Scafati. Strisce blu ok alla proroga da parte dell’Acse

BARONISSI. Raccolta differenziata all’80 per cento nel centro della Valle dell’Irno: esulta il sindaco Gianfranco Valiante. Il
Scafati . Strisce blu ok alla proroga.
È arrivato nel tardo pomeriggio di oggi il via libera da parte del cda dell’Acse alla proroga del contratto per altri sei mesi alla ditta Pubbliparking. Dunque salvi i circa venti dipendenti in forza ora alla Pubbliparking e prima all’Aipa. Una proroga che potrebbe durare anche meno dei sei mesi previsti oggi perché sarebbe in funzione dello svolgimento del procedimento di gara che a breve l’Acse pubblicherà e che vedrà assegnare il servizio di sosta a pagamento sul territorio per 5 anni alla futura ditta vincitrice del bando. Nel prossimo bando a procedura aperta sarà inserita anche la clausola sociale che salvaguarderá i lavoratori dipendenti già in forza per l’espletamento del servizio . Oltre alla clausola sociale  sarebbe previsto anche un maggiore campo d’azione sia in termini gestionali che decisionali da parte dell’Acse sul servizio, caratteristiche tipiche del servizio “in house providing” . La gestione “in house providing” si diversificherà dal precedente rapporto con Aipa prima e Pubbliparking ora proprio per una gestione che vedrà la partecipata comunale nelle capacità di intervenire nel rapporto e non essere solo mandataria e affidataria da parte del Comune. Tutta la procedura avvenuta oggi è una conseguenza del deliberato del tanto chiacchierato consiglio comunale del 27 novembre scorso . Un deliberato che in consiglio passò  come immediatamente eseguibile ma che sull’albo pretorio risulta non immediatamente eseguibile per il non raggiungimento del quorum che secondo l’art. 134 del Tuel deve essere approvato con la maggioranza dei componenti dell’assise. Stamane il consigliere comunale Diego Del Regno e l’assessore Antonio Pignataro invece sostenevano che questa regola fosse valida solo per le votazioni di bilancio e quindi si tratterebbe solo di un mero errore di trascrizione da parte di qualche dipendente . Questa sarà l’ennesima querelle da chiarire, intanto domani sera si svolgerà il consiglio comunale che all’ordine del giorno lo stesso argomento approvato il giorno 27 : Acse, proroga della gestione quinquennale.
Gennaro Avagnano




