Gargani: «Casa dei moderati, partiamo dalla Campania»

Scritto da , 24 giugno 2014

I limiti dell’aggregazione tra Ncd e Udc li ha dimostrati il risultato elettorale. «Intesa fatta troppo in fretta e che ha portato al risultato che tutti conosciamo», per l’eurodeputato uscente Giuseppe Gargani, tra le “vittime eccellenti” dell’accordo Alfano – Cesa alle recenti elezioni europee, che ora rilancia il progetto moderato partendo dai territori: «Dalla Campania può partire un laboratorio che sia alternativo al socialismo». Ieri l’onorevole Gargani a Salerno ha lanciato il suo nuovo appello politico alla città e all’intera regione Campania che si appresta a rinnovare i suoi organi di governo. Onorevole Gargani quale nuova sfida politica parte da Salerno? «Un primo appello al presidente del Consiglio, ossia che il semestre europeo sia una occasione di confronto e non di litigio che ponga la il Mezzogiorno e la Campania nel processo di sviluppo europeo. L’Italia, in questo contesto e in questa occasione può assumere una posizione determinate». Che conformazione politica immagina della nuova Europa? «Sono in pista le larghe intese. Vedo un accordo tra Ppe e socialdemocratici. Per cui Juncker sarà il presidente della commissione e Schulz presiederà il parlamento. Questo sia d’esempio anche per il nostro presidente del Consiglio dei Ministro». Quanto all’appello politico, invece? «Rianalizzare il risultato elettorale ora non fa altro che aggravare la situazione. Dobbiamo solo capire che abbiamo perduto tutti: compreso il Pd di Matteo Renzi. L’analisi corretta è valutare che c’è stato un astensionismo elevato e che si è confidato – in questo momento storico – più sulle persone che sui partiti. La gente in preda alla disperazione si è aggrappata alla speranza di un singolo. Ora il nostro impegno è superare i personalismi e raccogliere partiti e movimenti che siano alternativi al socialismo. Per far ciò ho intenzione di proporre una idea più efficace e di immediata realizzazione: anziché puntare ad una aggregazione nazionale, si parta dai territori e nel caso specifico dalla Campania. Qui anche in preparazione delle elezioni è possibile aggregare una parte moderata che vuole essere alternativa e che non condivide un modello bipolare. Quest’area (moderata, ndr), a mio avviso è ancora maggioranza nel Paese e non trovando contenitore e leader, solo territori a vocazione fortemente moderata come la Campania possono costruire un percorso coerente e che diventi di riferimento per l’Italia. E’ la Campania che deve esprimere un leader ed un progetto di partito partecipato e non personalistico capace di riunire tutti coloro che non si ritrovano nel pensiero unico, di matrice liberista e socialista, di Matteo Renzi». Insomma sulla scia di Ncd e Udc? «Noi abbiamo provato a fare una aggregazione a livello nazionale ma non ci siamo riusciti. E’ venuto fuori qualcosa di molto approssimativo, forse dovuto alla fretta. Ora organizzando meglio ed avendo più tempo a disposizione e soprattutto localizzando il progetto possiamo avere un risultato migliore. Penso che in tal senso la Campania possa essere davvero un laboratorio politico ed un esempio nazionale». Ma in Campania c’è anche Salerno. Qui c’è una figura forte come Vincenzo De Luca… «Naturalmente è un progetto che deve vedere protagonista anche Salerno. Occorre che ci sia confronto e dibattito tra i consiglieri comunali e tra le forze politiche ed i movimenti alternativi a Vincenzo De Luca. E’ una città che va riqualificata da un modello di gestione che vede De Luca fare ciò che vuole, quando vuole».

(andpell)

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