Il gelato artigianale si mette in mostra

 Probabilmente, mangiare un gelato al giorno non  è consigliabile per togliere il medico di torno, soprattutto il dentista, ma sicuramente il buon gelato artigianale è considerato da tutti un alimento sano e nutriente, tanto da essere inserito nella dieta Mediterranea. « Se non si esagera con le dosi, può funzionare anche come pasto, magari integrato con uno spuntino. Non
fa ingrassare, anzi, può essere funzionale anche all'interno di una
dieta dimagrante, magari preferendo i gusti a base di frutta anziché le
creme, contenenti più calorie» . Sono alcuni dei consigli proposti dai
cinque esperti maestri gelatieri che hanno partecipato sabato e domenica
al “II Meeting del Gelato Artigianale – Ice to meet you !” organizzato,
in Piazza Sant’Agostino, dal presidente della CLAAI, (Unione Artigiani
di Salerno), Gianfranco Ferrigno, che ha spiegato com’è nata la festa
del gelato artigianale a Salerno: « E’ stata ideata per far conoscere al
consumatore la differenza che c’è tra un gelato artigianale e uno
industriale. Quello industriale è preparato con prodotti a lunga
conservazione, con latte in polvere e grassi vegetali, mentre quello
artigianale, è preparato con prodotti  locali, a chilometri zero,
freschi di giornata e genuini come quelli usati in queste due giornate:
il latte e la panna fresca della Centrale del Latte di Salerno, il
limone della Costiera Amalfitana, la nocciola tonda di Giffoni Valle
Piana» . Tanta la gente che ha affollato gli stand: « Quasi cinquemila
persone, in modo ordinato e corretto, hanno gustato i nostri gelati» ha
precisato il presidente Ferrigno che ha confermato che il consumo di
gelato non è toccato dalla crisi: « Abbiamo un più 7% di vendite in
Italia e alcune catene di gelaterie italiane stanno invadendo i mercati
internazionali» . Ferrigno, ha anche ricordato la grande tradizione
salernitana nella produzione del gelato artigianale: « Chi non ricorda lo
spumone di Buonocore, di Piazza Portanova, che è nella storia di questa
città » . Tanti e originali i gusti dei gelati proposti dai maestri
gelatieri, che come farmacisti di un tempo, hanno scelto le dosi giuste,
miscelando con sapienza, passione e amore, oltre seicento chili di
gelato dai gusti più svariati: c’era quello alla nocciola di Giffoni;
quello ai fichi del Cilento e rum;  al pistacchio di  Bronte; al
cioccolato all’arancio, con nocciole caramellate al miele e profumate
alla cannella; quello al malto d’orzo e cereali e anche quello al
cioccolato senza latte, per gli intolleranti al lattosio, offerti
gratuitamente da: Angelo Napoli, dell’Angelo del Gelato; Gerardo
Santoro, della “Gelateria Gerry” e  da Bruno Rosolino, de “Il Gelato del
Ghiottone” tutti di Salerno e da Gianluca Iacuzio, del “Bar Centrale”
di Pontecagnano e da Antonio Odierna, di “Gelatosolo” di Roccapiemonte,
che  hanno anche illustrato le varie fasi di preparazione del gelato: la
pastorizzazione,  durante la quale la miscela di gelato scelta dal
gelatiere viene fatta riposare per circa 8/10 ore; la mantecazione
durante la quale vengono aggiunte le paste insaporenti e il gelato
addensato assume la tipica consistenza cremosa e l’abbattimento della
temperatura a -40 gradi del gelato per ridurne ulteriormente la carica
batterica. A offrire con gentilezza e professionalità , i gelati negli
stand, sono stati dieci studenti dell’Istituto Alberghiero Virtuoso di
Salerno, diretto dal preside Gianfranco Casaburi, coordinati dal
professor Vincenzo Marino. A presentare la manifestazione, con la
solita bravura e simpatia, è stata la nota presentatrice salernitana
Nunzia Schiavone, che oltre a raccogliere i commenti della tanta gente
intervenuta, ha anche intervistato alcuni dei personaggi noti passati
per un saluto, tra i quali l’Assessore alle Attività Produttive del
Comune di Salerno, che ha patrocinato l’evento, Franco Picarone, che ha
portato i saluti del Sindaco. I bambini, incantati e affascinati hanno
assistito agli spettacoli organizzati dagli animatori di Mukko Pallino,
di Dario Nuzzo, che hanno anche spiegato la piramide alimentare e la
sana e corretta alimentazione. Gli animatori, capitanati da Silvia
Galano, hanno diffuso il sorriso tra i ragazzi che con grande gioia
hanno partecipato ai giochi, divertendosi a farsi truccare dalle
animatrici. Nello stand della Centrale del Latte di Salerno, Raffaele
Alfinito e Vincenzo Lorito, hanno distribuito le Fidelity Card che danno
diritto a partecipare a speciali iniziative.