Salernitana, in attacco arriva Maritato

di Fabio Setta

Piergiuseppe Maritato. E’ questo il nome dell’attaccante che andrà a rinforzare il reparto offensivo di mister Menichini. Il dg della Salerniana Fabiani ha praticamente chiuso con il Vicenza per l’arrivo del possente attaccante, classe 1989. Prima punta, forte fisicamente, Maritato proverà a Salerno a mettersi alle spalle un periodo nero. Infatti il giocatore a inizio stagione si è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro e ora sta cercando di recuperare. L’anno scorso in Prima Divisione col Vicenza, oltre un gol in amichevole contro il Sidney di Alessandro Del Piero, ha realizzato otto reti. Alcune delle quali molto belle come ad esempio quella in sforbiciata contro il Lumezzane. Idolo della curva per il gol decisivo nel derby contro il Venezia ha saltato poi la parte finale di stagione a causa di un problema muscolare. Cresciuto nella Juventus, Maritato passato alla Fiorentina ha giocato anche con Gallipoli, Giulianova, Reggiana, Sorrento e Sud Tirol, dove ha messo a segno sette reti. Non certo il bomber di grido che magari si attendevano i tifosi, ma un attaccante che sicuramente non romperà gli equilibri dello spogliatoio ed eventualmente pronto anche ad accettare la panchina. Una variante tattica per Menichini, indubbiamente. Un’alternativa, quasi una scommessa. Ma l’arrivo di Maritato non può e non deve certo chiudere il mercato granata. Anche perché in attacco potrebbe registrarsi qualche altro movimento in uscita. Su tutti Negro. Il calciatore è stato chiaro. Vuole spazio altrimenti accetterà una delle tante offerte che gli sono arrivate nell’ultima settimana. Lecce, L’Aquila e Cremonese su tutte. Il giocatore potrebbe tornare al Latina che poi lo girerebbe in prestito ad un altro club. Se per Fabiani il problema Negro non sussiste e anche il ds del Latina, Facci, ha smentito tutte le ipotesi circolate negli ultimi giorni, allora in bilico potrebbe essere il brasiliano Gabionetta. Fin qui, obiettivamente, il brasiliano ha deluso. Anche per problemi fisici, sicuramente. Ma in questo momento non può certo essere definito incedibile. E allora in tal senso non è da escludere l’arrivo di un esterno. Il nome caldo è quello di Barraco, in uscita da Catanzaro. Sul giocatore c’è il Barletta ma chiaramente un’offerta della Salernitana potrebbe far cambiare idea al calciatore, ex Latina. Rinforzi in vista anche in difesa con l’arrivo dalla Paganese del giovane Schiavino. Magari nell’operazione Mounard, che Fabiani spera di sistemare proprio in azzurrostellato. Ieri c’è stato un nuovo incontro tra D’Eboli e Fabiani, ma per il momento la classica fumata bianca non è ancora arrivata. La sensazione è che quest’affare si concluderà soltanto in chiusura di mercato. Resta in piedi anche l’ipotesi Vinci. Il giocatore piace molto alla Salernitana, che ne apprezza la duttilità. Ma la Paganese vorrebbe tenerlo almeno fino a giugno, considerato che, anche a causa degli ultimi risultati poco felici, la salvezza non può certo essere considerata già raggiunta. E sempre dalla Paganese, ma naturalmente, via Parma, arriverà al termine del Torneo di Viareggio che disputerà con il club ducale, il baby centrocampista Diego Acunzo, classe 1998. Un rinforzo naturalmente per la Berretti di mister Mariani.




Nocerina, ecco tre nuovi acquisti

di Filippo Attianese

NOCERA INFERIORE.     Alla ricerca di una nuova fisionomia. La Nocerina di mister Criscuolo fatica a trovare stabilità dopo la rivoluzione del calciomercato invernale. Tra calciatori in prova, nuovi tesseramenti e nuove defezioni, il gruppo rossonero continua a mutar volto, settimana dopo settimana. E le continue variazioni di uomini e moduli, inevitabilmente, incidono negativamente anche sui risultati.
Nelle prossime ore il tecnico molosso potrebbe avere a disposizione una nuova pedina; il club rossonero sta per perfezionare il tesseramento di Raffaele Santaniello, attaccante classe ’94. Il calciatore ha cominciato la stagione con il Città di Campagna ma già da una settimana si è aggregato al gruppo, destando una discreta impressione; su di lui nello scorso week-end c’è stato anche un sondaggio della Palmese ma i molossi sembrano ancora in vantaggio.
Nei prossimi giorni la Nocerina dovrà valutare altri due calciatori che stanno lavorando agli ordini di mister Criscuolo. Potrebbe essere un’alternativa interessante per la retroguardia il terzino classe ’94 Valentino Ostieri, svincolato dalla Cavese e reduce dall’esperienza in Serie D con il Terracina. Monitorato con grande interesse anche il centrocampista Davide Scisciola, altro classe ’94, ex Angri e Pro Pagani. Entrambi, comunque, sono reduci da infortunio e lo staff tecnico rossonero dovrà valutarne innanzitutto la condizione fisica. Momento delicato anche per la Juniores di Sandro Luciano. Pareggio con tanti rimpianti per i giovani rossoneri nella sfida interna contro il Real Pontecagnano; la rete di Pagano ha riequilibrato l’iniziale vantaggio ospite siglato da Iuliano ma i molossi, pur producendo molto, hanno mancato a più riprese il gol del sorpasso. Lunedì prossimo la truppa di mister Luciano proverà a voltare pagina in una difficile trasferta in costiera; i rossoneri saranno ospiti della seconda forza del torneo, il Costa d’Amalfi.




