Suicida in Costiera Amalfitana, cc tenta di salvarlo invano

Tenta di salvare un uomo che voleva suicidarsi ma gli muore davanti agli occhi. Ã la tragedia alla quale ha assistito un carabiniere della Compagnia di Amalfi (SALERNO) accorso oggi, insieme con un altro militare in località Capo d’Orso, a Maiori dove un passante aveva segnalato una situazione di pericolo avendo sentito una donna gridare. Sul posto, infatti, vi era anche la figlia dell’ uomo. Il carabiniere si è trovato davanti un uomo di 67 anni, originario di Cava de’ Tirreni, che si è lanciato davanti ai suoi occhi da un’altezza di circa 250 metri. Si è suicidato portando con sé la sua bicicletta con la quale era arrivato fino a lì. Prima del gesto, il sessantenne aveva contattato telefonicamente un figlio dicendogli che avrebbe fatto l’ultimo bagno della sua vita proprio a Capo d’Orso. La figlia, intuendo il pericolo, era corsa in suo aiuto e aveva anche individuato la zona in cui si trovava il padre senza, però, riuscire a trovarlo. La 35enne, rimasta con l’altro militare intervenuto, ha cercato di raggiungere il burrone per lanciarsi a sua volta ma è stata bloccata e tratta in salvo. La depressione del suicida sembrerebbe derivare da alcuni recenti problemi di salute e dalla scomparsa della moglie, avvenuta anni prima.




Maiori. Suicida un 67enne di Cava de’ Tirreni.

Si suicida gettandosi da 50 metri di altezza. Verso le 14 si suicidato Nicola D’Amico, 67enne pensionato originario di Cava de’ Tirreni ma residente a Baronissi, pensionato del Comune di Fisciano, si è lancianto da una piazzola della strada Amalfitana, all’altezza di Capo d’Orso, a Maiori. L’uomo è finito sugli scogli ed è morto all’istante. Il 67enne era arrivato in Costiera asieme alla figlia ed era in bicicletta.

Ulteriori particolari sul nuemro in edicola domani su Le Cronache

Giantonio Gigantino




Salerno: nati nel Reparto di “ Gravidanza a rischio “ del Ruggi, tre splendidi gemellini

La mamma Gargano Rossella di 29 anni della provincia di Avellino, impiegata, ed il papà, Alessandro Salzano di anni 43, attuale Capo della Squadra Mobile di Benevento si sono affidati al Reparto di “ Gravidanza a rischio “ del Ruggi diretto dal dr. Raffaele Petta.

Il parto è avvenuto il 29 luglio.

Il primo a nascere è stato Raffaele con il peso di 2.128 grammi, il secondo Enrico, con il peso di 2. 265 grammi e la terza, Maria Francesca con il peso di 1.700 grammi.

Il parto è stato assistito dai dottori Mario Polichetti, Raffaele Petta, Giuseppe Allegro, con l’ostetrica Carolina De Prisco e le Anestesiste dottoresse Carmela Marsicano e Flora Minichino.

Ad assistere i bimbi sono stati i dottori Dino Alfano, Giuseppe Vassallo e Marilena Delgiorno. Attualmente i bimbi stanno bene.

“Durante il parto è stato adottato un nuovo metodo di raccolta del sangue per la conservazione delle cellule staminali: il prelievo è stato eseguito dopo l’estrazione di ogni feto e non contemporaneamente alla fine come si fa in genere” asserisce il dr. Mario Polichetti, Ginecologo di fiducia della paziente.

“Il parto trigemino ha una frequenza di 1 su 6.400; si è avuto un incremento negli ultimi anni per l’avvento delle tecniche di fecondazione assistita. La eccezionalità di questo evento è dovuta al fatto che questa gravidanza non è avvenuta con le tecniche di fecondazione assistita ma spontaneamente afferma il dr. Raffaele Petta, Direttore del Reparto di “ Gravidanza a rischio “ del Ruggi.

“ Siamo felici ed emozionati; rivolgiamo attestati di stima e gratitudine a tutta l’equipe della Gravidanza a rischio e della TIN per la efficienza e le competenze professionali dimostrate e per la grande sensibilità umana” dichiarano i genitori dei bimbi.




