charango, cuatro venezuelano, citara vox, arpa, flauto. Un album che ha una bellezza mistica, che cresce ascolto dopo ascolto; “Reino de Cramfer” è un percorso magico, tra suoni medievali, folk, utili per intrecciare l’unicità di questo ipotetico viaggio mentale.




Paravia, niente multe, avevo le coliche

Nel mirino del quotidiano Il Fatto finisce l’ex senatore Nino Paravia, ex Pdl e alle ultime elezioni candidato con Fratelli D’Italia. L’argomento? Il pagamento di una multa. La giustifica? Secondo il quotidiano di Travaglio un mal di pancia. Per non pagare 264 euro e perdere sei punti della patente. Paravia scrive al Prefetto di Milano spiegando che ha un’invalidità e proprio quel giorno, a quell’ora, mentre era in auto veniva colto da malore che lo costringeva “a superare di pochi chilometri il limite prescritto per consentirgli di raggiungere la prima area di sosta possibile e ricevere le cure del caso”. Ne discende, a suo dire, il diritto a non pagare. Per rafforzare la richiesta scrive il ricorso su carta intestata del Senato, dove -osserva il Fatto – non mette piede da tre anni. L’ufficio notifiche respinge. La decisione è sul tavolo del Prefetto. La multa risale a metà gennaio. Al volante del suo Range Rover Paravia percorreva il cavalcavia del Ghisallo, tristemente noto ai milanesi per le telecamere che non perdonano. Velocità consentita 70, accertata 111 km l’ora. Non proprio “pochi chilometri più del limite”. Ma Paravia aveva un’urgenza in corso. “Voglia la Signoria Vostra Illustrissima – scrive al Prefetto, su carta intestata di Palazzo Madama – dichiarare l’illegittimità della sanzione pecun​iaria e comunque annullarla, in quanto la predetta violazione non è tale, in virtù delle condizioni di assoluta emergenza segnalate”. Allega all’istanza un verbale dell’Inps che comprova la sua condizione di invalido civile. E pure un pass per il parcheggio rilasciato dal Comune di Salerno. Ma non c’è niente da fare. Un inflessibile, insensibile, irrispettoso forse vendicativo “agente delle procedure sanzionatorie” non sente ragioni e dà parere contrario all’istanza. Le motivazioni del ricorso non rientrano nei casi di esclusione di responsabilità che si possono eccepire solo se spinti “dalla necessità di salvare sé o altri da un pericolo attuale di un danno grave alla persona” (art. 54 C.P)”. E aggiunge: “Anche in considerazione del fatto che persino alle autoambulanze, inequivocabilmente dirette a prestare soccorso urgente, non è consentita l’inosservanza delle disposizioni del presente Codice della Strada”. Il caso vuole che giusto tre mesi dopo, l’8 aprile 2016, alle 11 del mattino circa, -scrive ancora Il Fatto – lo stesso Land Rover si ritrovasse a passare sullo stesso tratto di strada. Altra infrazione, altra multa e altro ricorso di Paravia alla “Signoria Vostra Illustrissima”: “Fui colto da problemi fisici inerenti le mie patologie e per ragioni quindi di assoluta emergenza fui costretto a superare di pochi chilometri il limite prescritto per consentirgli di raggiungere la prima area di sosta e ricevere le cure del caso”. Proprio quel giorno, a quell’ora, mentre era in auto​.​ Il testo è una fotocopia dell’altro, ​anche stavolta su carta intestata del Senato della Repubblica, da cui Paravia è​ però​ uscito tre anni fa ​perché ​alle elezioni politiche del 2013 è risultato primo dei non eletti in Campania. E non risulta, incomprensibilmente, tra i senatori a vita della Repubblica​. (da Il Fatto)




La rivolta dei tabaccai, la Fit replica con il Presidente Santelia

L’inchiesta di Cronache sulla crisi dei tabaccai provoca la risposta della Fit di Salerno attraverso il suo presidente Raffaele Santelia. “Sono emerse inesattezze che -ribadisce il Presidente· è opportuno rivedere e chiarire. II nostro sindacato, di gran lunga il più rappresentativo della categoria, opera da sempre nell’interesse dei tabaccai, sia a livello nazionale che locale. Garantisce assistenza sindacale su tutto il territorio nazionale, da nord a sud, previa iscrizione e il pagamento di una quota annuale che, sulla base di una classificazione AAMS, va dai 30 ai 150 Euro. E sia chiaro -sottolinea Santelia -che l’associazione è spontanea e di conseguenza la quota associativa niente affatto “estorta”. Ciò anche in considerazione del fatto che nel rinnovo annuale non intervengono automatismi di sorta, visto che la quota si versa tramite conto corrente postale. Riguardo al pagamento dell’Una Tantum -continua il Presidente Provinciale FIT di Salerno -mi corre l’obbligo specificare che essa è dovuta allo Stato ogni nove anni, cioè ogni qualvolta si debba rinnovare la concessione e che il suo l’importo ammonta al 10% dell’aggio percepito nell’anno precedente dalla tabaccheria. Non certo quindi del 50% dell’aggio come, ancora una volta erroneamente, dichiarato nell’articolo”. Il Presidente precisa ancora: “Altro argomento che mi sta a cuore: Ecomap. Si tratta di un Ente preziosissimo per il nostro lavoro grazie al quale noi tabaccai possiamo avvalerci di una serie di servizi, che spazi ano dal rilascio delle fidejussioni all’assistenza sanitaria, a costi concorrenziali, se confrontati con le principali compagnie assicurative italiane, con premi che variano a seconda di quanto la tabaccheria produce. Di questo, il tabaccaio è ben informato e, quindi, affermare, come nell’articolo intitolato ‘Chiuso da 2 mesi altro tabacchi’, che l’Ecomap ‘prende ogni anno almeno altri 2500 euro da ogni tabaccaio’ è, nuovamente, inesatto”. Sul ruolo del sindacato Santelia precisa: “La FIT dorme? Direi proprio di no, perché la FIT è sempre all’erta su più fronti, non ultimo quello della sicurezza su cui peraltro godiamo del sostegno del Governo. Infatti, la risposta concreta è arrivata circa due anni fa con la sottoscrizione di un protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Interno e la FIT che prevede il collegamento video direttamente con le centrali operative delle Forze dell’ordine. Non solo, a giugno scorso -prosegue Santelia -in occasione dell’ Assemblea Nazionale FIT presieduta dal Presidente Nazionale, Giovanni Rissa, abbiamo avuto un’ulteriore occasione per ribadire le nostre necessità in tema di prevenzione e lotta alla criminalità grazie alla presenza e all’interessamento del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che, avviando un tavolo con la FIT, ne sosterrà la causa. Troppi patentini assegnati, si contesta. Ebbene, dopo lunghe trattative con l’Amministrazione continua Santelia . un nostro importante intervento sindacale si è concretizzato con successo nell’ormai noto Decreto ministeriale n. 38 che ha posto numerosi paletti al rilascio dei patentini”. “Infine -conclude il Presidente -riguardo la situazione in cui versa la rivendita tabacchi di via Nizza, sebbene me ne dispiaccia come tabaccaio, non posso pronunciarrni perché non associata alla Federazione Italiana Tabaccai”.