Paganese, acquistato il difensore Galoppo

PAGANI. Ha preso il via ieri pomeriggio la marcia di avvicinamento della Paganese all’anticipo di sabato pomeriggio al “Pinto” (arbitro Fabio Piscopo di Imperia) con la Casertana, falcidiata dal giudice sportivo che ha comminato due giornate di squalifica a Diakitè, Ciccio Marano, Cissè, Cruciani ed Idda. Cinque assenze di spicco per mister Campilongo, impegnato questa sera in Coppa Italia sul campo del Pontedera. Energie mancanti che la truppa di Sottil vorrà sfruttare come si deve dopo il rocambolesco pari interno di domenica con la Lupa Roma. Nel mentre, a tenere banco per ancora qualche giorno, è la questione mercato. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato ufficializzato, infatti, l’ingaggio del difensore classe ’92 Michele Galoppo, prodotto del settore giovanile del Napoli cui è arrivato dalla Boys Caserta.
Nel frattempo il baby Acunzo disputerà il Torneo di Viareggio con il Parma e poi, come consentito da regolamento, si accaserà alla Salernitana dove si alternerà tra prima squadra e Berretti. Nell’operazione potrebbe rientrare anche il granatino Bruno, destinato ad indossare la casacca azzurrostellata. In piedi, naturalmente, la pista David Mounard che potrebbe concretizzarsi nelle ultime, febbrili, ore di trattative di mercato  che potrebbero portare alla partenza di uno tra Armenise e Vinci mentre è da escludere un ritorno di fiamma per Maiorino. Tornando alle cose di campo, nella seduta di ieri Sottil ha catechizzato il gruppo, ancor privo di Bolzan e Deli che oggi saranno sottoposti ad ulteriori accertamenti per stabilire i definitivi tempi di recupero.Hanno, invece, lavorato a parte Moracci, De Liguori e Baccolo, in recupero dopo l’influenza. Stamane doppia seduta equamente divisa tra il “Torre” ed il “De Crescenzo” di Bracigliano. Il tecnico, prima di passare al lavoro previsto, ha tenuto a ribadire ai calciatori alcuni concetti già espressi nel post gara contro la formazione capitolina: “E’ arrivato il momento che ognuno si prenda le sue responsabilità, non possiamo continuare a perdere punti in confronti in cui avremmo dovuto portare a casa l’intera posta in palio – ha evidenziato il  trainer – Non possiamo concederci più altri errori di inesperienza “. La società liguorina, infine, ha comunicato che il costo del tagliando per la Curva Nord, settore riservato esclusivamente ai possessori della Supporter Card o Tessera del Tifoso ammonta a 12€ più 2 di prevendita. I punti vendita cittadini sono il Gusto Cafè di via San Domenico ed il Bar 84016 di via Guerritore. (da.mad.)




Marco Senatore annuncia la sua candidatura. Galdi è il principale responsabile del fallimento