Rinasce l’ Uliveto dell’ azienda Monte dei Mele

 

Domani, alle ore 18,30 a Sicignano in via Pagano 73, presentazione Progetto Livingstones 2015 Gruppo “Terre Alte” CAI: Ripristino produttivo paesaggistico dell’uliveto in località Sottocorte di Sicignano degli Alburni, vernissage mostra documentaria e passeggiata tra gli ulivi

 Di OLGA CHIEFFI

Sul versante nord-ovest degli Alburni, alle pendici del massiccio, il borgo medievale di Sicignano che culmina nel castello normanno-svevo ora noto come castello Giusso,  è collegato al borgo di Galdo degli Alburni da un ripido sentiero a scalinata, il sentiero di Santa Domenica, protettrice dei viandanti. Qui il sentiero inizia a costeggiare i terrazzamenti dell’ Uliveto dell’Azienda Agricola Monte dei Mele. Dovendo superare un dislivello di circa 250 m. il sentiero si svolge a tornanti per  1,2 km, in parte lastricato di pietra bianca calcarea dell’Alburno, resa liscissima dal calpestio di uomini e animali da soma. Alla metà circa si apre una balconata rocciosa, detta “di Santa Domenica”. Da qui lo sguardo spazia sulla piana di Galdo con a sud-est la valle del Tanagro e a sud-ovest l’alta valle del Sele. Il sentiero, sempre costeggiando con tornanti l’uliveto approda poi nella parte alta di Galdo, nel rione dei “Casalini”, tipiche abitazioni in pietra ad un piano ed un unico vano, con tetto a falda unica, ora purtroppo ridotti a rudere. Il sentiero ha avuto una sua utilità fino agli anni ‘60 quando ancora gli studenti di Galdo lo utilizzavano per salire a scuola a Sicignano. Poi, l’importanza di questa via di comunicazione, attiva per secoli, si è spenta. Essa tuttavia è sentita come luogo talmente importante della vita e dalla storia delle comunità locali, da essere attualmente oggetto di una misura  Por specifica per il ripristino, e di due manifestazioni annuali, una fiaccolata di mezza estate al tramonto partendo da Sicignano, con incontro delle due comunità nella piazza di Galdo e degustazioni enogastronomiche, e una Via Crucis in primavera partendo da Galdo. Sabato sera, alle ore 18,30 a Sicignano in via Pagano 73, verrà illustrato da Anna Maria Martorano Operatore Naturalistico Culturale Nazionale Cai, Camillo Gallo Ingegnere e socio Cai, Palmyra Amato, titolare dell’Azienda Agricola “Monte dei Mele”, in Sicignano degli Alburni, unitamente all’agronomo Nicola Mastrangelo, il progetto per il ripristino di questo uliveto che si estende per più di un ettaro lungo lo svolgersi del sentiero. La longevità delle piante,  è testimonianza  di un impianto molto antico la cui origine si perde nella memoria storica. Seguirà il vernissage della mostra documentaristica sullo storico uliveto di Sicignano, curata da Camillo Gallo e una passeggiata al tramonto nei luoghi del recupero.

 




Battipaglia, al via i lavori al depuratore di Tavernola

BATTIPAGLIA. La Commissione Straordinaria, con Deliberazione n.109/G del 30.07.2015, ha approvato il progetto definitivo di adeguamento funzionale dell’impianto di depurazione di Tavernola.

Il progetto viene trasmesso alla Stazione Unica Appaltante istituita presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Salerno, per l’espletamento delle procedure di gara.

I lavori inizieranno entro il prossimo mese di ottobre, per essere completati nei primi mesi del 2016.

L’impianto di depurazione. una volta entrato a regime, permetterà di trattare rifiuti fognari pari a 200 litri al secondo, rispetto agli attuali 40 litri al secondo, soddisfacendo il fabbisogno di circa 60.000 abitanti, ferma restando la realizzazione del collettore principale del quartiere Belvedere, pure in fase di espletamento di gara.




