Tagliandi in vendita, 16 euro per i distinti

Partirà  alle ore 10 la prevendita per il match dell’Arechi tra Salernitana e Pisa in programma domenica 6 Aprile alle ore 15:00 presso lo Stadio ‘Arechi’ di Salerno. E’ possibile acquistare i biglietti in tutte le ricevitorie Lottomatica di Salerno, Provincia e zone limitrofe. Si comunica inoltre che sarà possibile acquistare i tagliandi della gara presso i botteghini dello Stadio ‘Arechi’ a partire dalle ore 11:00 di Domenica 6 Aprile. Confermati i consueti prezzi. La novità è la riapertura del settore distinti, anello inferiore. 16 il costo del biglietto, 10 il ridotto.




Manuel Mancini resta ancora out

SALERNO. Dimenticare gli ultimi secondi di Frosinone, ripartire dalla prestazione e voltare immediatamente pagina. Già dopo il fischio finale del signor Sacchi, Gregucci ha invitato i suoi a guardare avanti, al Pisa, alla prossima finale. Identico discorso il tecnico granata lo farà oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti. L’appuntamento è fissato per le ore 15 allo stadio Arechi, approfittando delle buone condizioni meteo e soprattutto della disponibilità delle docce. L’allenamento, naturalmente sarà a porte chiuse. Da valutare le condizioni di Fofana e Volpe, usciti leggermente malconci dal match del Matusa: “Per Fofana spero non si tratti di un problema muscolare” – ha dichiarato il tecnico granata al termine del match di domenica. Il responso arriverà oggi alla ripresa della preparazione. La principale curiosità riguarda la presenza di Mancini. Oggi alla ripresa ci sarà il fantasista? Ieri sera dalla società non sono assolutamente trapelate news. La sensazione è che il calciatore non sarà presente. Del caso Mancini ha parlato il dg Fabiani dopo il match contro il Frosinone. Il giocatore non è fuori rosa, ma in base ad un codice di regolamento interno allo spogliatoio, applicato già con Molinari, Ginestra, Esposito principalmente, che prevede il rientro in gruppo solo quando si è in condizione. Nessun caso, quindi, secondo la società granata. Quando il calciatore sarà pronto tornerà in gruppo. Chi invece sarà oggi sicuramente in gruppo sarà Pasquale Foggia. L’ex Lazio dopo aver scontato contro il turno di Frosinone è pronto a tornare in campo per trascinare la squadra granata nella decisiva sfida contro il Pisa di Menichini. (fabset)




Stefano Caldoro: «Niente rimpasto»

di Andrea Pellegrino «No all’esclusione dei tecnici dalla Giunta». Caldoro risponde così alle richieste di “Forza Campania”, il neo movimento interno a Forza Italia presentato domenica all’Hotel Romeo di Napoli. Il gruppo ispirato dall’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, e composto da sette consiglieri regionali, aveva chiesto al Governatore un cambio di passo in quest’ultimo anno di legislatura. In particolare un nuovo esecutivo che non contempli la presenza di tecnici. Ma da Caldoro non è tardata ad arrivare la risposta: «La mia giunta? E’ la migliore d’Italia e siamo orgogliosi di tutti i componenti». «E’ legittimo che ognuno si esprima – replica il presidente della Giunta – ma è un errore. Le performance nei settori della sanità, dei trasporti e dell’ambiente sono riconosciute dalla Commissione europea e dagli organismi nazionali». Anche «dal punto di vista qualitativo chi può vantare in Italia personalità di questo livello?», si chiede Caldoro, che ritiene che la sostituzione dei tecnici sia anche «contro il sentire comune dei cittadini, che vogliono una apertura della politica alle migliori espressioni della società civile». Infine – conclude Caldoro: «Condivido la posizione del coordinatore regionale di Sergio De Siano, che ha chiesto nuovamente ai componenti del gruppo di sciogliere Forza Campania per riconfluire in Forza Italia». Insomma al momento pare che tra i cosentiniani e Caldoro non ci siano grossi margini di trattativa e con molta probabilità ognuno, nelle imminenti amministrative, andrà per i fatti suoi, aprendo inesorabilmente una campagna elettorale già proiettata per le Regionali 2015. In provincia di Salerno il gruppo di «Forza Campania» inizia a prendere forma. In particolare il neo movimento avrebbe incassato il sostegno degli ex supporters di Francesco Pionati. L’intero gruppo “Movimento 54” nato dalla disciolta Alleanza di Centro ha già spostato il nuovo progetto di Nicola Consentino. In nomi, in prima linea c’è Mario Stanzione che assumerà la guida di «Forza Campania» a livello provinciale. Sarà affiancato da Italo Canzolino che a Nocera Superiore sta mettendo su una lista con il nuovo simbolo a sostegno del candidato sindaco Giovanni Maria Cuofano. Ancora Severino Molisse compatterà il gruppo a Nocera Inferiore; nella Valle dell’Irno in campo scenderà Simone Funicello Grimaldi mentre ad Eboli Antonio D’Urso. A Salerno città la casella è occupata da Maria Rosaria Carfagna ma non si escludono nuove ed interessanti adesioni.