« Io, esodata con trent’anni di servizio»

 Il dramma degli esodati investe anche la città di Salerno. A raccontarci i tristi momenti che sta vivendo è la salernitana Patrizia Falcone, 57 anni, sposata e madre di due figli.« Ero un’impiegata di Poste italiane – racconta la signora Falcone – Nel
2010, l’azienda ci chiamò e ci informò che c’era la possibilità di
firmare un accordo per alcuni di noi. In particolare, ci dissero che se
fossimo usciti dall’azienda con un incentivo di 10mila euro potevamo
dare un lavoro ai nostri figli. Si trattava di un lavoro part-time,
quindici giorni al mese. Io allora avevo 55 anni e aveva già fatto
trent’anni di servizio, mi mancavano soltanto pochi anni alla pensione,
ma decisi di fare questo passo per amore dei miei figli» .Questa la
prima parte della storia, avvenuta in epoca antecedente la riforma
previdenziale voluta dal ministro Fornero.   « Mi spiegarono – continua
Patrizia – che dovevo attendere soltanto cinque anni per ottenere la
pensione, comunque più bassa di quella che avrei avuto se avessi smesso
di lavorare alla scadenza stabilita. Invece, oggi, dopo l’approvazione
della riforma Fornero, dovrò aspettare altri dodici anni e tre mesi» .La
signora Falcone si è trovata così a vivere una situazione che non era
certo prevista e che sta creando non pochi problemi all’organizzazione
della vita familiare visto che i soldi rischiano di diventare davvero
pochi. « Rischio di rimanere senza un soldo da parte. Avevo risparmiato
in questi anni qualche soldo per poter aiutare i miei figli, ma adesso
li dovrò utilizzare per vivere. Mio marito fa il dipendente e anche  per
lui, in questo periodo, si sta prospettando  qualche momento di
difficoltà economica, con il taglio degli straordinari e i ritardi nei
pagamenti. Ma la cosa incredibile è che mio figlio, intanto, nonostante
siano passati già due anni, continua a lavorare soltanto quindici giorni
al mese» .Insomma un enorme sacrificio che non solo si è rivelato
un’arma a doppio taglio, ma non ha nemmeno portato i risultati sperati.
Patrizia si è fatta anche due conti, relativamente al sacrificio fatto.
« Sono andata via nel 2010, cinque anni prima di quanto era possibile;
questo significa che ho perso 200mila euro, ma se consideriamo i dodici
anni che devo aspettare ho perso ben 500mila euro» .Nonostante
questo, la signora Falcone può dirsi in qualche modo privilegiata. « Io –
continua – sono in qualche modo fortunata perchè mio marito lavora, ma
ci sono altri esodati monoreddito che ormai si trovano alle soglie della
povertà » . Soltanto a Salerno, la signora Falcone conosce personalmente
altri tre casi come i suoi, ma, spiega, « ci sono almeno altre 270mila
persone che non state salvaguardate. Decine e decine di migliaia di
persone resteranno fuori dal salvataggio del ministro Fornero. Noi non
siamo un problema solo economico, ma anche politico. Insieme alle nostre
famiglie rappresentiamo un milione di voti che peseranno moltissimo
alle prossime elezioni politiche perchè voteremo soltanto chi sarà in
grado di aiutarci e darci delle garanzie» .La speranza della Falcone è
che si rimanga vigili sul problema degli esodati. « E’ importante che si
parli della nostra situazione, che la gente capisca. Quello che finora è
emerso è soltanto la punta dell’iceberg. Ci sono esodati anche con 39
anni di servizio alle spalle che non verranno salvaguardati: un vero e
proprio dramma» .Insomma, Patrizia dopo trent’anni di servizio, che
davvero non sono pochi, si trova senza stipendio, senza pensione e senza
copertura di ammortizzatore sociale. E come lei sono in tantissimi
nella sua condizione, vittime di un sistema che rischia di mettere a
repentaglio i diritti di tante persone e il futuro dei loro figli.




