Confermato il divieto di dimora per Franco Annunziata

Scritto da , 4 febbraio 2015

“Il Clan Serino non è più operativo. Resta un vecchio boss reclinato nostalgicamente a causa dei malanni ed al quale neanche i figli i credono più”. Il Tribunale del Riesame ha smontato parzialmente il teorema accusatorio avanzato dalla Procura di Salerno nei confronti di Aniello Serino, detto ‘O Pope, detenuto a Padova e con alle spalle diverse condanne all’ergastolo. Nelle more la misura cautelare nei confronti del vecchio boss è stata formalmente annullata. Serino resta detenuto per le altre condanne pronunciato a suo carico. I giudici del Tribiunale della Libertà hanno confermato l’impianto relativo all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed all’attività legata all’installazione dei videopoker. Non è caduta neanche l’ipotesi di scambio di voto politico-mafioso avanzata nei confronti di Franco Annunziata per il quale è stato confermato il divieto di avvicinamento al comune di Salerno. Provvedimento che rende ancor più delicata la posizione dell’ex consigliere provinciale Franco Annunziata. Per quest’ultimo la procura ha presentato ricorso chiedendo l’arresto. Il ricorso sarà discusso il 16 febbraio. Nello sciogliere la riserva il Tribunale del Riesame (Palumbo, Rulli, Indinnimeo) ha confermato la misura cautelare in carcere nei confronti di Gianluigi Serino e Antonio Franco. Analogo proveddimento Raffaele Vitiello e Luigi Parlato. Sono stati disposti i domiciliari per Franco Della Cava, Antonio ed Ernesto Dello Russo ritenuti estranei all’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alla gestione dei videopoker. I tre indagati sarebbero coinvolto solo nella vicenda relativa al furto di bestiame. E’ stato, inoltre, revocato l’obbligo di firma nei confronti di Vincenzo Lapelazulli. Resta latitante Piccirillo. I giudici del Tribunale della Libertà saranno chiamati nuovamente a pronunciarsi sulla questione relativa al clan Serino tra quindici giorni quando sul tavolo  arrivarà il ricorso della Procura. L’indagine “poker” è coordinata dal sostituto procuratore antimafia Vincenzo Montemurro.

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