CAVA DE’ TIRRENI. Marco Senatore esce allo scoperto e presenta la sua candidatura a sindaco ed il suo programma elettorale. «Scendo in campo per rappresentare un mondo civico e di persone perbene», annuncia Senatore. Il primo atto? «La revisione della spesa comunale». Una domanda per rompere subito il ghiaccio: perché si candida a sindaco? «La mia candidatura nasce dall’amara constatazione di un fallimento: quello del progetto programmatico e politico-amministrativo del centrodestra cavese che vinse trionfalmente le elezioni nel 2010. Dopo quasi cinque anni il centrodestra si presenta agli elettori tra le macerie. Il sindaco Galdi, più di chiunque altri, è il principale responsabile di questo disastro e la sua, a quanto pare, certa ricandidatura, fa pensare a quel detto latino che tradotto in italiano recita: “sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. D’altra parte, il trasformismo politico di Galdi e dei suoi centurioni è stato tale, soprattutto negli ultimi sei mesi, che risulta difficile persino collocare la sua candidatura in uno dei due schieramenti. Non è di centrodestra di sicuro, ma neanche di centrosinistra. E’ qualcosa di ibrido, appartiene a quel mondo di mezzo della politica fatto di pura e semplice occupazione del potere a prescindere da ogni valore e ideale». D’accordo, candidarsi per rappresentare cosa? «La politica nella nostra città è ormai una palude piena di sabbie mobili. Guardando alle forze politiche in Consiglio comunale è difficile trovare dei compagni di strada. Quando un sindaco, come Galdi, sostiene di avere una maggioranza della non sfiducia, pubblicamente afferma che da un punto di vista amministrativo vi è un totale inquinamento. Non c’è più, per capirci, una linea di separazione netta tra maggioranza e opposizione. Siamo al pot-pourri, all’intruglio fatto di potere, interessi, convenienze. Preso atto di ciò, diventa una necessità impellente distinguersi, non mescolarsi in questa insalata di cattiva politica, bensì contribuire a liberare il Palazzo di Città da una classe dirigente che in buona parte, è riuscita a dare il peggio di se stessa. Candidarsi quindi per rappresentare un mondo civico e di persone perbene, che amano la politica senza che questa sia la loro professione e con l’obiettivo del cambiamento nella convinzione che sia possibile oltre che necessaria una gestione oculata della cosa pubblica». Il suo rapporto con il sindaco e con la maggioranza in questi quattro anni e più spesso è stato conflittuale, anche se fino a luglio scorso, e per quasi otto mesi, è stato assessore della Giunta Galdi. Ci spiega un po’ la storia e la logica di queste dinamiche che non sempre sono chiare alla maggioranza dei cittadini? «Come ho già avuto modo di chiarire in altre occasioni, sin dai primi giorni d’insediamento dell’Amministrazione Galdi, ho messo a disposizione la mia professionalità e le mie capacità a servizio della Città, ricoprendo la carica di Consigliere Comunale, di capogruppo e la delega alla ceramica, nonché varie presidenze di Commissioni Consiliari. Quando mi sono accorto che quello che chiedevo come riconoscimento al mio impegno -vale a dire condivisione dei progetti da mettere in campo, collegialità nelle scelte da attuare e comunicazione tra le varie componenti dell’Amministrazione e con la città- non trovava delle risposte adeguate, sono uscito dalla maggioranza. Salvo poi ritornare sui miei passi per le insistenze del sindaco Galdi e per senso di responsabilità nei riguardi della città e dell’elettorato di centrodestra. Poi, purtroppo, con le Amministrazioni Galdi non conta la qualità dell’apporto che si dà, bensì altre logiche, per cui l’esperienza in Giunta è durata pochi mesi». Pentito di aver collaborato con il sindaco Galdi? «Pentito no, deluso certamente. In primo luogo, perché quando si può dare un contributo fattivo alla città, non bisogna fare calcoli di convenienza. In secondo luogo, perché in otto mesi penso di aver lavorato bene nell’interesse delle attività produttive, dei commercianti, di quanti orbitano nel mondo della movida per una corretta regolamentazione di questo fenomeno che è una risorsa cittadina, infine, per il settore della ceramica,dove sono stato ideatore di una Legge Regionale ad hoc, seconda dopo quella approvata dalla Regione Toscana. Peccato che tutto questo mio lavoro non sia stato portato avanti da chi mi è succeduto. Anche questo è uno dei motivi che mi spingono a candidarmi, perché non è tollerabile la giostra di assessori che si è avuta con Galdi». Sgombriamo il campo da qualche possibile equivoco. Dire Marco Senatore per molti vuol dire Alfonso Senatore. Lei quanto è autonomo rispetto ad un fratello così politicamente caratterizzato? «Incominciamo con il dire che per me è motivo di orgoglio, e quindi non solo di affetto, essere fratello di Alfonso, un uomo tanto generoso quanto passionale, tanto coraggioso quanto irruente. E con mio fratello ho un debito di riconoscenza enorme da un punto di visto affettivo, umano, professionale, politico. Ciò non vuol dire che con Alfonso non ci siano stati, non ci siano e non ci saranno diversità di vedute. Detto ciò, questa volta a correre sono io, in piena autonomia e a mio fratello ho chiesto sostegno che mi sta già dando con umiltà e discrezione. D’altra parte, Alfonso è stato ben lieto, già da qualche tempo in verità, di passarmi il testimone. Sono io, quindi, che in prima persona assumo gli impegni e detto i tempi e le modalità dell’azione politica. Sono io che sto ad uno ad uno scegliendo i candidati e coordinando il lavoro per la redazione del programma. Ascolterò tutti e a tutti chiederò il conforto delle idee e della