Chiuso il ristorante dei Canottieri Irno. Il gestore Matteo Ragone: Diamo fastidio

Il ristorante e il bar del Circolo Canottieri Irno, sono stati chiusi venerdì sera dagli uomini del Nucleo Tributario, del Comando di Polizia Municipale, che unitamente a funzionari dell’Asl/ Sa 2 e dell’ispettorato antifrode del Ministero delle Politiche Agricole  ha effettuato controlli  sul territorio al fine di garantirne la vivibilità e la sicurezza, mediante la prevenzione e la repressione degli illeciti penali ed amministrativi. Nel corso di queste ispezioni hanno proceduto “alla chiusura ad-horas 
dell’attività di ristorazione  annessa all noto circolo sportivo per
gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali riscontrate nel
locale cucina” come recita il comunicato stampa inviato agli organi di
stampa, nel quale viene anche precisato che: “Nello stesso locale, sono
stati sequestrati 25 Kg. di prodotti ittici congelati in quanto scaduti
e/o incattivo stato di conservazione  e anche  alcune bottiglie di olio
di oliva perché mancanti di denominazione e provenienza. Gli ispettori
della Polizia Municipale, hanno riscontrato la    mancanza del piano di
autocontrollo Haccp, della Dia sanitaria e dell’autorizzazione
amministrativa, per la qual cosa hanno elevato  un verbale di 5000 € . Anche
il bar annesso al circolo è risultato sprovvisto di tutte le
autorizzazioni amministrative e sanitarie. L’accertamento- è scritto
sempre nel comunicato- prosegue ai fini di accertare eventuali omissioni
in materia di tributi locali. Abbiamo chiesto al presidente del
centenario Circolo Canottieri di Salerno, l’avvocato Alfonso Sansone, di
spiegarci come sono andate le cose: « Gli uomini della Polizia
Municipale sono venuti verso le 21 di venerdì sera, e sono andati via
verso l’una di notte, io non c’ero. Hanno riscontrato la mancanza dei
bagni riservati ai dipendenti come previsto dalle normative. Come tutti i
frequentatori del Circolo sanno, i bagni ci sono, anche se sono al
livello inferiore rispetto alla sala ristorante. Noi sapevamo di dover
procedere all’adeguamento, in quanto la struttura essendo vecchia non
risponde alle nuove normative, e già avevamo chiesto all’Autorità
Portuale l’autorizzazione per fare i lavori.  Dopo l’autorizzazione,
avevamo già preso contati con un ‘impresa per iniziarli e quasi
sicuramente tra una settimana, dopo aver presentato la Dia al Comune,
sarebbero iniziati. Successivamente ai lavori avremmo presentato anche
il piano di controllo Haccp» . Per quanto concerne le autorizzazioni
amministrative e sanitari l’avvocato Sansone ha chiarito che tutta la
documentazione è depositata presso lo studio del commercialista che
segue amministrativamente il Circolo e che nei prossimi giorni saranno
esibiti al Comando della Polizia Municipale. Il presidente Sansone,
molto amareggiato per quanto accaduto, ha immediatamente avvertito i
soci che prontamente si sono riuniti per decidere sulle iniziative da
intraprendere. Con grande sollecitudine, nella giornata di ieri, hanno
avvisato il geometra dell’impresa che avevano già contattato e quasi
sicuramente già da lunedì inizieranno i lavori. Nel frattempo i soci
potranno utilizzare la struttura del Ristorante del Golfo, con le stesse
agevolazioni che hanno nel Circolo. Il ristoratore Matteo Ragone, che
oltre ad avere in gestione il ristorante del Circolo, è anche titolare
del Ristorante del Golfo ha spiegato che per quanto riguarda i prodotti
ittici sequestrati, gli stessi non erano scaduti, ma erano stati
acquistati in giornata e  posizionati in un contenitore  già posizionato
all’interno del frigorifero che aveva una vecchia etichetta. Per quanto
riguarda le bottiglie di olio, il ristoratore ha spiegato che erano dei
campioni omaggio che le case produttrici inviano per l’assaggio e che
sono prive di indicazione. « Il ristorante è il fiore all’occhiello del
Circolo e forse dà fastidio a qualcuno» ha dichiarato amareggiato il
noto ristoratore.                          