Street control, multe su vendite giù «Così ammazzano le nostre attività»

Ha suscitato immediato interesse la petizione lanciata da Davide Gatto, proprietario de “Il Cigno”, che contesta all’amministrazione comunale l’introduzione del cosiddetto “Street control”. In calce al testo della petizione, pubblicata su http://ilgattoquotidiano.info, compaiono già 63 timbri appartenenti ad altrettanti esercenti, tutti contrari all’introduzione di questo strumento (capace di rilevare numero di targa, numero delle revisioni effettuate, nonché la regolarità dei pagamenti per le assicurazioni sui veicoli) che ridurrebbe notevolmente l’afflusso di clienti. L’idea iniziale era quella di dimezzare, invece, i casi che concernono l’irregolarità dello stazionamento di molte auto in doppia fila. «Non siamo assolutamente contrari alle sanzioni per chi parcheggia in doppia fila» precisa Gatto, riferendosi alle accuse provenienti dall’assessorato «ma l’assenza di parcheggi e posti auto, unita al sanzionamento dello Street control, scoraggia molti clienti che potrebbero spendere». La petizione è nata, infatti, quasi spontaneamente dagli scambi d’opinione intercorsi in un gruppo di commercianti e giornalisti. «Dato che esistono già molte problematiche, noi chiediamo che il servizio venga sospeso: non sarebbe stato il caso d’iniziare con un’iniziativa del genere, quando c’è bisogno invece di attrarre il più possibile il pubblico per far sopravvivere i negozi». Il problema, infatti, riguarda non solo l’effettiva difficoltà, per i clienti, di trovare luoghi atti alla sosta e al ritiro di merci acquistate, ma anche, ad esempio, i costi dei parcheggi a pagamento, il traffico generato dalle consegne a domicilio dei venditori online e i tempi di carico e scarico merci. «In passato, nel centro di Salerno si contavano ben 10 parcheggi: ora ce ne sono a stento 5. La tariffa per la sosta in Piazza della Concordia è troppo alta, 2 euro ogni ora e frazione, e lo stesso parcheggio di Piazza Malta, che conta comunque pochi posti auto, è stato convertito in box per residenti. Ma non solo» spiega il portavoce della petizione «Si pensava che alcuni cantieri sarebbero stati smantellati in tempi più brevi, e non solo non è stato così, ma non si è nemmeno provveduto a creare parcheggi provvisori. Noi ormai parliamo come dei sopravvissuti, perché molti hanno chiuso. I pochi posti auto presso la Stazione Marittima non bastano, perché se ogni negozio conta circa tre commessi già noi bastiamo a riempire le zone di sosta. E poi c’è un punto nodale che riguarda carico e scarico merci: il tutto avviene sempre in doppia fila, poiché le poche piattaforme non vengono utilizzate correttamente, e poi se le consegne avvenissero dalle 14.00 alle 17.00 come stabilito noi dovremmo restare spesso aperti apposta: sono orari assurdi». Inoltre, «dopo il fallimento del Cstp non è stato fatto nulla per risollevarne le sorti, e questo va a scapito non solo dei clienti, che hanno paura di attardarsi, ma anche dei tanti giovani che lavorano nei bar e magari non hanno neanche la patente». Ma la questione interessa anche i turisti che hanno necessità di alloggiare nei B&B in centro, e non riescono facilmente a parcheggiare per scaricare i bagagli, nonché le scuole. Ma la situazione davvero sconcertante è un’altra. «Siamo noi commercianti a sovvenzionare il parcheggio dei clienti paganti, tramite convenzioni con posteggi privati. Se comprano qualcosa, gli rimborsiamo il costo della sosta». Anche Anna Spirito, proprietaria dell’omonimo esercizio commerciale del Centro Storico, afferma: «Tutti vanno nei centri commerciali perché qui non trovano parcheggio. Inutile lo Street control, per la disperazione stavamo pensando di organizzare una serrata generale». E Gravagnuolo aggiunge: «Il servizio è attivo già da alcuni giorni, e abbiamo riscontrato un calo di vendite pauroso». Un inizio davvero poco felice.