collaborazione, ma sarò io e solo io a prendere le decisioni finali che riguarderanno la mia candidatura a sindaco». Il programma elettorale è in via di redazione, però alcune linee guide ce le può dare? «Certo. Innanzi tutto di questi tempi ai cittadini non bisogna far vedere la luna nel pozzo e favoleggiare di grandi opere pubbliche, di sviluppo e di lavoro. Molto più semplicemente ai cittadini va promesso di recuperare la normalità che significa far funzionare al meglio la macchina comunale, farla diventare non solo più trasparente e efficiente, ma soprattutto amica, aperta, disponibile. Insomma, lavorare per avere strade pulite e senza buche, marciapiedi sistemati, vigili in strada, costi di gestione ridotti al minimo per alleggerire il carico tributario che grava in modo insopportabile sulle famiglie e l’economia cittadina. Di sicuro, come sindaco nominerei un assessore con particolari competenze per la revisione della spesa al fine di ridurre il fabbisogno del Comune e abbattere le tasse a carico dei cittadini cavesi. In questa ottica, va posta in essere una lotta senza quartiere agli sprechi, eliminando le consulenze e gli incarichi esterni, valorizzando le risorse interne visto che il nostro personale comunale per la stragrande maggioranza non solo è qualificato e competente, ma anche onesto e volitivo. Assicurato ciò, si può parlare di altro, di rifiuti zero, di riorganizzazione della polizia locale, di centro commerciale naturale, di promozione del commercio, dell’artigianato, dell’arte ceramica e del turismo, di reperimento e corretta gestione dei fondi europei, creando un ufficio ad Hoc che si occupi esclusivamente di tale vitale settore, di trasporti, di cultura, di una Metellia meno oppressiva». Non se ne abbia a male, ma tutti i candidati a sindaco promettono più o meno le stesse cose… «Ha ragione. Bene, allora darò qualche altra indicazione utile a differenziare il candidato Marco Senatore. Innanzi tutto, rispetto a qualche altro, penso che dieci anni di esperienza come amministratore comunale sono di per sé già una garanzia, quantomeno so dove si trovano gli interruttori della luce a Palazzo di Città, insomma, di conoscere la differenza tra una delibera e una determina e di non scambiare il Peg (piano esecutivo di gestione, N.D.R.) per una parolaccia. Detto questo, penso, che al di là della qualità delle singole persone, conti molto il metodo. Bene, i candidati a consiglieri delle liste che mi sostengono firmeranno il Codice etico nel quale, tra i tanti altri punti, c’è l’impegno a restare consiglieri comunali una volta eletti, quindi gli assessori saranno rigorosamente degli esterni scelti dal sindaco. Sia io se eletto Sindaco, così come i miei assessori, verseremo almeno 1/3 dello stipendio in un fondo che sarà utilizzato per finalità sociali. Questi ultimi, almeno ogni sei mesi, saranno valutati nel loro operato politico-amministrativo da una pubblica assemblea composta dai consiglieri comunali stessi e dai candidati non eletti». Ha già in mente i nomi degli assessori? «E’ troppo presto per farlo, ma di sicuro li indicherò prima delle votazioni. Ho però già in mente quali deleghe assegnare e in testa mi frullano tanti nomi di personalità che stimo e che ho avuto modo di apprezzare per competenza, professionalità e onestà, a prescindere del loro orientamento politico». Resta però il problema di convincere innanzi tutto la gente ad andare a votare. «Questo è un problema serio. I cittadini sono stanchi a ragione della cattiva politica, degli sperperi, della scarsa qualità morale e del modesto spessore umano e culturale di tanti che si sono proposti nella gestione della cosa pubblica. Tuttavia, non credo che l’astensionismo, soprattutto a livello locale, dove in una città come la nostra grosso modo ci conosciamo tutti o quasi, sia la migliore delle risposte, anzi, di certo è la peggiore delle soluzioni. Parafrasando il presidente americano John Fitzgerald Kennedy, ai cavesi tutti, nessuno escluso, direi con umiltà di “non chiedere cosa la tua città può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per la tua città”. In altri termini, basta lamentarsi della politica e dei politici, bisogna, invece, impegnarsi tutti, dare il proprio piccolo o grande contributo per il cambiamento. Come? Partecipando direttamente o, in subordine, anche votando con oculatezza. In ogni caso, partecipando più attivamente e consapevolmente alla vita amministrativa. È finito il tempo di continuare a delegare il futuro dei nostri figli a chi ha fallito. Non votare significa favorire chi fino ad ora ha fatto della politica qualcosa di personale. Il voto è l’unico strumento e arma che ogni cittadino ha per modificare questo sistema politico. Non votare è un atto sconsiderato. Certo, noi candidati dobbiamo fare la nostra parte puntando a risultare credibili concretamente e non a chiacchiere». Eletto sindaco, qual è il primo provvedimento che adotterebbe? «In assoluto, come già detto in precedenza, l’impegno che mi sento di assumere da subito è quello della revisione della spesa comunale, a cominciare dai rifiuti, per alleggerire il carico fiscale che grava sui contribuenti cavesi e, nella stessa direzione, adottare i provvedimenti necessari a ridurre il peso dei costi dei parcheggi soprattutto per gli automobilisti residenti nelle frazioni. Il primo atto che farei, però, è di ridurre di almeno 1/3 gli emolumenti che spettano per la carica di sindaco e di assessore. Non è che ciò risolva i problemi, ma è un gesto dovuto nei confronti di una città in affanno e soprattutto di quanti, giovani, disoccupati, anziani, hanno difficoltà ad arrivare a fine mese». Carolina Milite