Bruscaglin lascia il comando dei vigili urbani. La lettera

Dopo tanti anni di servizio sto per lasciare il Corpo dei VIGILI URBANI di Salerno. Non sarò, dunque, più un dipendente di questa Amministrazione che ho servito per oltre quarant’anni: negli ultimi sette  ho avuto l’onore di espletare l’incarico di Comandante facente funzioni  .E’ con vera emozione che mi congedo da questo prestigioso incarico.Sento di potere e dovere dire prima di tutto GRAZIE  a SALERNO ed tutti i salernitani che, in questi anni, non mi hanno fatto mai mancare la loro vicinanza: ho amato ed amo questa bellissima e straordinaria città.Ho apprezzato  Amministratori e colleghi succedutisi negli anni con i quali ho avuto il privilegio di lavorare e collaborare nell’interesse della nostra Salerno.Dovrei fare tanti nomi carissimi ed indelebili nel mio cuore. Ma ne faccio uno solo perché a lui devo davvero tanto per la fiducia sempre accordatami. Parlo, ovviamente, del  nostro Sindaco, Vincenzo De Luca: ho detto con sincerità che per me è stato un onore vero servire Salerno, ma voglio aggiungere che il mio lavoro è stato davvero ripagato dall’onore di collaborare con il Sindaco De Luca.

E’ stata un’esperienza che mi ha dato molto sia a livello professionale che umano, intensa, piena di momenti difficili ma anche di tante soddisfazioni.

Ho cercato sempre di fare tesoro degli insegnamenti dei miei predecessori. A loro devo molto.

Sono orgoglioso di aver ricoperto questo ruolo e sento di dover ringraziare tutti i miei colleghi per l’impegno e la dedizione al Corpo profusa e mostrata in questi anni. Ringrazio sia per la leale e fattiva collaborazione che per le semplici relazioni umane. In particolare penso adesso con gratitudine  anche a tutti i colleghi dirigenti, funzionari ed impiegati del Comune di Salerno. Ricordo altresì gli assessori ed i Capi delle Amministrazioni, con i quali mi sono relazionato nel corso degli anni, nonché tutte le forze dell’ordine con le quali abbiamo collaborato e gestito insieme tante fasi delicate della vita di Salerno.

Lascio un Corpo di Polizia Municipale importante e prestigioso, composto da donne e uomini professionalmente preparati e con grande spirito di servizio, sempre pronti a rispondere alle necessità di Salerno e dei salernitani: in questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, ma abbiamo cercato di non tralasciare mai anche tante altre situazioni, non riconducibili a statistiche: senza clamori abbiamo sempre cercato -secondo le direttive del Sindaco di interpretare le particolarità e le complessità che caratterizzano vita della nostra città.