Nocera Inf./Pagani. Torquato e Bottone. Problemi di Giunta. A settembre è rimpasto

NOCERA INFERIORE/PAGANI. «Ha da passa’ ‘a nuttata» o meglio «’a stagione». Rielaborando l’eduardiano adagio, per la politica nocerina e paganese, la ripresa autunnale sarà foriera di cambiamenti. Due sindaci protagonisti, Manlio Torquato di Nocera Inferiore e Salvatore Bottone di Pagani, entrambi accomunati non solo dalla storia, da una piazza che divide i due comuni ma soprattutto dal mercato ortofrutticolo. Mercato che dovrebbe passare dalle mani della Regione a quella dei due comuni e che per ora, proprio i due sindaci, politicamente non controllano, visto che Nocera è di fatto fuori dalle logiche gestionali, e Pagani arranca all’esterno, atteso che il presidente dell’ente mercatale, il paganese Vincenzo Paolillo, dopo l’insuccesso elettorale delle ultime regionali, pare voglia riavvicinarsi a Pasquale Aliberti, super sindaco scafatese. E di fatto, sia Torquato sia Bottone, di riferimenti politici fuori dalle loro città non ne hanno molti. A Pagani, l’unico rappresentante è Alberico Gambino, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che sferza continuamente l’amministrazione Bottone. Il sindaco paganese pare avesse un feeling particolare con Enrico Coscioni, ma di voti a Pagani per il candidato alle regionali di Campania Libera ne sono usciti meni del previsto. A Nocera, Torquato potrebbe sperare in un rapporto, tutto da costruire, con il governatore Vincenzo De Luca, ma già ha di traverso il pd locale.
E poi entrambi hanno problemi di giunta. Da mesi, Bottoni deve rioccupare la casella dell’ambiente dopo il ritiro della delega a Alfonso Marrazzo, voluto da “Grande Pagani”, lista civica di cui è patron Paolillo, e da questi defenestrato. Bottone attenderà, probabilmente settembre, per la nomina del nuovo responsabile dell’ambiente, anche perché in “Grande Pagani” (che dopo il risultato di Paolillo alle regionali, politicamente “fa un po’ meno paura”) non c’è un’unità sul nome da indicare al posto di Marrazzo, e c’è qualcuno che vorrebbe il ritorno dello stesso ex assessore come “sacrificio” da offrire sull’altare dell’amicizia con Aliberti, visto che Marrazzo è un suo fedelissimo.
A settembre, poi, dovrebbe nascere la nuova giunta Torquato, con elementi nuovi, secondo alcuni almeno tre, secondo altri si salverebbe solo Mario Campitelli. Il primo cittadino nocerino deve dare nuovo slancio a una giunta in molti settori epoca e assicurare maggiore attenzione ad altri, come il commercio, che avrebbero bisogno di un assessore e non di un consigliere delegato. Torquato è a un bivio se vuole investire sulla sua rielezione o riavvia la macchina-giunta o rischia di rimanere al palo.
Fulvio Damiano




Consorzio Farmacie: Inserra presidente e Accardi nel cda. Aliberti: “una conquista per Scafati”

SCAFATI – Nell’ambito dell’assemblea dei soci del Consorzio Farmaceutico (Scafati, Eboli, Capaccio, Cava de’ Tirreni, Salerno) è stato nominato Presidente il dott. Andrea Inserra e nel cda il dott. Filippo Accardi.

Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: “Ad oggi Scafati è il Comune del Cfi con più quote, un risultato importante per la Città che ci darà l’occasione per migliorare i servizi e avere nel Consorzio riferimenti con cui dialogare nei prossimi anni per le politiche aziendali”.

Il componente del cda del Cfi, Filippo Accardi: “Mi preme ringraziare tutti i consiglieri di maggioranza per aver condiviso la mia nomina al Cfi e il nostro primo cittadino Pasquale Aliberti per il conferimento di un incarico attinente alla mia professione. Colgo l’occasione per porgere i miei auguri al neo assessore Nicola Acanfora ed al neo consigliere Diego Del Regno.
Ringrazio ancora tutto l’organico dell’ufficio scuola, tutti i dirigenti scolastici, i capo area, i dipendenti comunali e l’Amministrazione tutta per la loro collaborazione e disponibilità in questo mio anno da assessore”.