Nasce un nuovo Rotaract a Salerno

Sta nascendo a Salerno il nuovo “Club Rotaract Salerno Duomo” il terzo club cittadino del Rotaract, l’ organizzazione internazionale di servizio, nata dal progetto del Rotary International, composta da giovani tra i diciotto e i trent’anni che va ad aggiungersi ai Club Rotaract Salerno e Rotaract Salerno Campus.  In un incontro tenutosi al Grand Hotel Salerno, organizzato
dall’imprenditore Francesco Dente, presidente del Rotary Salerno Duomo,
club padrino del costituendo club, si è data voce a questi giovani che
hanno posto tante domande. « Dobbiamo ascoltare sempre di più i giovani,
perché rappresentano il nostro futuro. Dobbiamo renderli protagonisti
sul palcoscenico della vita» ha affermato il presidente che ha formulato
un augurio speciale ai nuovi aspiranti rotaractiani: « Che si realizzi
al più presto il loro sogno e che, come diceva Paul Harris, imparino a
fare “facendo”!» .  Il giovane ingegner Giovanni Chiumiento, delegato
a rappresentare i giovani del nascente club rotaractiano, ha presentato
il suo gruppo di amici: « Siamo 15 ragazzi di età compresa tra i 21 e i
29 anni, per la maggior parte provenienti da famiglie non rotariane,
accomunati dalla voglia di fare e da un grande spirito di amicizia,
valori cari al Rotary» . A tenere a battesimo il nuovo club, sono
stati il Presidente Distrettuale della Commissione Giovani, il dottor
Antonio Brando, l‘ingegner Leopoldo Rossi, del Rotary Club di Cosenza,
il Presidente del Rotaract Angelo Michele Sessa e il segretario del
Rotaract Campus, Vito Buonomenna, che ha portato i saluti del presidente
Bruno Scannapieco. Erano presenti anche il formatore degli assistenti
rotariani Ciro Senatore, Tony Ardito, vice presidente del Rotary
Salerno,  il club padrino del Rotaract Salerno, l’avvocato  Daniela
Grimaldi, presidente del Rotary Salerno Nord Due Principati, club
padrino del Rotaract Campus, con il suo delegato per le nuove
generazioni Mina Salito; Mariagrazia Cappetti e Pasquale Ceci, che
seguiranno la nascita del nuovo club; l’assessore Alfonso Buonaiuto che
ha portato l’augurio del Sindaco: « E’ importante trasmettere ai giovani
le proprie  esperienze  in uno spirito di coesione e socializzazione» e
il già Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Andrea
Agostinelli ,che  porta sempre nel cuore la nostra città e appena può
torna da Roma per trascorrere qualche ora con  gli amici salernitani.
Dopo l’intervento dell’ingegner Leopoldo Rossi, componente della
commissione del Rotary per il Rotaract, che ha raccontato come è nato,
nel 1968, il Rotaract e la sua esperienza passata di vita rotaractiana,
il dottor Antonio Brando, ha consigliato ai giovani rotariani di essere
innovativi: « Il giovane deve avere il coraggio di cambiare. Si può anche
sbagliare, ma meglio sbagliare nell’azione che  stare fermi e aspettare
che qualcosa ci aiuti a cambiare» . Brando ha anche sottolineato
l’importanza di  aiutare gli altri: « Fare del bene fa stare bene
soprattutto chi lo fa» . Il presidente del Rotaract Salerno, Michele
Sessa, ha ricordato la crisi che sta vivendo anche l’associazionismo e
l’impegno profuso dai giovani del Rotary: « Dobbiamo essere sempre più
uniti e presenti sul territorio» . Vito Buonomenna, segretario del
Rotaract Campus, ha sottolineato come sia importante condividere le
iniziative in sinergia con gli altri club: « Bisogna agire, testimoniando
con i fatti i valori che animano quest’ associazione» .Aniello Palumbo




Sull’Espresso l’agonia di Francesco, morto dopo più di 3 giorni di letto di contenzione