Scagionato professionista accusato di rapina a gioielleria

di Giovanni Sapere

Il procedimento penale nei confronti di Luca Della Rocca, accusato ingiustamente di rapina, si è concluso positivamente con un’archiviazione disposta dal Gip.

Il 38enne, salernitano e incensurato, era stato accusato di aver rapinato il 24 giugno scorso la gioielleria Margherita, in via Posidonia, nella zona orientale di Salerno. Il gip, dopo attente indagini svolte dal pm Cardea, ha messo fine a questa storia che – secondo i legali Silverio Sica e Alba D’Antonio – «è a dir poco surreale». Determinante è stata l’analisi delle immagini delle telecamere grazie alle quali si è escluso, senza dubbio, che il rapinatore potesse essere Della Rocca, bensì un pregiudicato noto alle forze dell’ordine. «Il libero professionista, – rimarcano i legali – dopo essere stato sottoposto ingiustamente, per mesi, agli arresti domiciliari, potrà finalmente ritornare, anche se gradualmente, alla sua vita quotidiana; sebbene tale vicenda gli abbia causato oltre ad un tremendo danno d’immagine ed esistenziale, anche gravi stati depressivi e traumatici».




Fasolino: “Modello Campania esempio da seguire”

“Per la città di Salerno e per l’intera provincia bisogna lavorare per tenere unita la coalizione. Il modello Campania può rappresentare l’esempio da seguire con l’unità delle forze moderate e riformiste. Questo sforzo dovrà essere maggiore per la città capoluogo, a Salerno bisogna unire le forze ed immaginare un programma di governo che possa costruire sviluppo e futuro. E’la sfida di tutti in questa fase” . Lo scrive in una nota Antonio Fasolino ‘Moderati e riformisti per Caldoro’

 




Marò, Cirielli: “Manconi e Malan andrebbero espulsi da Senato”

“#Maro, Manconi e Malan andrebbero espulsi dal Senato per alto tradimento. Follia condanna a tavolino”. E’ quanto scrive su twitter Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, commentando la proposta dei due senatori e di Jayendranatha di far condannare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per riportarli a casa.