Anche adesso, mentre lascio, ricevo ancora tanti segni di affetto e di stima. Per questo sono ovviamente lusingato e contento: evidentemente mi sono stati perdonati errori che pure da parte mia certamente ci saranno stati e soprattutto si è considerato con benevolenza la mia totale disponibilità al servizio. Auguro a chi continua e a chi viene dopo di poter sempre ottenere la stessa benevolenza accordata a me. GRAZIE DI CUORE.

 

IL COMANDANTE f.f.

                                                                                               Magg. BRUSCAGLIN Cav. Eduardo 




Palazzo Santoro, udienza conclusiva per Miccio e Villani

di Andrea Pellegrino

Tempi difficili per la Soprintendenza di Salerno. Per Miccio, nei giorni dell’ultima sentenza del Consiglio di Stato sul caso Crescent, su cui pende anche un procedimento della magistratura (che tiene sotto sequestro la mezza luna ed ha emesso 31 avvisi di garanzia, compreso il sindaco De Luca), i guai non finiscono qui. Domani per il Soprintendente di Salerno e per il funzionario Giovanni Villani sarà il giorno del giudizio per la vicenda relativa a Palazzo Santoro. Domani mattina al Tribunale di Salerno, infatti, ci sarà l’udienza, forse conclusiva, che vede imputati l’attuale Soprintendente, Gennaro Miccio, e il funzionario Giovanni Villani (all’epoca dei fatti entrambi funzionari della Soprintendenza BAP), per le accuse di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale. Per la Procura di Salerno entrambi avrebbero reso una dichiarazione risultata non veritiera sulla presunta specializzazione in restauro e monumentale acquisita presso l’Università “La Sapienza” di Roma conseguita dall’ingegnere Giuseppe Carluccio, a suo tempo progettista e direttore dei lavori condominiali per Palazzo Santoro. Stando al procedimento, i due imputati, assistiti dall’avvocato dello Stato Olga Itri, avverrebbero sostenuto la tesi del “falso innocuo”, e cioè che tale dichiarazione non veritiera non avrebbe prodotto conseguenze penali. Tesi evidentemente non condivisa dal pubblico ministero che chiese ed ottenne il rinvio a giudizio con queste motivazioni: «Villani e Miccio redigevano con la nota dell’1 giugno 2010, che veniva altresì sottoscritta dall’ignaro Soprintendente Zampino, nella quale attestavano che “l’ingegner Giuseppe Carluccio… ha esibito un curriculum dal quale si è rilevato che egli è in possesso della specializzazione acquisita post-laurea in restauro monumentale rilasciata dall’Università La Sapienza di Roma”, laddove, al contrario, le indagini consentivano di verificare che alcuna specializzazione era stata mai rilasciata al Carluccio da detta Università”; in Salerno l’1/06/2010». Ma, nell’udienza preliminare del 16 gennaio 2013, il Gup Sergio De Luca rinvia a giudizio soltanto i 2 funzionari della Soprintendenza, Miccio eVillani, mentre per l’ingegnere Carluccio emette «sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto», in quanto aveva ritenuto che, in base ai documenti contenuti nel fascicolo processuale, non ci fossero elementi per sostenere che l’ingegnere Carluccio fosse stato l’ispiratore o l’istigatore della dichiarazione non veritiera emessa dalla Soprintendenza. Un procedimento nato da alcuni esposti del professore Alessio Colombis, condomino di minoranza di Palazzo Santoro, che aveva segnalato non solo la eventuale non veridicità della suddetta dichiarazione sul possesso di tale specializzazione da parte dell’ingegnere Carluccio, ma anche, e soprattutto, che, in base all’articolo 52 del RD n. 2537 del 1925, l’ingegnere Carluccio, non essendo architetto, non avrebbe titolo per progettare e dirigere lavori su un edificio vincolato come Palazzo Santoro. Ancora, sempre secondo la ricostruzione del professore Colombis, la Soprintendenza avrebbe adottato un progetto di restauro illegittimo, essendo l’ingegnere Carluccio, un tecnico non idoneo, perché non architetto. Inoltre, dagli esposti emergerebbe che già dal 2006 la Soprintendenza di Salerno aveva consentito all’ingegnere Carluccio di svolgere, dunque, per anni, l’attività di progettista e direttore dei lavori condominiali per Palazzo Santoro. Pertanto, secondo il professor Colombis: «la dichiarazione non veritiera sul possesso di tale specializzazione contenuta nella nota 1 giugno 2010, (protocollo numero 14343), sembrerebbe tutt’altro che un “falso innocuo”, ma, al contrario, la ripetizione e la continuazione dell’identica dichiarazione non veritiera contenuta nella nota 23 novembre 2006, (protocollo numero 35562, emessa dagli architetti Zampino e Villani per consentire all’ingegner Carluccio di svolgere tale attività di progettista e direttore dei lavori pur non avendone titolo e quindi, sembrerebbe, con esercizio abusivo della professione di architetto». Tale dichiarazione non veritiera avrebbe prodotto, secondo Colombis, «danni sia all’edificio – essendo stati progettati e diretti i lavori condominiali da parte di un tecnico non idoneo – ed a me, avendo dovuto pagare, in qualità di condomino di minoranza e per la parte di propria competenza, l’onorario per la progettazione e la direzione dei lavori svolti dall’ingegnere Carluccio, cioè da un tecnico non idoneo». Il procedimento che vede imputati l’ingegnere Miccio e l’architetto Villani sembra dunque essere giunto alle battute finali e, forse, già nell’udienza di domani, si potranno conoscere le decisioni della dottoressa Passaro.