Legato a un letto polsi e caviglie per tre giorni.
Così il 4 agosto 2009 è morto il maestro elementare Francesco
Mastrogiovanni. Quattro giorni prima viene colpito da un’ordinanza di
trattamento sanitario obbligatorio e così viene ricoverato nel reparto
psichiatrico dell’Ospedale di Vallo della Lucania. Una volta dentro,
Francesco viene sottoposto a una misura clamorosa, paragonabile alla
tortura: il letto di contenzione, polsi e caviglie legati ai 4 angoli
del letto. Così trascorre le ultime 82 ore della sua vita senz’acqua e
senza cure. L’Espresso, assieme all’associazione “A buon diritto” e di
concerto con la famiglia della vittima hanno deciso di pubblicare i filmati girati dalle telecamere di sorveglianza della struttura ”perché su questa vicenda sia fatta piena luce e perché casi del genere non si ripetano mai più ”. In basso, nella sezione videofoto del giorno, il video pubblicato dal settimanal




Fallisce lo Sbarco di Caldoro a Salerno

 Dal carro armato americano Sherman alle foto storiche dello sbarco, nel museo del “Salerno Day” il tempo si è fermato. « Sono felice di essere in una delle zone più belle del mondo, questo straordinario museo serve a ricordare quei momenti difficili vissuti dai soldati e dai salernitani – le parole del Console Generale degli Stati Uniti d’America, Donald Moore» . Dai tricolori storici alle bandiera naziste, uniformi militari,
proiettili di grande calibro, bombe ritrovate ed anche giochi  del
tempo, questo e tanto altro è presente nella mostra “Lo sbarco e Salerno
Capitale”. Un museo inaugurato nel pomeriggio di ieri da tanti illustri
presenti. A tagliare il nastro c’era il Console degli Usa Donald Moore e
il Sottosegretario di Stato Giampaolo D’Andrea. « Ringrazio per avermi
invitato in questa zona più bella del mondo – ha detto Moore  – immagino
cosa sia stato vivere quei giorni per i civili salernitani e per tutti i
soldati coinvolti, tutto questo ci da anche la possibilità di ricordare
ciò che è stato» . Il museo è un immenso viaggio in un pezzo di
storia salernitana: l’operazione Avalanche del 9 settembre 1943, oltre a
ricordare con foto e documenti la stagione di Salerno Capitale
d’Italia. La mostra si trova negli uffici della Regione Campania a
Salerno, in via Generale Clark, gli stessi locali infatti sono stati
concessi ufficialmente ieri con un protocollo firmato dall’ideatore e
curatore della mostra Nicola Oddati e il coordinatore regionale del
Demanio e Patrimonio Pietro Angelino. « Questa non è una
celebrazione, questa è qualcosa in più di una semplice mostra, è
permanente e tende a diventare un museo – ha dichiarato Nicola Oddati –
vuole essere un mezzo per aiutare a conoscere questi avvenimenti ai
salernitani, per essere orgogliosi di Salerno capitale. Bisogna anche
ricordare gli orrori della guerra, non per celebrarla ma per far sì che
non si ricada in quel tipo di errore. Salerno è stata nell’arco di pochi
mesi ospite di due avvenimenti davvero molto importanti, soltanto che
ce ne eravamo dimenticati. Credo che l’orgoglio di una città nasca anche
sulla consapevolezza degli avvenimenti che ci hanno preceduto. Questo
serve a formare anche gli stessi cittadini salernitani» . Mentre
all’interno dei locali affascinavano le  tante “reliquie” presenti,
all’esterno splendeva il fiore all’occhiello della mostra, il carro
armato Sherman, noto ai più per essere lo stesso prototipo di carro
armato comparso nella scena finale del prestigioso film di Roberto
Benigni: “La vita è bella”. « È assolutamente interessante questo
percorso che mette in evidenza, appunto, il percorso della memoria – ha
dichiarato il Rettore dell’Unisa Raimondo Pasquino –  un fatto storico
importantissimo per Salerno e per tutto il meridione, per la liberazione
del paese. Senza questo sbarco noi avremmo avuto una liberazione del
sud in grande ritardo, sarebbe successo lo stesso a Roma, quindi
ricordarlo e metterlo in evidenza, portare i giovani a vedere questo che
è un passo, a volte, sottostimato e sottovalutato dalla storiografia
nazionale è un fatto importante. Noi, a suo tempo, ai 60 anni dallo
sbarco organizzammo un convegno all’università . Abbiamo lo scopo di
stimolare gli storici “accreditati” a parlarne con impegno. Gli
studenti, guidati dai loro professori, nella lezione di storia
contemporanea e moderna possono venire qui, questo è un fatto
sicuramente positivo» . Felice dell’iniziativa anche il Sottosegretario
di Stato Giampaolo D’Andrea: « Si riporta alla memoria, in forma
permanente, un momento importante del nostro paese. Salerno ha segnato
il ritorno alla democrazia ed è stato un momento formativo della
Repubblica Italiana» .