 




Battipaglia. Denunciato ventenne spacciatore

BATTIPAGLIA. Nella giornata di ieri nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, personale della Polizia di Stato del commissariato di pubblica sicurezza di Battipaglia, congiuntamente a quello del commissariato sezionale di Torrione ha denunciato un noto pregiudicato ventenne di Battipaglia poiché responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, nella tarda mattinata di ieri, nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del giovane hanno rinvenuto, occultate sul balcone di pertinenza dell’appartamento, alcune piantine di canapa indiana del tipo indica, di piccole dimensioni. Nel vano cucina, sono stati recuperati, inoltre, dagli agenti un bilancino di precisione utilizzato per pesare la sostanza stupefacente, della carta velina ed argentata per il confezionamento della stessa nonché un involucro contenente alcuni semi.

Il materiale rivenuto è stato, pertanto, sottoposto a sequestro, mentre il ventenne è stato deferito in stato di libertà alla locale autorità giudiziaria.

[comunicato stampa]




Nocera Inferiore. Ginecologo aggredito: E’ allarme sicurezza all’Umberto I. Ora Basta!

PUBBLICATO DA LE CRONACHE OGGI IN EDICOLA

NOCERA INFERIORE. Medico dell ‘Umberto I aggredito in corsia.
Ed ora basta! Non ci sono più parole per commentare l’ennesima aggressione a un medico dell’ospedale “Umberto I”.Ormai è diventato una moda: «picchia il medico». L’ultimo episodio è accaduto mercoledì scorso, nel primo pomeriggio,  al reparto di ginecologia dell’ospedale di Nocera Inferiore, dove il compagno di una nocerina in stato interessante ha sferrato un ceffone al medico, una donna, che stava ricoverando la paziente. Il camice bianco è dovuto ricorrere al pronto soccorso, sono partite le denunce e la solita trafila si è messa in moto. Insomma, tutto come al solito. Lo stesso dell’infermiere al quale hanno rotto pochi giorni fa il naso,
o della “dottoressa” malmenata al  pronto soccorso e si va avanti così, quasi a dire «stiamo a Nocera che volete fare». E no, adesso basta! O i vertici dell’ospedale sono in grado di assicurare la sicurezza degli operatori o meglio che vado a fare altro!
Non si può assistere a questo stillicidio giornaliero di medici e infermieri malmenati.
Urge un incontro con la Regione Campania per affrontare questo e altri problemi dell’ospedale di Nocera Inferiore come il sovraffollammento. Da anni si continua a scrivere e denunciare che il pronto soccorso e i reparti dell’Umberto I gestiscono un numero di interventi insopportabile per una struttura di quelle dimensioni. Con la chiusura del “Mauro Scarlato” di Scafati e di alcuni altri presidi anche privati del napoletano, da Torre Annunziata a venire fino all’Agro nocerino c’è poco o nulla per soddisfare le esigenze sanitarie di 200 mila abitanti che si riversano in massa all’”Umberto I”. E così si assiste al paradosso che il nocerino o lo scafatese vengono poi ricoverati a Vallo della Lucania, per carenza posti nel nosocomio della loro zona, invaso da pazienti del napoletano che non hanno servizi sufficienti. Va riaperto immediatamente l’ospedale di Scafati, unica soluzione per evitare che l’”Umberto I” esploda. In più, l’ospedale di Nocera è considerato un’eccellenza e questo fa si che ancor di più tanti si rivolgano ad esso. C’è la corsa, ad esempio, a partorire al reparto nocerino di ostetricia e ginecologia (il secondo per numero di parti in Campania) e la sua Tin, la terapia intensiva neonatale, sono considerate tra le migliori della regione. Ma i posti letto sono scarsi e, spesso, trovano difficoltà a ricoverarsi anche i casi urgenti come le gravidanze a rischio.
L’ospedale nocerino va comunque potenziato anche con la riapertura di quello di Scafati. Le politiche di gestione della sanità nella fascia sud della provincia di Napoli e nell’area nord di quella di Salerno hanno provocato una situazione di crisi ormai ingestibile: la Regione ponga rimedio in tempi brevi.