Per Landolfi la metro la chiude Forza Italia

di Marta Naddei

Nicola Landolfi ha trovato il vero colpevole della sospensione del servizio metropolitano cittadino: Forza Italia. Non la Regione Campania, non Stefano Caldoro – che tra l’altro è un esponente del Nuovo Psi – ma Forza Italia. Addirittura un intero partito. Così come il Comune di Salerno, anche il Pd provinciale, con il suo segretario, adotta la strategia del tappezzare la città di manifesti, dentro e soprattutto fuori, gli spazi consentiti. Ieri hanno fatto la comparsa quelli con scritta bianca su sfondo rosso del Partito democratico: “Forza Italia chiude la metropolitana”. Insomma, tutti gli iscritti al partito del Cavaliere hanno ordito la chiusura della linea ferroviaria cittadina. Un testo piuttosto curioso che ha indispettito il coordinatore cittadino forzista, Antonio Roscia che ha replicato a Landolfi, sottolineando, in particolare, il fatto che molti dei manifesti si trovassero sulle mura dei palazzi, fuori dagli appositi cartelloni d’affissione. «Manifesti abusivi con il simbolo del Partito Democratico, il partito del sindaco abusivo – afferma Roscia in una nota – hanno invaso la Salerno dei salernitani, insozzando dovunque ed attribuendo a Forza Italia la responsabilità della chiusura della metropolitana di Salerno». Ad avviso di Roscia «la Regione ha fatto la propria parte» rispettando i dettami dell’accordo di programma «inserendo la linea nel piano regionale, mentre spettava a Governo e Comune assumere i costi di gestione». Poi specifica che «Forza Italia Salerno è coerente con Stefano Caldoro» ed «è con Salerno ed i salernitani e chiede a gran voce le dimissioni di un sindaco abusivo, politicamente indegno della storia di questa città e della sua tradizione civile». Non ha tardato ad arrivare la replica di Landolfi che ha definito «vergognoso» il fatto che «rappresentanti di forze politiche “salernitane” difendano la Regione che, con un atto di pura ritorsione politica, chiude la metropolitana – ha detto – Il coordinatore cittadino di Forza Italia difende i nemici del nostro territorio, “d’ufficio” l’indifendibile». Ad auspicare che la questione si risolva, per salvaguardare il servizio, è il giovane Vincenzo Pellegrino, responsabile del club “Forza Silvio Arechi II”, il quale sostiene che si tratta di un «servizio che andrebbe incentivato perché funzionale e fondamentale allo sviluppo della città – afferma Pellegrino – Tale servizio, andrebbe infatti inquadrato in una più vasta scala, esteso sino all’Università per evitare la solita ressa che quotidianamente gli studenti non motorizzati sono costretti a fronteggiare per raggiungere le rispettive facoltà». Dalla Regione arriva una risposta ai manifesti fatti affiggere da De Luca, quelli con la dicitura “Regione chiude la Metro. Deliquenti politici” è il portavoce del presidente della Giunta regionale, Gaetano Amatruda: «Il sindaco, che ha torto e che insulta quando non ha altro da dire, almeno ci risparmi i manifesti selvaggi. Chi deve intervenire intervenga. Salerno non e’ terra di nessuno. Con il buon senso, la responsabilità istituzionale e con la verità si risolvono le questioni». Tranquillizza i cittadini il consigliere regionale Giovanni Fortunato: «Risolveremo il problema – afferma – De Luca è rancoroso, quel rancore tipico degli eterni secondi. Ma stia tranquillo, correremo in suo soccorso. I cittadini possono stare tranquilli». Che stia nelle parole di Amatruda e Fortunato il preludio al colpo di scena dell’ultimo minuto?