Bimbi e studenti puliscono i gradoni di Sant’Anna

Ha avuto inizio l’edizione 2012 di Puliamo il Mondo, manifestazione nazionale organizzata da Legambiente, come espressione di un più ampio progetto, sviluppatosi a livello internazionale, e denominato “Clean up the world”. E così per  tre giorni, dal 28 al 30 settembre, numerosi circoli di
Legambiente, presenti sull’intero territorio nazionale, organizzeranno
una serie di eventi ed iniziative allo scopo di sensibilizzare i
cittadini al recupero di aree comuni ma abbandonate sotto cumuli di
rifiuti. E all’interno di questo passaparola ecosostenibile, che tocca
dall’alto in basso l’intero Stivale, anche la città di Salerno risponde a
gran voce e si dimostra, sin da subito, pronta ad operare per la
salvaguardia del proprio territorio, forte anche dell’appoggio della
comunità locale e delle decine di volontari accorsi. Il circolo
Legambiente Salerno “Orizzonti” ha dato appuntamento nella mattinata di
ieri, presso la chiesa di Sant’Anna in via Salvatore De Renzi, a quanti
volontari e cittadini volessero partecipare a questa campagna di
sensibilizzazione ecosostenibile,  tesa in quest’occasione a rendere
fruibili i gradoni che collegano via Salvatore De Renzi con via
Risorgimento:  un bellissimo percorso panoramico deturpato da
comportamenti incivili. “Per questo progetto abbiamo usufruito della
piena ed attiva collaborazione dei piccoli allievi della Scuola
Elementare Montevergine Clemente Tafuri,- spiega Gianluca De Martino,
Presidente di Legambiente Salerno – ossia ben 32 aiutanti che,
accompagnati dalle proprie insegnanti, ed armati di tanta buona volontà
oltre che di pettorine, sacchi e guanti, si sono impegnati nel recupero
di tali gradoni, posti tra l’altro vicino a dove sorge la suddetta
scuola”. E lo stesso presidente di Legambiente Salerno afferma poi:
“In questo modo ci impegniamo non solo a rendere fruibili i suddetti
gradoni, ma anche a promuovere la città , e in particolar modo
determinate aree che, sebbene risultino dislocate rispetto alle zone
centrali, sono comunque parte integrante del tessuto urbano e di un
percorso turistico”. Importante è stato, senza alcun dubbio, anche
il coinvolgimento nell’iniziativa ecosostenibile, promossa da
Legambiente Salerno, dell’associazione Esn Salerno che ha partecipato
con alcuni studenti erasmus. “Ci interessiamo , come associazione –
spiega Antonio Belsito, Presidente Esn Salerno -, non solo di fornire
una prima accoglienza a tutti gli studenti erasmus giunti a Salerno, ma
anche di coinvolgerli attivamente, nel corso del loro soggiorno, in una
serie di eventi e manifestazioni a sfondo culturale e sociale”. Nel
corso di tale manifestazione era inoltre presente l’assessore comunale
all’ambiente, Gerardo Calabrese, che ha colto l’occasione per confermare
il proprio sostegno, così come quello del Comune, a tutte le iniziative
realizzate da Legambiente e tese alla salvaguardia del territorio
salernitano, ed ha così affermato: “Crediamo ed appoggiamo infatti
questa campagna per l’aiuto che, come ogni anno, offre alla pubblica
amministrazione, coinvolgendo l’intera cittadinanza nel rispetto della
natura e nella salvaguardia dell’ambiente urbano”.Francesca Cavaliere




Gordiani (Tempor): “Ci hanno presi a calci in bocca”