Primarie PD in Campania, Iannone (FDI-AN): “La pagliacciata continua”

Il Coordinatore Regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e già Presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone,  in una nota stampa ha dichiarato: “Siamo ufficialmente all’ennesimo rinvio delle primarie del PD in Campania. La pagliacciata continua e viene fissata per la quarta volta una data, questa commedia infinita però fa nascere una facile riflessione e degli inquietanti interrogativi.

La facile riflessione consiste nel fatto che un partito che non è capace di intraprendere neanche le decisioni interne figuriamoci come potrebbe governare la Regione.

Gli interrogativi riguardano il perché si continua a rinviare: in realtà non si vuole tenerle? si vuole tenerle con esito in vitro? si teme che la lotta “senza scrupolo” tra candidati pronti a mettere in campo tutto e tutti riveli a conferma definitiva cosa in realtà sono o diventano le primarie del PD? Tu ne quaesieris, scire nefas. Direbbe Orazio. Le risposte le darà il tempo ma è certo che una classe dirigente così farebbe tornare la Campania ai tristi tempi in cui era governata dal centrosinistra: la Regione dello scandalo sanità, dell’emergenza rifiuti, dei fondi comunitari persi o sperperati in sussidi clientelari”.




Vicesegretario comunale senza titoli, condannati a Salerno De Luca e la Giunta

La Corte dei Conti ha condannato Vincenzo de Luca, sindaco di Salerno e la giunta per la nomina del vicesegretario comunale, Felice Marotta, nel periodo 2006-2011, il quale, secondo l’accusa, non aveva i titoli per ricoprire quel ruolo. Al Comune dovrà essere risarcita la somma di 605.864,27 euro, ripartita in quote da 55.078,57 euro da parte del sindaco De Luca, degli assessori dell’epoca Avossa, Guerra, Fiore, Picarone, De Maio, Breda e Maraio. “Rifarei tutto – spiega Marotta all’Ansa – e anche di più se fosse possibile, ma credo sia improbabile fare oltre rispetto a quanto ho fatto nel mio lavoro. Non è mai stata messa in dubbio da nessuno la mia dedizione al lavoro e la mia professionalità. Non mi pento di nulla. Ho solo lavorato al fianco del mio sindaco con il quale ho condiviso un percorso di trasformazione della città”.

La Corte dei Conti ha condannato anche due dirigenti del Comune di Salerno. Felice Marotta ripercorre le fasi che hanno portato la Corte dei Conti a condannare il primo cittadino e la relativa giunta: “All’epoca della mia nomina – spiega – non era necessario avere la laurea, cosa che oggi è fondamentale per un posto al quale si accede per concorso. Non avevo la laurea, ma ho frequentato all’università di Salerno un master in Amministrazione Locale (durato un anno e mezzo) con tanto di esame e votazione finale.

Tra l’altro io ero già inquadrato nella qualifica di dirigente per le norme vigenti all’epoca e quindi ho solo continuato a percorrere la mia carriera professionale fino all’apice della stessa. La mia nomina era una consulenza ad alto contenuto di professionalità”. “Nel 2006/2007 – aggiunge – la vicenda fu già portata alla luce nel corso di una consueta ispezione che il ministero ciclicamente svolge negli enti locali. In quel caso non fu registrata alcuna anomalia in merito al mio caso. In seguito si è avuta una seconda ispezione ministeriale, dove, contrariamente alla volta precedente, si sono registrate le prime criticità. A seguito di questa ispezione, nel 2012 mi sono immediatamente dimesso, ancor prima che la Corte dei Conti si attivasse”.