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Ringrazio il direttore Tommaso D'Angelo che mi ha cortesemente chiesto un breve scritto per sottolineare l'importante ricorrenza dell' 80* compleanno di Alessandro Nisivoccia. Ho pensato di renderlo sotto forma di lettera.
Sandro carissimo,
ha "sapore" antico la lettera di auguri, ma per fortuna si usa ancora nell'era del web e della comunicazione veloce, soprattutto quando, accompagnata dal sentimento vero di un'amicizia profonda, rinverdisce nella confidenza dei rapporti un passato pieno di ricordi, di bei ricordi!
Come dal baule del trovarobe, rovistandovi, sono emersi frammenti di memoria, episodi, "scene" di vita in comune prima che di teatro! Per me una stagione intensa di impegno, un'esperienza fondamentale anche sul piano formativo, le cui tracce sono presenti anche nelle relazioni umane tuttora alimentate, dopo decenni, con tanti compagni di palcoscenico.
Nisivoccia supplente della mia insegnante di Francese alla Scuola Media A. Pirro (frequentavo la seconda, forse); severo giudice nientemeno che con Augusto Di Giovanni di un provino che tenni per il Teatro Popolare Salernitano sul palcoscenico del massimo cittadino (finì male, fui scartato perché non vi erano "parti da bambino": che offesa per un quattordicenne che da poco aveva indossato i pantaloni lunghi! Mi sarei riscattato qualche anno dopo, quando "Il Sipario" era ancora a via Pio XI).
E poi le produzioni teatrali allestite con un ritmo incalzante; gli spettacoli in decentramento nelle piazze, nei luoghi storici, in festival nazionali del teatro amatoriale, in celebrati "templi" come il Valle a Roma, talvolta persino all'estero; le relative trasferte e la connessa irresistibile aneddotica; il mio coinvolgimento nell'impegno organizzativo dopo il trasferimento a Vico Guaiferio de "Il Sipario", che solo in anni piú recenti sarebbe stato ribattezzato "San Genesio"; a Maratea la nascita di Anna e Roberto, dopo un paio di mesi, in fasce, già in palcoscenico ne "Gli agnellini mangiano l'edera".
Tu nostro testimone di nozze, Nerella ed io, pochi mesi più tardi partecipi della più grande delle tue soddisfazioni: a Ravenna in compagnia con Vittorio Gassman, nell'Otello. E l'anno successivo in Macbeth con Regina.
Regina, la tua Regina, la nostra Regina, la regina del Teatro salernitano!
Questa data del 16 giugno la ricordo bene e quest'anno 2013 certo non mi sarebbe sfuggita. Una cifra tonda. Ottant'anni: che bel traguardo e che vita bella alle tue spalle!
Sono certo che il mio auspicio sia condiviso da molti amici comuni, compagni d'arte, cittadine e cittadini salernitani, affezionati spettatori. Hai fatto tanto per il Teatro a Salerno, ma Salerno ha fatto poco per te e per il "tuo" teatro. Sarebbe tempo di riparare. Buon compleanno Sandro. Auguri di lunga e buona vita e di buon teatro! Un abbraccio.
Alfonso
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