 « La Salerno Pulita deve alla Tempor e alla Trenkwalder circa 5 milioni di euro. De Luca ci ha offeso e vedremo se sarà il caso di denunciare per diffamazione, in ogni caso non parteciperemo mai più ad un appalto pubblico in provincia di Salerno» . Sono le parole dell’amministratore delegato della Tempor, Francesco Gordiani, che in una conferenza stampa ha raccontato la
vicenda della sua società che somministrava a Salerno Pulita 181
lavoratori e vanta ancora crediti dalla società partecipata. « La Tempor
vanta crediti dal sistema pubblico nella provincia di Salerno per 3
milioni e 812.000 euro, di questi crediti ben 2 milioni e 695.000euro
sono ampiamente scaduti, di questi crediti scaduti ce ne sono circa
860.000 euro a contenzioso legale e sono riferiti alle attività che noi
abbiamo svolto presso la Capaccio Paestum Servizi e presso la Pellezzano
Servizi. È evidente che il peso maggiore rimane alla Salerno Pulita,
che ad oggi ci deve 1 milione e 486.000 euro per lo scaduto. Il 30
settembre questo credito diventerà di 2 milioni di euro per effetto
della scadenza delle fatture successive – ha proseguito Gordiani
partendo dall’accordo firmato con la società partecipata – questa
vicenda nasce dal 2009 quando la Tempor su mandato della Salerno Pulita
ha effettuato una selezione pubblica che ha coinvolto 2000 soggetti.
Quell’anno la Tempor forniva a Salerno Pulita circa 73 lavoratori in
somministrazione, gli altri erano della Trenkwalder, con la quale la
Tempor aveva un accordo di somministrazione temporanea dei dipendenti. A
fine gennaio 2012 la Trenkwalder, per ragioni analoghe alle nostre, ha
deciso di interrompere i rapporti con la Salerno Pulita vantando un
credito di 1 milione ed 800.000 euro. La Salerno Pulita non ha ancora
onorato il suo impegno e la Trenkwalder è ancora creditrice.
Complessivamente, quindi, Salerno Pulita deve alle due agenzie per il
lavoro quasi 5 milioni di euro. Nell’accordo successivo tra la Tempor e
Salerno Pulita, quest’ultima ci ha poi chiesto di farci carico dei 101
lavoratori che erano in forza alla Trenkwalder e noi abbiamo accettato. 
– ha continuato Gordianitaccontando i fatti degli ultimi mesi, quando
sono nati i primi problemi tra le società – Prima dell’incontro in
prefettura del 17 agosto, il 3 d’agosto abbiamo anche avvisato Salerno
Pulita che qualora non fossero arrivate le rimesse che ci spettavano
avremmo interrotto il servizio. Su questo siamo stati attaccati in
maniera pesante. Il 14 di agosto abbiamo mandato una lettera a Salerno
Pulita, al Prefetto e al sindaco De Luca in cui avvertivamo
l’interruzione del servizio. Il 17 agosto quindi siamo stati convocati
dal prefetto, lì ci siamo impegnati a riattivare il servizio perché
Salerno Pulita a verbale si impegnava a corrispondere il dovuto entro il
15 settembre 2012. Il 23 di agosto c’è stata la riunione presso Salerno
Pulita, da cui non è emersa nessuna novità , era stata ventilata solo
l’ipotesi di una cessione di crediti di Salerno Pulita ad un istituto di
credito, una operazione che ci era stata presentata come imminente. Lì
ci è stata presentata una lettera dell’istituto “Sogec” dove c’era
scritto di una delibera di credito di 5 milioni di euro presso Salerno
Pulita ma, chi si intende di queste cose, sa che c’è una grande
differenza tra deliberare e renderla poi effettiva, tra le due cose ci
passa un mare. In seguito ci è arrivata la lettera del prefetto che ci
chiedeva di garantire ancora il servizio perché entro il 21 settembre
sarebbero arrivati i pagamenti secondo garanzie dei diretti interessati.
Non è arrivato nessun pagamento e abbiamo dato disposizione al nostro
personale di restare a casa, abbiamo telefonato, mandato e-mail,
raccomandate, avvisando anche Salerno Pulita. I nostri lavoratori, anche
se non abbiamo prove di questo, però tutta Salerno ha visto che hanno
lavorato in quei giorni, stavano sui camioncini e qualcuno glieli ha
dati – ha continuato Gordiani – Tutto questo è stato fatto nella totale
illegalità , se noi riuscissimo a dimostrare tutto questo le conseguenze
sulla Salerno Pulita sarebbero penali. Inoltre, sappiamo che Salerno
Pulita aveva preventivamente pensato di non pagarci più . Il 7 di
agosto la Salerno Pulita ha iniziato a chiedere a varie agenzie per il
lavoro di presentare preventivi per le attività di somministrazione dei
nostri lavori temporali, guarda caso i nostri 181 lavoratori si sono
dimessi in massa. Ci sono stati affibbiate patenti politiche che non ci
appartengono. Noi ieri abbiamo deciso di corrispondere gli stipendi del
mese di agosto anche se non spettava a noi farlo, abbiamo dato un segno
di responsabilità . Come Tempor noi ce ne andiamo ma non da Salerno, ce
ne andiamo come potenziali competitor che si confrontano con l’attuale
amministrazione locale. Noi non ci presenteremo mai più ad appalti
pubblici in provincia di Salerno. Ci hanno preso a “calci in bocca” ed
ora rischiamo problemi finanziari perché un ente ha deciso di non
pagare, inoltre, il sindaco De Luca ci ha definito “pirati” e società
indegna. Di questo, ovviamente, sarà fatta valutazione dai nostri legali
per una possibile denuncia per diffamazione» .