Regione. «Consiglio lento, metto la fiducia»

di Andrea Pellegrino

Lavori consiliari troppo lenti, De Luca annuncia che si introdurrà il “voto di fiducia”. Pare proprio che al governatore De Luca non sia andato proprio giù il rinvio, durante la scorsa seduta di lavori consiliari, del punto relativo alla variazione di bilancio per la ricostituzione del fondo di disabilità, approvata poi ieri dalla maggioranza. La comunicazione arriva durante i lavori della seduta consiliare. «Si va troppo lentamente», dice De Luca che richiama i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione. «Siamo stati chiamati a risolvere i problemi della gente – dice – ed invece ho seguito il dibattito di queste due sedute del Consiglio regionale e non nascondo anche un mio relativo sconcerto». Così il governatore annuncia: «Prenderemo i provvedimenti che riguardano il Regolamento e lo Statuto: il primo che prenderemo, d’intesa con i capigruppo della maggioranza, sarà l’introduzione del voto di fiducia sui provvedimenti che la Giunta ritiene siano urgenti ed utili sulla scia di quanto decide il Veneto del benemerito Zaia. Se pensiamo di governare questa Regione avendo questi tempi di decisione è meglio che ce ne andiamo a casa tutti ed in ogni caso non intendo violare l’impegno che ho preso nei confronti dei cittadini della Campania». «Per la quantità di decisioni che dobbiamo approvare – prosegue Vincenzo De Luca – se qualcuno davvero pensa che possiamo procedere in questo modo penso sia fuori dal mondo». Statuto della Campania e il Regolamento del Consiglio regionale prevedono già il voto di fiducia. La possibilità è però limitata ai provvedimenti legislativi che hanno a che fare con il bilancio. Anche l’ex presidente Caldoro se ne è avvalso. Se passasse la proposta di De Luca di prevedere il voto di fiducia su tutte le leggi, allora cambierebbe completamente lo scenario. E qualche consigliere alla buvette del Consiglio regionale, dopo il discorso del presidente già così commentava: «Così De Luca sarebbe un vero duce». Ma in aula si consuma anche il primo vero scontro politico tra Vincenzo De Luca ed il suo predecessore Stefano Caldoro. Dopo il fair play della prima seduta, gli animi questa volta si sono scaldati. Soprattutto sul terreno della sanità. Carte alla mano, già prima della seduta, Caldoro dice che «per insipienza della Giunta De Luca, la Campania ha già perso 180 milioni strutturali per il riparto nazionale della sanità». Il tutto, nella ricostruzione di Caldoro, perché la regione non si è presentata alla Conferenza indetta sul tema il 2 luglio scorso «cancellando in una notte i risultati di una battaglia che avevamo fatto per anni». Questo perché, in concreto, già a partire dall’anno in corso, secondo quanto sostiene Caldoro, «nella ripartizione del fondo nazionale per la sanità, verranno di nuovo presi in considerazione i criteri sull’anzianità della popolazione». La reazione di De Luca è netta e dura. «Ho scritto a Roma e mi è stato risposto che non c’era nessuna riunione. Mi hanno detto che si deve ancora svolgere. Quindi quello che l’ex presidente ha detto, armato di tablet, era una palla. Pensasse invece a quello che ha combinato con i fondi europei portando a possibile rischio di dissesto tanti comuni della Campania dopo aver proceduto con progetti di accelerazione della spesa». «Io mi considero un guerriero pacifico – la sottolineatura politica – e se l’opposizione vuol collaborare mi va bene. Ma se invece si fa un accordo (la settimana scorsa, ndr) e oggi si viene in aula e lo si rinnega, no. Io dico che sono contento di dover usare la sciabola». Infine la replica di Caldoro: «Non è con la paura che si risolvono i problemi, non è alzando la voce che si affrontano le questioni».