Forza Campania presenta il conto a Caldoro: «Azzeri la Giunta, basta assessori tecnici»

di Andrea Pellegrino

L’obiettivo sono le Regionali 2015 e Forza Campania presenta il conto a Stefano Caldoro. Ieri, in un affollato Hotel Romeo, i sette consiglieri regionali – con Nicola Cosentino seduto in prima fila – hanno presentato il loro simbolo, ufficializzando la nascita della corrente forzista in Campania. Simbolo che farà bella mostra già il 25 maggio nei comuni in cui – entro questo mese – non si troverà «la giusta sintesi politica all’interno della coalizione di centrodestra e soprattutto dentro Forza Italia». Qui in provincia di Salerno «Forza Campania» è già una realtà a Nocera Superiore e a Sarno. Rispettivamente le trattative sono condotte, nei due comuni interessati dal voto amministrativo, da Italo Canzolino e Franco Annunziata, quest’ultimo già in corsa come candidato sindaco. Ancora si valutano accordi a Baronissi e Battipaglia mentre nei comuni inferiori ai 15mila abitanti qualche “infiltrato” potrebbe trovare posto nelle civiche. Campo libero, invece a Pagani, dove Alberico Gambino, al momento, ha evitato ogni uscita pubblica. «Qui – spiega il consigliere regionale Carlo Aveta – so che Gambino ha deciso di estraniarsi completamente dalla scena politica in attesa di risolvere i suoi problemi giudiziari. Una decisione che merita rispetto come merita rispetto la scelta di Cosentino che, ricordiamo è incensurato, di prendere parte alla vita politica». Ma trattative ci sono anche su Salerno città e ben presto potrebbe essere ufficializzato il nome che traghetterà «Forza Campania» alle prossime amministrative contro la corazzata De Luca. Per ora il movimento regionale conta di sicuro del sostegno dell’altra Carfagna, la cugina dell’ex Ministro alle Pari Opportunità, oltre che della senatrice Eva Longo che da Roma segue sempre più da vicino le mosse dei cosentiniani. Sulle Europee la partita è ancora aperta. Cosentino non si candiderà. Ma probabilmente nessuno di «Forza Campania» ci sarà. Se così fosse sarà «libera tutti» ed ognuno, pur sostenendo Forza Italia, voterà secondo coscienza. In caso contrario il movimento sarà in campo per dimostrare la sua forza. Tra i possibili candidati, di sicuro sarà un parlamentare (del gruppo Gal) e tra questi si parla di D’Anna. Ma Berlusconi resterà il leader indiscusso anche del movimento. I sei consiglieri (Paola Raia, Antonia Ruggiero, Luciana Scalzi, Massimo Ianniciello, Sergio Nappi, Pasquale Giacobbe) resteranno tutti iscritti a Forza Italia, così come Carlo Aveta che proseguirà il suo impegno ne La Destra di Storace. Ma la vera sfida sono le Regionali. E ad un anno dal voto le richieste sono chiare: «Azzeramento della giunta e dimissioni dei consiglieri che sono nominati assessori». In più «maggiore rispetto dei movimenti, delle correnti e dei partiti». «Se non si vuole cedere il passo al centrosinistra – spiega il consigliere regionale Carlo Aveta – le cose devono cambiare». Innanzitutto dice: «Basta con i tecnici in giunta. Non sono loro che il prossimo anno porteranno i voti. Anzi dico di più: s’immagini che l’attuale vicepresidente Guido Trombetti era stato indicato dal centrosinistra. Ancora: non possiamo tollerare che si sblocchi lo scorrimento delle liste, quindi l’ingresso di nuovi consiglieri (portatori di 15mila preferenze minimo) perché ci sono tre assessori – Martusciello, Nugnes e Russo – che sono anche consiglieri regionali». Quindi, sintetizza Aveta, la proposta è «subito una giunta politica che lavori in quest’anno di fine legislatura e maggiore attenzione ai veri problemi della Regione, lasciando stare per un attimo sondaggi a mio avviso poco veritieri, rispetto ai dati Istat che pongono la Campania nelle ultime posizioni per l’erogazione di servizi quali trasporti e sanità». «Se il centrodestra vuole vincere», incalza Aveta, «Caldoro deve abbandonare questa giunta di quattro amici al bar e deve avere più dialogo con i consiglieri e referenti dei partiti. Io da segretario regionale de La Destra e da consigliere ho incontrato Caldoro in privato una volta sola mentre non si contano più di cinque vertici di maggioranza. D’altronde lui ha fatto scomparire tutti i piccoli partiti che hanno contribuito alla sua vittoria».