Il CSTP si può salvare, arriva la relazione contabile, la Regione deve versare 5 milioni di euro

E’ pervenuta  in via ufficiale, negli uffici della
Direzione della CSTP – Azienda della Mobilità – S.p.A. , società in
liquidazione, la relazione contabile predisposta dai commissari ad acta,
prof. Adele Caldarelli e dott.ssa Giovanna Scarpa, per la
quantificazione della somma che la Regione Campania dovrà corrispondere
all’'Azienda della mobilità salernitana per le compensazioni relative
agli obblighi di servizio sostenuti negli anni passati, in ottemperanza
alla sentenza del Consiglio di stato.

I due commissari ad acta, nominati dal Consiglio di Stato, hanno
stabilito che la Regione Campania dovrà corrispondere alla CSTP S.p.A.
una somma pari ad euro 4.951.838.

“E’ una somma che ci porterà ad un soffio dal ritorno in bonis
della nostra società – ha spiegato il Presidente del Collegio dei
liquidatori Mario Santocchio – Per la ricostituzione del capitale
sociale gli enti soci dovranno mettere a disposizione di questa Azienda
solo un milione e quattrocentomila euro. La somma stabilita dai
commissari ad acta nominati dal Consiglio di Stato sarà presto nella
nostra disponibilità .

Nella relazione contabile dei due commissari è infatti
specificato che qualora la Regione non dovesse adempiere per difficolt à
finanziarie al pagamento della cifra stabilita saranno gli stessi
commissari a predisporre il mandato di pagamento per i circa cinque
milioni a nostro beneficio.

Questo è un grande giorno e ringraziamo chiunque abbia operato
per far si che la sentenza del Consiglio di Stato trovasse applicazione,
come era giusto che fosse.




I granata regalano un sorriso ai bimbi dellÂ’Asl Salerno2

Una delegazione della Salernitana guidata dal Direttore Sportivo Massimo Mariotto e composta dai calciatori David Mounard, Enrico Zampa e Giuseppe Capua, ha fatto visita ai ragazzi con disabilità mentale della Struttura Terapeutica Riabilitativa Residenziale

presso l’ASL Salerno 2 (nelle foto tratte dal sito web ufficiale ussalernitana1919.it).
“A voi della struttura va soprattutto un grazie da parte nostra” – ha dichiarato il direttore sportivo Mariotto – “Nel nostro mestiere spesso ci preoccupiamo troppo dei nostri successi o dei nostri guai e non abbiamo mai la forza di guardare più lontano. Quando ci troviamo difronte a queste iniziative e a questo grande cuore messo a disposizione di chi ne ha più bisogno è un sorriso regalato a noi. Da parte nostra era doveroso partecipare per regalare un conforto e un sorriso, anche se credo che alla fine quelli più impressionati saremo noi”.
I calciatori si sono poi intrattenuti per scambiare foto e autografi davanti a un murales disegnato dai ragazzi del centro e dedicato alla squadra granata.