Esposito: “L’obbligo del green pass per i lavoratori rischia di danneggiare il commercio”

Scritto da , 15 Ottobre 2021
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di Monica De Santis

Pena la sospensione dello stipendio per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato che da oggi verranno trovati senza il green pass. Entra così, di fatto, in vigore il provvedimento annunciato da tempo e compreso nel recente dpcm a firma Draghi. Decreto molto contestato e criticato che per il quale sono tutt’ora in corso polemiche e critiche e annunci di scioperi in buona parte dell’Italia. E proprio in merito al nuovo provvedimento che interviene anche Raffaele Esposito, presidente provinciale della Confesercenti di Salerno che attraverso una nota precisa che “Siamo sempre stati favorevoli alla campagna vaccinale ed alla possibilità di utilizzare il Green Pass per scongiurare drammatiche chiusure commerciali, riteniamo però eccessive, in assenza di obbligatorietà vaccinale, i controlli e costi a carico dei datori di lavoro specie per le imprese medie e/o piccole che dipendono in maniera vitale dalla presenza effettiva dei propri collaboratori in azienda e senza i quali sarebbero costretti a chiudere l’attività. – prosegue ancora il neo presidente Vicario della Confesercenti Regionale – Ci riferiamo a quelle maestranze difficilmente rimpiazzabili nel breve periodo, come per il settore della ristorazione, gli chef ad esempio che inevitabilmente metterebbero in ginocchio tutta una “linea” di lavoro essenziale per l’attività o per il personale di sala che spesso già ridotto in questi periodi potrebbe determinare seri problemi al settore, solo per questo settore stimiamo a livello provinciale circa mille attività in allarme, ma la criticità si estende anche a tutte quelle micro attività a conduzione “personale” ad esempio le maestranze artigiane o i piccoli negozi commerciali che potrebbero essere compromessi dal provvedimento, addirittura le piccole attività dedicate all’ospitalità ed all’accoglienza, con pochi collaboratori magari fidelizzati, potrebbero risentirne negativamente. – precisa ancora Esposito – Altra criticità è rappresentata dal costo interamente a carico dei datori di lavoro, costi sostenibili per le grandi imprese strutturate, un po’ meno dai soliti noti le piccole attiva a condizioni e familiare, bisognerebbe avere il “coraggio” di rendere obbligatorio il vaccino se siamo in emergenza pandemica, queste misure “alternative” anche se certamente utili e che eviteranno per alcune categorie nuovi e disastrosi lockdown, creano inevitabilmente sperequazioni e differenze palesi. – ribadisce il presidente Esposito – Speriamo si possano determinare circostanze più sostenibili per la “querelle” dei dati sensibili, una vera e propria beffa in un mondo sempre più globalizzato e da “grande fratello”, sia dal punto di vista economico e sia per la questione della verifica smart da parte dei datori di lavoro, sempre più controllori, attraverso una App dedicata che potrebbe intrecciare digitalmente il codice fiscale e che certamente avrebbe dovuto precedere l’entrata in vigore del dpcm. Le imprese, – conclude Esposito – hanno necessità di sentire vicino il mondo istituzionale per porre in essere una vera ripartenza, serve una politica del sostegno vera e decisiva per le attività che da sempre fanno vivere i nostri territori e creare le condizioni per quel nuovo humus fondamentale per la creazione di nuove imprese, creare impresa testimonia un territorio sano, vivibile e armonico. In questi mesi terribili di pandemia sono cresciute le criticità, le speculazioni ed in alcuni settori hanno dilagato le attività abusive a danno esclusivo di chi ha resistito onestamente e anche oggi continua a soffrire ma non vuole chiudere definitivamente la propria attività.

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