Salernitana bella, sciupona e… scippata a Frosinone

di Marco De Martino

FROSINONE. La Salernitana viene scippata a Frosinone di una vittoria ampiamente meritata: finisce 2-2 al Matusa, dopo un finale pirotecnico con la rete del momentaneo 1-2 di Gustavo giunta all’89’ e quella del definitivo pareggio di Viola arrivata oltre il recupero di 4′ decretato dal signor Sacchi di Macerata. I granata hanno sciupato una grossa opportunità visto che dopo l’iniziale vantaggio firmato Volpe hanno sprecato almeno quattro nitide palle gol. Per il Frosinone invece tre tiri totali: due di Ciofani uno finito sulla traversa l’altro in gol e, come detto, la rete del 2-2 che lascia l’amaro in bocca alla Salernitana.

LA CRONACA. Come ipotizzato alla vigilia, Gregucci sceglie un centrocampo più esperto e tignoso con Montervino e Volpe al posto di Gustavo ed Ampuero e con Fofana accanto a Mendicino in attacco. La Salernitana è subito viva ed al 6′ sfiora il vantaggio. Mendicino da posizione defilata conclude di sinistro, Mangiapelo è battuto ma è Crivello a salvare proprio sulla linea di porta. In campo c’è solo la squadra granata che passa in vantaggio al 18′. Ancora Mendicino, stavolta dalla parte opposta scarica verso la porta di Mangiapelo che devia lateralmente proprio sui piedi dell’accorrente Volpe che scarica il suo sinistro violentissimo alle spalle del portiere frusinate. La Salernitana, non paga del vantaggio, continua a spingere e quattro minuti dopo sfiora il raddoppio con Fofana che non sfrutta al meglio uno splendido cross di Scalise concludendo debolmente di testa sull’esterno della rete da posizione favorevolissima.  Il Frosinone non riesce a creare pericoli dalle parti di Gori e così è ancora la Salernitana, per ben due volte, sempre con Mendicino a sfiorare il bis. Al 32′ l’attaccante, scattato sul filo del fuorigioco, si fa anticipare all’ultimo momento da Mangiapelo. Al 39′  l’occasione per passare è ancora più clamorosa: Montervino parte in contropiede dopo una punizione battuta male dai canarini, il capitano ha accanto a sinistra Fofana ed a destra Mendicino. Il servizio è per quest’ultimo che però cincischia e consente ai difensori di casa di recuperare e liberare. Il primo tempo finisce con la Salernitana in vantaggio ma anche con tanti rimpianti. In avvio di ripresa la Salernitana va nuovamente vicinissima al raddoppio prima con Mendicino (50′) il cui diagonale mancino fa la barba al palo e poi con Fofana (52′) che dopo un servizio di Pestrin viene anticipato in uscita disperata da Mangiapelo. Stellone prova il tutto per tutto: il tecnico inserisce Soddimo ed il Frosinone passa al 4-2-4. La capolista si scuote e va al tiro per la prima volta al 58′ con Ciofani, il tiro del capocannoniere coglie in pieno la traversa. E’ il preludio al gol del pareggio che arriva, immeritatamente, al 71′ proprio con Ciofani che batte Gori con uno splendido destro a giro dal limite dell’area. La partita sembra finita ma si entra in zona Gregucci ed il finale è pirotecnico. Prima la Salernitana, all89′, ritrova il meritato vantaggio grazie ad una rete di Gustavo bravissimo a sfruttare al meglio l’assist di Mounard. Poi oltre il 94′, qualche secondo dopo la fine del recupero decretato da Sacchi, il Frosinone trova con Viola la rete del 2-2 che scippa la Salernitana di una vittoria strameritata in casa della capolista. Il risultato è penalizzante per i granata che però escono ancora più consapevoli della propria forza dal big match del Matusa.

