“Monte dei Paschi? Panico ingiustificato”

Scritto da , 2 febbraio 2013
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Le cronache degli ultimi giorni hanno catalizzato l’attenzione su una vicenda che sta  creando panico tra i risparmiatori e gravi tensioni nel sistema economico-bancario. Protagonista il Monte dei Paschi di Siena: il terzo gruppo bancario italiano. Le informazioni che quotidianamente raccogliamo non hanno limiti. Ne abbiamo voluto parlare con Mimmo Acunzo (foto), Segretario Provinciale della Fisac Cgil, il sindacato maggiormente accreditato nella Banca senese.  
Segretario Acunzo, conosciamo i limiti che ha il sindacato e le funzioni a cui  è chiamato a svolgere , ma anche un Sindacato ha orecchie per sentire ed occhi per vedere. La sua organizzazione come ha visto l’ incorporazione di Antonveneta?
“L’operazione è stata portata a termine dall’azienda in tempi rapidissimi e con assoluta riservatezza. Appena diffusa la notizia tutte le Organizzazioni Sindacali della Banca Monte Paschi, Fisac compresa, hanno espresso soddisfazione perché quell’operazione non ci rendeva più scalabili da altre banche italiane o straniere, ci faceva mantenere l’indipendenza strategica e ci faceva diventare il terzo polo bancario. Ricordiamo che in quel periodo eravamo nel pieno del processo di acquisizioni e fusioni nei grandi gruppi con la creazione di Intesa/San Paolo e Unicredit: il Monte rischiava di essere troppo piccolo per rimanere indipendente e troppo grande per essere acquisito”.
L’appartenenza dell’Avvocato Mussari all’area comunista (da giovane iscritto alla FIGC, poi al DS, ndr) indusse il Sindacato ad assumere posizioni “poco” critiche sull’operato dell’allora d.g.?
“Quando si usa il termine comunista ci si riferisce ad una sfera di valori etici, politici, comportamentali ben precisi. Non so se Mussari si riferisca all’area “comunista”, di sicuro è stato accreditato all’area di sinistra pur non disdegnando rapporti anche con altri partiti. La richiesta di dimissioni di Mussari è stata fatta dalla Fisac/CGIL ben più di un anno fa ormai, e non mi sembra che questo significhi essere poco critici. Tra l’altro, il sindacato a Siena non è solo la Fisac/CGIL, le sigle sono tante con valori etici e politici assolutamente differenti fra loro, e non mi sembra che siano emerse nel corso del tempo posizioni differenti su Mussari. L’unica differenziazione è emersa con l’ultimo accordo aziendale – raggiunto post- Mussari  – che, con la scusa della situazione in cui versa l’Istituto, ha di fatto cancellato 40 anni di conquiste e tutele sindacali in una sola volta penalizzando sia dal lato economico (in particolare le nuove generazioni) sia l’aspetto tutele e diritti. Accordo per noi inaccettabile e che non abbiamo firmato,  anche se viene da un altro banchiere accreditato dalla “sinistra” e nominato dall’allora sindaco del PD”.
Il Segretario nazionale del suo sindacato all’epoca della fusione Antonveneta affermò: “l’eccellenza dell’operazione prefigura un successo certo anche agli occhi dei meno avveduti”. A quali occhi si riferiva Domenico Moccia (Segretario Generale Fisac/Cgil, all’epoca della vicenda, ndr)?
“Non si può estrapolare un singolo pezzo da un ragionamento più complesso, tantomeno da una frase. L’allora Segretario generale della Fisac/CGIL Mimmo Moccia affermava che il costo medio per sportello Antonveneta era più basso di quello pagato in quello stesso periodo per l’acquisizione di sportelli in UBI o Intesa. Non c’era nessun messaggio “occulto” nascosto in quelle parole. Solo alla luce delle vicende giudiziarie in corso, in tanti stanno gridando allo scandalo: ma gli organi preposti al controllo ed alla vigilanza, compito proprio di Bankitalia e Consob e certo non del sindacato, cosa hanno fatto per affrontare fino in fondo i segnali che solo oggi, leggendo i verbali delle ispezioni diffusi dai media, avevano individuato?”
Segretario Acunzo, adesso occorre salvaguardare più  la credibilità  del nostro sistema bancario o pensare solo a tutelare i risparmiatori MPS?
“Secondo me le due cose stanno insieme: il Monte è parte importante del sistema bancario, è una Banca sostanzialmente retail a forte vocazione territoriale e non dobbiamo dimenticarlo. Io sono convinto che i risparmiatori del Monte dei Paschi non corrano pericoli, e questo vale anche al di là delle previsioni del fondo interbancario di tutela dei
depositi che garantisce ai risparmiatori i depositi fino a 100.000 euro. Di certo le notizie che si rincorrono sulla stampa in questi giorni, la campagna elettorale in corso sia a Siena che nel paese non stemperano la situazione, anzi hanno contribuito a creare panico e confusione, e bene ha fatto a mio avviso la procura di Siena ad aprire indagini per i reati diinsider trading ed aggiotaggio”.
E adesso parliamo dei suoi “assistiti”. Che pericolo corrono i bancari Montepaschi?
“Il pericolo di essere sacrificati sull’altare della “crisi” e della situazione contingente. Il piano di Profumo e Viola è sostanzialmente un piano finanziario che, ancor prima dell’esplosione del caso MPS, affrontava il solo tema del taglio dei costi. Purtroppo fino ad ora tale taglio si è abbattuto sostanzialmente solo sui lavoratori, attraverso i contenuti dell’accordo separato firmato dalle altre OO.SS. a dicembre. I rischi per i colleghi del Monte Paschi sono connessi alle esternalizzazioni definite pur in presenza di una proposta che per tutte le OO.SS. era, ed a nostro avviso è ancora, in grado di scongiurarle. I rischi sono connessi anche alla richiesta dell’Europa, a fronte dell’autorizzazione ai Monti-bond, di una riorganizzazione aziendale, che lascia temere da qui a breve la stesura di un altro piano industriale lacrime e sangue. Attraverso l’accordo separato del dicembre scorso l’azienda ha avuto la possibilità di operare tagli al costo del personale drastici e pesantissimi sia sul piano normativo sia su quello economico, determinando un netto peggioramento della condizione lavorativa dei colleghi, ma non è mai stata disponibile a discutere di come, attraverso la riduzione di spese e compensi al top management, i vertici aziendali potessero dare il buon esempio. La sottoscrizione dell’accordo separato da parte delle altre OO.SS. è stata una resa su tutta la linea ed ha fatto diventare i lavoratori più deboli e ricattabili, ma speriamo che dopo le assemblee certificate che stiamo tenendo in tutta Italia con risultati che vedono l’accordo bocciato da oltre il 95% dei lavoratori si possa tornare a confrontarci su presupposti diversi per avere una vera trattativa”.
Acunzo riconosce al  Monte dei Paschi la capacità di potersi risollevare e ritornare la banca che storicamente ha caratterizzato,  coi suoi 540 anni,  le funzioni tipiche delle aziende di credito. Anche la Magistratura intervenne all’epoca della sua costituzione. Infatti, proprio  per volere delle Magistrature della Repubblica di Siena  fu istituito Il Monte dei Paschi di Siena come “Monte Pio”, per dare aiuto alle classi più disagiate della popolazione in un momento particolarmente difficile per l’economia locale. Il  momento difficile oggi, dopo mezzo millennio,  travolge  proprio il “Monte”, come lo chiamano i senesi, e la Magistratura che ne diede i natali, oggi è chiamata a sbrogliare la matassa della intricata vicenda.

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