 

FROSINONE – SALERNITANA  2-2

FROSINONE (4-4-2): Mangiapelo; Crivello, Russo, Blanchard, M. Ciofani; Gucher (59′ Soddimo), Frara, Carrus (88′ Altobelli), Paganini; Carlini (70′ Viola), D. Ciofani. A disp.: Palombo, Biasi, Frabotta, Gessa. All.: Stellone.

SALERNITANA (4-2-3-1): Gori; Scalise, Tuia, Sembroni, Piva; Perpetuini, Pestrin; Montervino (60′ Gustavo), Fofana (73′ Mounard), Volpe (78′ Ampuero); Mendicino. A disp.: Iannarilli, Luciani, Pasqualini, Ginestra.  All.: Gregucci

ARBITRO: Juan Luca Sacchi di Macerata (Hager– Favia)

MARCATORI: 18′ Volpe, 71′ Ciofani D., 89′ Gustavo, 94′ Viola

NOTE: Ammoniti Perpetuini, Frara, Soddimo, Gustavo




La luce artificiale diventa naturale grazie a CoeLux

Una casa dove è possibile trarre beneficio da un’apertura su un soffitto e far filtrare i raggi del sole e tutta la luce naturale?

Oggi è possibile, grazie all’innovazione CoeLux in arrivo in Italia, pensata dal professore Paolo Di Trapani, docente di fisica al dipartimento di Scienze e alta tecnologia dell’università Insubria a Como.

Il professore per anni ha studiato la possibilità di riprodurre con la tecnologia la luce naturale, come indicato nel libro dell’astronomo olandese Marcel Minnaert, Light and Color in the Outdoor, abbandonando l’idea di avere lampadari e lampade.

Così attraverso la continua sperimentazione, il team CoeLux ha progettato una finta apertura nel soffitto che proietta all’interno una luce che imita alla perfezione i raggi del sole irradiati attraverso un cielo terso. L’illusione di trovarsi all’aria aperta è resa possibile dall’utilizzo di Led di ultima generazione, in grado di riprodurre lo spettro della luce solare, ma anche da sistemi ottici capaci di direzionarne i raggi e di nanotecnologie con cui è possibile riprodurre quel particolare fenomeno che è la diffusione delle onde luminose (e che spiega scientificamente perché il cielo assume ai nostri occhi il colore blu).

 

L’Unione Europea che ha finanziato le prime sperimentazioni, con l’obiettivo di portare la luce e il colore dello spazio aperto e i loro benefici, anche in claustrofobiche situazioni.

Negli ospedali, ad esempio nelle sale destinate alle radioterapie, ma anche in metropolitana o in parcheggi e centri commerciali sotterranei.

Detto da chi ha potuto sperimentare, è una luce così verosimile da suscitare vero benessere e distensione”, dicono quanti ne hanno fatto esperienza.

CoeLux propone agli utenti la possibilità di intervenire artificialmente sull’effetto luminoso, ricreando a seconda se si desideri, l’illusione di trovarsi nei Paesi nordici, nel Mediterraneo oppure ai Tropici.

Inutile dire che Il suo progetto, è giudicato tra i più interessanti in circolazione nel settore dell’elettrotecnica.

 

di Letizia Giugliano




Un giovanissimo “Brass ensemble” sbanca Rai1

Ad “Uno mattina” di ieri, Il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino ottiene la seconda vittoria consacrandosi come una eccellenza nazionale tra gli Istituti di Alta Formazione Musicale. Con il 63% delle preferenze, il quartetto di ottoni, originario di Castel San Giorgio, composto dai tromboni di Gennaro Cibelli, Mauro Verrillo e Pippo Petrillo e dal basso di Giuliano Cerberano, allievi del “Cimarosa” preparati dal Maestro Giovanni Aiezza, è riuscito, nell’ambito della competizione “Conservatori a Confronto”, una rubrica di musica colta del programma televisivo “Uno Mattina – in Famiglia” a sbaragliare il trio tutto al femminile, composto dalle flautiste Anna Govetto e Fosca Briante e dalla pianista Alessandra Fornasa, del Conservatorio “Jacopo Tomadini”di Udine. Grazie alla precedente vittoria dello scorso gennaio del duo clarinetto e pianoforte costituito rispettivamente da Aldo Botta e Luigi Gagliardi, con il 72% di preferenze da parte del pubblico votante, il Conservatorio irpino ha potuto nuovamente partecipare alla competizione televisiva dimostrando di essere una vera e propria fucina di talenti. Il quartetto, i cui componenti si sono presentati con eccentriche cravatte colorate, ha presentato un programma ben curato e divertente, un brano originale del compositore George W. Loutzenhiser, da opporre alla trascrizione della celeberrima Marcia Turca in cui il “turco” viene reso attraverso l’imitazione pianistica, con le acciaccature e gli accordi rapidamente arpeggiati, della musica suonata dalle bande dei giannizzeri, ritorna appunto ricche agli strumentini sostenuti dal pedale che all’epoca di Mozart tale effetto veniva definito anche con il pedale delle turcherie del fortepiano, che forniva effetti simili alle percussioni. L’emozione e la gioia suscitata dai giovani componenti del quartetto è stata tale da strappare una percentuale di consensi da parte dei telespettatori pari quasi ai due terzi dei votanti. Abbiamo raggiunto telefonicamente anche il Maestro Giovanni Aiezza, del quale abbiamo riconosciuto l’estrema cura del suono anche negli allievi, oltre che l’eccezionale attenzione per la pagina scritta. “Mi dispiace per la formazione friulana che meritava parimenti la vittoria – ha affermato il Maestro Aiezza polistrumentista che spazia dai suoi strumenti principi quali la tromba e il trombone e passa magistralmente all’euphonio, al corno e al sax baritono, oltre ad avere la bacchetta magica anche per la produzione del vino -, il quartetto è giovanissimo e solo il I trombone è iscritto al II livello, gli altri non sono ancora diplomati e la tuba appartiene ancora ai corsi pre-accademici ma possiede una grande musicalità ed è anche un ottimo pianista, infatti sta preparando gli studi dell’VIII anno. Sogno una finale tra il conservatorio di Salerno, dove ho insegnato e quello di Avellino, per far sì che il rilancio del nostro Sud possa partire proprio dalla cultura, dalla scuola, dall’arte”. Con questa ulteriore vittoria, il Conservatorio di Avellino potrà partecipare nuovamente al programma di Rai Uno e chissà, in casi del genere, fatti i dovuti scongiuri, si usa dire non c’è due senza tre; e allora: ad maiora.

Marina Pellegrino